Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Cronaca / In corso il Festival di Yulin della carne di cane: voci discordanti, ma è il solito disastro

In corso il Festival di Yulin della carne di cane: voci discordanti, ma è il solito disastro

Le voci sulle modalità nelle quali si stia in questi giorni svolgendo il famigerato festival di Yulin, destinato al consumo della carne di cane, sono discordanti. La Humane Society International Asia, che nelle scorse settimane aveva diffuso la notizia del bando alla vendita della carne nei giorni precedenti all’evento, sembra stoicamente ferma sulle sue posizioni e, sul sito ufficiale, in un articolo titolato “Rapporto da Yulin” che potete leggere cliccando qui, dichiara che la scorsa settimana le forze dell’ordine cinesi si sarebbero presentate al mercato di Nanqiao e avrebbero chiuso alcuni esercizi nei quali veniva venduta la carne.

Secondo HSI, “un compromesso dell’ultimo minuto era stato raggiunto tra gli inferociti venditori di carne di cane e le autorità di Yulin per la vendita di carne proveniente da non più di due carcasse di cane per esercizio commerciale, una riduzione drammatica per i commercianti”.

La stessa HSI, in una news successiva, riporta che gli attivisti cinesi per i diritti animali sono riusciti a portare in salvo all’incirca un migliaio di cani destinati al mattatoio nella zona di Guangdong: animali non destinati al festival di Yulin ma comunque parte di una vera e propria industria della macellazione, in ogni modo analoga a quella che, nei Paesi occidentali, condanna quotidianamente a morte animali di altre specie (mucche, vitelli, maiali, polli eccetera). In Cina, ogni anno, per il consumo umano vengono comunque uccisi dai 10 ai 20 milioni di cani e circa 4 milioni di gatti. Yulin non è che una goccia nel mare, e non rappresenta in alcun modo un evento straordinario.

Tornando al festival, diversa da quella di HSI è la posizione di altri attivisti attualmente in Cina e impegnati nel disperato tentativo di portare in salvo quanti più animali possibili: a loro avviso, la diffusione della notizia del presunto bando alla vendita di carne di cane non ha fatto che provocare un calo di attenzione nei confronti dell’evento che, meno scrutinato dal mondo, può ora permettersi di essere più sanguinario che mai.

Di questa opinione è Marc Ching, attivista sino-americano da tempo impegnato in territorio cinese con l’obiettivo di abbattere, uno dopo l’altro, i mattatoi di cani e gatti: “C’è una guerra in Cina e riguarda i cani. I commercianti e una tradizione che li vuole divorati. Le persone e gli attivisti che li vogliono in salvo. Per anni, i grandi gruppi internazionali in cui dovremmo avere fiducia ci hanno mentito, diffondendo vera e propria propaganda in modo che in America abbiamo la sensazione che stiano facendo grandi cose e continuiamo a supportarli con le nostre donazioni. Questi gruppi sono così potenti da poter coprire ogni bugia, da poter bullizzare e distruggere i piccoli gruppi che lavorano per un cambiamento, e l’anno scorso hanno cercato di distruggere me [Ching si riferisce a una controversia in cui fu coinvolto lo scorso anno, secondo cui molti dei cani salvati dal suo gruppo di attivisti non sarebbero, di fatto, riusciti a sopravvivere. Qui i dettagli]. Ma quest’anno non riguarda me, la mia reputazione o le vostre bugie. Non c’è mai stato alcun bando. Non vi siete mai incontrati con il governo – noi, invece, lo abbiamo fatto”.

Marc Ching, volto dell’associazione Animal Hope and Wellness Foundation, ritiene dunque che sostanzialmente la questione del presunto bando sia stata solo una cortina di fumo, e che le cose, a Yulin, stiano procedendo come ogni anno.

E in merito alla”riduzione della quantità di carne in vendita” diffusa da HSI, l’associazione di Ching parla di “notizia fabbricata: le persone in blu sono lavoratori comunali e poliziotti che chiedono ai venditori di allineare correttamente le loro bancarelle. Non c’è alcuna restrizione sulla vendita di carne di cane, né ci sono multe per chi la vende. Le vendite sono robuste, con centinaia di cani che vengono acquistati”.

Di fatto, anche mettendo da parte le controversie, le diverse associazioni attualmente coinvolte nelle proteste al festival riportano con tanto di documentazione video e fotografica che, nel corso del festival (che continuerà ancora per 8 giorni) tutto si svolge come di consueto. Anche un italiano, Davide Acito, è attualmente impegnato nel tentativo di portare soccorso agli animali. Anche lui conferma che il festival è “in pieno svolgimento” e che gli attivisti sono costantemente controllati dai partecipanti al festival, in modo che diffondere le notizie sia complesso e problematico.

Davide parla, testualmente, di “Primo giorno del Festival della morte violenta della crudeltà e ignoranza è finito… cani e gatti massacrati di botte scuoiati e bolliti vivi davanti a sguardi indifferenti e non solo ma davanti a chi si diverte nel vedere e sentire quelle povere anime urlare straziati dal dolore e aspetta poi con ansia per poter soddisfare il proprio palato”.

Difficilmente vi saranno colpi di coda di rilievo nei prossimi giorni di festival e, come ogni anno, tutto ciò che si potrà fare è cercare di recuperare il maggior numero possibile di cani, gestirne il terrore e lo stato di sofferenza fisica, tentare di salvar loro la vita e di portarli lontano dove, con un po’ di fortuna, potranno forse trovare una nuova casa. La strada verso il progresso è ancora tutta da percorrere – ma, per onestà intellettuale, non solo in Cina: tutti gli animali sono uguali.

Foto: cani destinati alla macellazione in Cina (fonte Action Project Animal APA #Attivistinelmondo di Davide Acito)

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

3 Commenti

  1. Ho visto che ci sono tanti attivisti Cinesi che si stanno dando concretamente da fare per arginare questa crudeltà insensata, e ho notato anche che molte persone, sempre Cinesi, sono contrarie a tali indicibili orrori.
    Questa è una cosa che da speranza e ridà vigore al dissenso, peraltro legittimo di commerciare e somministrare, nonchè consumare carne di cane (ma anche di gatto).

    Certo è vero che la questione sarà lunga, è innegabile, ma non bisogna darla vinta a questi zero mentali sfruttatori e criminali sadici!

    Forza!

  2. cultura barbara Cina

  3. Un orrore senza fine…….purtroppo….maledetti maledetti maledetti!!!!!!

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com