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Morte di Daniza, chiesta l’archiviazione del caso: “Colpe senza rilievo penale”

È stata richiesta dal Procuratore della Repubblica Giuseppe Amato l’archiviazione del caso relativo alla morte dell’orsa Daniza, uccisa a fine estate durante un maldestro tentativo di cattura da parte della Provincia di Trento. L’orsa era stata condannata alla prigionia a vita dopo l’ambiguo caso di presunta aggressione ai danni di un fungaiolo.

La doccia fredda della richiesta di archiviazione del caso dopo mesi di incessanti proteste arriva ora, a pochi giorni dalla fine dell’anno, ma non stupisce poi molto: nella pratica, è sostanziale (se non quasi assoluto) il numero di casi di crudeltà nei confronti degli animali che, in Italia, si conclude con un effettivo nulla di fatto – ad esclusione di qualche multa.

Secondo quanto riportato dal quotidiano L’Adige, il magistrato che ha richiesto l’archiviazione ritiene che l’ordinanza di cattura dalla Provincia di Trento fosse corretta e tutelava “in particolare la sicurezza per l’uomo”. Per il procuratore sarebbe stata anche corretta, quantomeno in termini di dosaggio, la somministrazione dei narcotici che hanno poi provocato la morte di Daniza.

Viene evidenziato che i tecnici della Provincia non sono stati in grado di affrontare l’ipossemia in cui si trovava l’orsa, e che l’ha poi portata al decesso: sarebbe stato infatti necessario somministrare a Daniza un antidoto e dell’ossigeno per via nasale. Nessuna di queste procedure, naturalmente, è stata portata a compimento dai “tecnici”. Tuttavia, per il procuratore Amato questo sarebbe un comportamento “colposo non penalmente rilevante”.

ENPA ha già comunicato la propria intenzione di opporsi al provvedimento e di formulare, contestualmente, una richiesta di accesso agli atti per conoscere gli esiti delle necroscopie condotte sul corpo di Daniza (che non crediamo siano mai stati resi noti).

“È inammissibile che la vicenda si chiuda in questo modo, con un nulla di fatto che non fornisce alcuna risposta alla domanda di giustizia della stragrande maggioranza degli italiani i quali, lo ricordiamo, nei mesi scorsi hanno dato vita a una mobilitazione senza precedenti, prima per salvare l’animale dalla cattura e poi per protestare contro la sua uccisione”, commenta l’Ente Nazionale Protezione Animali, che ribadisce anche come i contorni della vicenda siano ancora assai fumosi.

“Se da un lato si ravvisano gli estremi per il non luogo a procedere, dall’altro la stessa Procura riconosce che qualcosa, nelle procedure di narcosi dell’animale, non ha funzionato. In particolare vi sarebbe stata una non adeguata capacità del veterinario di contrastare in modo efficace la complicanza della narcosi. La situazione, dunque, è paradossale: un responsabile c’è, ma non può essere perseguito”.

“Vorremmo capire come sia possible che una operazione normalmente così delicata come la telenarcosi di un animale particolarmente protetto venga affidata a qualcuno che non abbia una adeguata capacità di prevedere ed eventualmente contrastare possibili complicanze legate all’intervento. A nostro avviso questo non alleggerisce le responsabilità della catena di comando”.

Secondo ENPA, quella di Daniza è stata una “morte annunciata” e l’allarme dato da numerose associazioni, che sottolineavano la pericolosità dell’intervento di cattura messo in atto dalla Provincia di Trento, sistematicamente e deliberatamente ignorato.

“Oggi nessuno può sostenere di non essere stato a conoscenza dei pericoli cui si andava incontro. Continuiamo ad essere convinti che la barbara uccisione di Daniza chiami in causa responsabilità di natura non soltanto politica, che dovranno essere sanzionate dai cittadini in sede elettorale, ma penale; responsabilità che, nonostante la richiesta di archiviazione, riteniamo ancora più necessario siano fatte valere”, conclude ENPA.

Ricordiamo che nessuna delle figure istituzionali, dalla più bassa alla più alta in carica, coinvolte nella sciagurata gestione di Daniza e dalla sua famiglia ha lasciato la sua poltrona.

Foto: archivio.

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4 Commenti

  1. Che vergogna! E che tristezza per questa mamma…

  2. La poltrona non la lasciano perchè sono persone che stanno là per quello, deve essere la gente che gli dà un calcio nei deretani.Questa è una storia orrenda nemmeno nel Burundi poteva succedere,io mi domando allora a che è servito chiamare un veterinario?Per l’alibi allora se era per questo,è un delitto perfetto questo?

  3. Leggo sempre di cariche altisonanti, che parrebbero appartenere ad individui eccelsi.
    In realtà è vergognoso che questa gente possa amministrare, senza capacità, senza polso, senza dignità, senza niente di sensato nel cervello, votati tutti alla distruzione senza voler capire e alla convenienza, sono tutti uguali e tutti ingrati e senza pietà, tutti ciechi e col sorriso, come se niente fosse.

    Ciao Daniela, altro essere incolpevole che paga per la follia dell’ignoranza, dell’avidità e dell’incoscienza più bieca ed incomprensibile.

  4. ecco…..appunto,non è colpa di nessuno…e quando mai

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