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Canada: dichiarata non colpevole la donna che diede da bere ai maiali destinati al macello

Anita Krajnc, la donna canadese diventata famosa suo malgrado per essere stata denunciata per aver dato da bere ad alcuni maiali assetati sulla via del macello, è stata assolta. Il caso canadese, che da tempo teneva banco su svariati organi di stampa internazionali, si sarebbe quindi risolto per il meglio nelle scorse ore.

Il giudice David Harris ha motivato l’assoluzione sostenendo di non essere “convinto oltre ogni ragionevole dubbio” che Anita Krajnc abbia, con il suo gesto, interferito con la “proprietà dell’allevatore”.

“Ha la signora interrotto o interferito con l’utilizzo della proprietà? La mia semplice risposta a questa domanda è: no, non lo ha fatto”, ha scritto il giudice nella sua decisione, precisando che le azioni della Krajnc non avevano naturalmente potuto impedire al camion di raggiungere la sua destinazione, e che nessuno dei maiali che lei aveva aiutato non era stato macellato perché aveva bevuto dell’acqua.

“Gli attivisti avevano dissetato i maiali già in altre occasioni, e il conducente del mezzo ne era consapevole. Ne era consapevole anche il mattatoio. Nonostante questo, il macello non ha mai rifiutato di accettare un carico di maiali per quella ragione”, ha aggiunto il giudice.

La donna, attivista per l’associazione antispecista Toronto Pig Save, si era dichiarata non colpevole del capo d’accusa imputatole, ammettendo però al contempo senza problemi di aver dato da bere ai maiali in stato di sofferenza.

Il suo avvocato ha dichiarato come la Krajnc stesse, di fatto, agendo per il bene pubblico e che pertanto non abbia in alcun modo infranto la legge. D’altro canto, la pubblica accusa sosteneva che, essendo i maiali “proprietà di un allevatore”, l’attivista avesse interferito con il suo lavoro nel momento in cui, vedendo il camion fermo nei pressi del mattatoio Fearmans Pork, aveva deciso di avvicinarsi e permettere agli animali sulla via del patibolo di bere da alcune bottigliette d’acqua.

Il fatto era avvenuto il 22 giugno 2015, ed era stato testimoniato da un video che mostrava i maiali chiusi nel camion fermo a un semaforo a poca distanza dal mattatoio di Burlington. La Krajnc si era a quel punto avvicinata con una bottiglia d’acqua e una telecamera.

“Non dargli niente. Non usare l’acqua”, aveva commentato il trasportatore. La Krajnc lo aveva ignorato e aveva dissetato comunque gli animali. “Gesù dice di dare da bere agli assetati”, aveva commentato. E lui, di rimando: “Non sono esseri umani, scema. Cosa c’è in quell’acqua? Come faccio a saperlo?”.

L’attivista era sempre rimasta ferma sulla sua posizione: aveva fatto la cosa giusta, perché le temperature erano roventi e gli animali, già diretti a un’inutile morte, erano terrorizzati, accaldati e disidratati.

Scontente della sentenza sono ora le principali associazioni carniste canadesi, che così hanno dichiarato: “Le organizzazioni degli allevatori dell’Ontario sono estremamente deluse dalla decisione e preoccupate che gli attivisti saranno ora incoraggiati a dare vita a un’escalation di attività che rappresentano una minaccia al benessere animale, alla sicurezza della catena alimentare e alla salute pubblica”.

Singolare che i macellatori accusino chi vorrebbe fermare la violenza di rappresentare una minaccia per il benessere degli animali.

Nella foto: Anita Krajnc offre da bere a un maiale verso il macello (fonte TorontoSun).

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3 Commenti

  1. Ha fatto una cosa lodevole, i carnefici accusano sempre chi cerca di aiutare le loro vittime.

  2. Affermare che siano gli attivisti antispecisti ad agire in contrasto con il benessere animale è un tale paradosso da lasciare senza fiato… ma in che mondo viviamo?
    Ed anche l’insulto del trasportatore “non sono esseri umani, scema” fa comprendere quanto poco umani siano molti di coloro che appartengono a questa specie tiranna ed insensibile!
    Quando manca l’empatia e la pietà per l’altro, di qualunque specie sia, manca proprio l’elemento fondante della tanto millantata “umanità”.
    Sono contenta per la sentenza, ma quanta tristezza per tutti gli animali uccisi quotidianamente tra atroci sofferenze.

  3. Ha fatto una cosa giusta! Qui bisognerebbe condannate il camionista e il mattatoio……
    Sarebbe stato una doppia vittoria.

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