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Depenalizzazione, parla il Ministero: “Non riguarderà il maltrattamento di animali”

Il Ministero della Giustizia finalmente chiarisce la questione della depenalizzazione dei reati cosiddetti “di lieve entità”, escludendo dai presupposti quello di maltrattamento di animali.

Avevamo parlato più approfonditamente della questione qualche settimana fa (qui l’articolo), riservando la perplessità soprattutto al fatto che, per via delle pene previste dal nostro Codice Penale, il reato di maltrattamento di animali sia, di fatto, considerato di lieve entità – quando per tutta una serie di ragioni socio-culturali non dovrebbe esserlo. Il recente decreto legislativo varato il 1 dicembre scorso dal Consiglio dei Ministri prevede infatti l’archiviazione e la conversione in eventuale pena pecuniaria di tutti quei reati puniti con una detenzione fino a 5 anni ed eventualmente accompagnati da sanzioni, e di quelli puniti solamente sul piano economico. Dal momento che tutti i reati contro gli animali prevedono una detenzione massima che non raggiunge mai i cinque anni, il dubbio delle associazioni è più che legittimo.

Tuttavia, il Ministero della Giustizia spiega che il meccanismo previsto dal legislatore sulla non punibilità dei reati più lievi (che terranno conto anche della tenuità dell’offesa e della non abitualità della condotta, altre due condizioni abbastanza ambigue da allarmare le associazioni) “non può riguardare i reati di maltrattamento di animali. La specificità di questi reati sarà tenuta in considerazione nel testo finale del provvedimento all’esito dei pareri espressi dalla Camera e dal Senato a cui è stato trasmesso lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei Ministri”. Il Ministero sottolinea anche che lo schema ha come presupposto che “la vittima si opponga all’archiviazione stessa del reato proposta dal pubblico ministero”.

Resta comunque inteso che, come già ribadito nel nostro articolo sulla questione, in pratica non cambia nulla perché già da ora i reati contro gli animali non sono puniti con la reclusione in carcere: la condanna è finora sempre stata sospesa oppure convertita in una pena pecuniaria.

Come già sottolineato, l’obiettivo del governo sarebbe quello di alleggerire il carico giudiziario soprattutto nei casi in cui non si arriva neppure alla fase dibattimentale.

Si attende ora di scoprire se, effettivamente, la gravità (e non certo lievità, seppure le pene italiane sono assai morbide) dei reati contro gli animali sarà effettivamente tenuta in considerazione nel testo finale del provvedimento.

ENPA, nel frattempo, esprime soddisfazione: “Accogliamo con grande soddisfazione la notizia di una possibile esclusione dei reati contro gli animali dal novero di quelli depenalizzati, obiettivo per il quale avevamo promosso una forte iniziativa in rete. Ringraziamo quanti, in seno al Parlamento,si sono resi portavoce delle nostre preoccupazioni e del nostro allarme circa un possibile “colpo di spugna”. E Ringraziamo in particolare l’onorevole Amati e l’onorevole Cirinnà che nei giorni scorsi avevano scritto al Ministro Orlando. Auspichiamo che lo stop alla depenalizzazione dei reati contro gli animali trovi una positiva conferma anche nel testo del decreto, confermando così quanto di buono ha fatto in questi anni il nostro Paese per assicurare e rafforzare la tutela giuridica degli esseri senzienti non umani”.

Nelle scorse ore, il Premier Matteo Renzi ha dichiarato: “Molti animalisti sono preoccupati perché sembra che depenalizziamo il maltrattamento degli animali. Ma vorrei rassicurare che queste norme non sono ancora legge, saranno modificate. Ascoltiamo sempre tutti. Si può anche sbagliare e modificare in corsa qualche riforma che facciamo”.

Foto: archivio.

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8 Commenti

  1. Il punto è che alla fine la pena detentiva non viene mai data se non tipo 6 mesi se stermini un gregge di animali quello che può funzionare sarebbe far pagare una severa multa tipo 10000 euro e oltre per reati gravi e se nulla tenente fatta pagare ai parenti prossimi,è l’unico modo.La tutela degli animali rimane alla gente per bene e alle associazioni.L’ammissione che si possa sbagliare da parte di Renzi è un buon inizio bisogna sottolinearlo.

  2. dopo aver letto lo scritto di JOHNNYF……come dire ….sono un po’ preoccupata….come sempre trovano il modo di raccontare una cosa per farne un’altra…….speriamo bene !!!

  3. Vero, Rosy.
    Grazie, Johnny.
    Un bacio a tutti voi!
    Per quanto riguarda questo Dl il mio solo commento è “che schifezza”!

  4. Sembra che il governo illegittimo abbia dato il contentino e messo una pezza inconsistente sulla questione visto che comunque sia i reati che riguardano il sentimento per gli animali rimangono non punibili con il carcere poichè – come prontamente riportato anche nell’articolo – al di sotto della soglia detentiva (5 anni).

    La questione non mi piace affatto soprattutto perchè sono stati depenalizzati anche altri reati che sono correlati ai delitti contro il sentimento per gli animali:

    – Abusivo esercizio di una professione – art348
    – Abuso d’ufficio – art.323 c.p.
    – Atti persecutori (stalking) – art.612 bis co.1
    – Commercio di sostanze alimentari nocive – art.444 c.p.
    – Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari – art.517 quater
    – Corruzione – art-318 c.p.
    – Danneggiamento – art.635 c.p.
    – Danneggiamento a seguito d’incendio – art.423 c.p.
    – Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza – artt.392-393 c.p.
    – Falsità materiale del P.U. – art.477 c.p.
    – Favoreggiamento personale – art-378 c.p.
    – Frode processuale – art.374 c.p.
    – Furto – art.624 c.p.
    – Istigazione a delinquere – art.414 c.p.
    – Istigazione a disobbedire alle leggi – art.415 c.p.
    – Omessa denuncia di reato da parte del P.U. – art.361
    – Rifiuto di atti d’ufficio.Omissione – art.328 c.p.
    – Truffa – art.640 c.p.
    – Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine – art.516 c.p.
    – Violazione di domicilio art.614 c.p.
    – Violenza privata – art.610 c.p.
    – Violenza o minaccia per costringere taluno a commettere un reato – art.611 c.p.

    Ora a parte la gravità della depenalizzazione di questi reati (ma anche di tantissimi altri molto gravi) che sono appunto tali e dovrebbero essere puniti con il carcere, è facile immaginare come i crimini sopracitati possano avere a che fare con gli animali…basta fare mente locale.

    Tutto questo è inaccettabile, sia per gli animali, sia per le persone, sia per l’ambiente (ordine casuale), è una vergogna, questo governo promuove il degrado e l’impunità, il crimine ed il conflitto sociale perenne, il danno e la malversazione a scapito di tutti, così si annulla qualsiasi flebile speranza di giustizia in questo paese finito ormai.

    Vergogna infinita, il governo dei nominati e dei non eletti ha compiuto un’abominazione senza pari.

    P.S.: Taglio dello Stato Sociale, aumento delle Tasse e del debito pubblico (Euro moneta privata presa a prestito dagli strozzini delle Elites finanziaria), disgregamento del Sistema Giustizia, ecco che cosa hanno fatto Pittibimbo e i suoi compari.

  5. Speriamo! Personalmente non nutro alcuna fiducia nei nostri politici alle dichiarazioni rassicuranti quasi sempre seguono leggi o comportamenti in tutt’altra direzione.

  6. Caro Renzi, sei partito bene , stai camminando su un filo di rasoio.Guarda bene cosa fai , la depenalizzazione non prenderla in considerazione, gli animali, qualsiasi esso sia vanno difesi a spada tratta.

  7. Anch’io Elisabetta! E’ importante, però, che sia davvero così! Che abbiano capito che noi che ci danniamo tutti i giorni per dare agli animali una vita meno grama, siamo proprio tanti e davvero incavolati al cubo dopo la lettura di questa stolta delibera!

  8. Accolgo con gioia questa notizia!

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