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Roma: il 30 in piazza per i lupi. Gli attivisti ILA: “Non stupisce la Toscana favorevole agli abbattimenti”

E’ prevista per il 30 marzo prossimo la manifestazione romana per dire nuovamente no alla possibilità di abbattimenti presente nel Piano di Gestione del Lupo.

Questa la posizione dell’Associazione toscana “Irriducibili Liberazione Animale” sulla questione che, da diverse settimane a questa parte, continua a far discutere nonostante l’ipotesi di stralcio a qualunque possibilità di abbattimento.

“Quando abbiamo saputo del nuovo piano lupo e di ciò che conteneva non è rimasto altro che manifestare il nostro dissenso, sono state 3 le manifestazioni organizzate insieme al PAE e agli attivisti indipendenti il 02-02 al Ministero dell’Ambiente, il 23-02 e 09-03 alla Conferenza Stato Regioni”, esordisce l’associazione.

“Dopo l’ultima protesta apprendiamo positivamente che oltre alle undici regioni già ferme sin dall’inizio sulla contrarietà agli abbattimenti dei lupi – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Veneto – altre otto regioni hanno cambiato posizione, negando il proprio consenso agli abbattimenti dei lupi. Dunque la Toscana rimane l’unica Regione insieme alla Provincia Autonoma di Bolzano. Una posizione che non lascia dubbi e fa capire da chi la Regione Toscana è governata”.

“Marras, che quando era Presidente della Provincia di Grosseto nel 2013, paventava l’uccisione dei cani senza padrone (organizzammo una protesta); Remaschi, autore di una legge unica in Italia che autorizza gli abbattimenti degli ungulati tutto l’anno; e il Presidente Rossi che, avendo tale posizione, non ci rappresenta. Politici capaci di pensare che il fucile sia la soluzione a certi problemi degli allevatori e agricoltori, che noi abbiamo più volte incontrato e l’ultima volta il 21-02 a Siena, ciò che appare dai loro pensieri è la non volontà ad attuare recinzioni, a volte nel trovare difficoltà burocratiche nei permessi per le recinzioni, ma soprattutto a fare i pastori nel vero senso della parola ovvero a badare le pecore e non andando a fare altri lavori pretendendo che i predatori non facciano la loro parte. Probabilmente, tuttavia, questo è un gruppo rimasto su queste posizioni e la maggior parte di loro lavora con criterio, avendo ormai capito quale sia il giusto modo di affrontare questa attività”.

Continua ancora l’associazione toscana: “Sicuramente a questa situazione instabile dobbiamo aggiungere le lungaggini della burocrazia, lenta a risarcire chi subisce i danni – che però se non vengono utilizzati i metodi di prevenzione (recinzioni, cani da guardiania sterilizzati, ricoveri notturni) non andrebbero dati. Rimaniamo stupiti da come alcuni politici non riescano a capire l’importanza del lupo, che equilibra la fauna degli ungulati. Invece di pensare a tutelarlo si adoperano per il suo abbattimento e promuovono leggi per abbattere sempre più ungulati, prede dei lupi cosicché viene a mancare la normale fonte di alimentazione”.

Gli attivisti sottolineano che “esistono metodi ecologici e di prevenzione ma pur di accontentare agricoltori, allevatori e cacciatori, fonti di voti, è facile dire spariamo, è la soluzione più immediata. Oggi appare tuttavia evidente che una Regione è sola su questo pensiero ed è la Toscana. Ma il vento non tira verso Firenze, tira a Roma dove 19 regioni si sono dette contrarie all’uccisione del lupi, come già dichiarato dal Presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini, portavoce del pensiero di tutte le regioni italiane, che ha chiesto al Ministro dell’Ambiente Galletti lo stralcio dell’ipotesi degli abbattimenti dal nuovo Piano Lupo”.

“Ciò che ci preoccupa non è solo il lupo, ma la presenza nel Piano di argomentazioni riguardanti i cani senza padrone ovvero modifiche all’attuale legge sul randagismo la 281/91 e di certo non possiamo accettare peggioramenti. Ad oggi non abbiamo comunicazioni da parte della Conferenza Stato Regioni per cui il 30-03 torneremo nuovamente in piazza, evento organizzato insieme al PAE”, conclude l’associazione.

L’evento Facebook creato per aggiornare gli utenti in merito alla manifestazione del prossimo 30 marzo a Roma può essere consultato cliccando qui.

Foto: repertorio.

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