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Al via la depenalizzazione dei reati lievi: tra questi anche tutti quelli contro gli animali?

Quattro giorni fa, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto legislativo che disciplina la non punibilità dei reati cosiddetti “di lieve entità”. Di fatto, lo schema di decreto dà attuazione alla legge delega 67/2014 sulla messa alla prova e le alternative al carcere.

Cosa succede in pratica? Che potrebbe scattare l’archiviazione per tenuità del fatto per tutti i reati che prevedono una pena detentiva non superiore ai 5 anni o che prevedono una sanzione pecuniaria, da sola o in aggiunta alla detenzione. Esclusi dalla depenalizzazione sono i reati riportati a questo link.

In buona sostanza, potrebbero (il condizionale è, al momento, ancora d’obbligo) finire archiviati non solo alcuni reati contro il patrimonio, ma anche la truffa, la violenza privata, l’omicidio colposo e anche il maltrattamento di animali.

Lo schema di decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Giustizia e, di concerto, con quello dell’Economia e delle Finanze: l’obiettivo finale è quello di alleggerire il carico giudiziario attraverso una semplificazione della giustizia penale.

Le persone offese potranno naturalmente ottenere un risarcimento in sede civile e i condannati potrebbero comunque essere soggetti ai domiciliari.

Le associazioni animaliste italiane non si sono ancora espresse su una delibera che, se includesse anche i reati contro gli animali, potrebbe mettere, di fatto, la parola fine alla possibilità (anche teorica) degli aguzzini di animali di finire in carcere. Nella pratica, purtroppo, va sottolineato che attualmente la pena detentiva non viene comunque inflitta per questo genere di reati, poiché generalmente convertita nel pagamento di una sanzione pecuniaria. Tuttavia, classificare reati come il maltrattamento o l’uccisione di animali “di lieve entità” rappresenterebbe, a monte, un errore colossale e non solo per la brutalità con cui questi vengono normalmente inflitti, ma anche perché quasi sempre forieri di violenza contro gli esseri umani: il legame tra questo tipo di delitti, infatti, è ormai ampiamente dimostrato e tenuto in grande considerazione in svariati Paesi del mondo (molti Stati degli USA sono solo un esempio), che  di conseguenza applicano agli aguzzini di animali pene detentive importanti, senza se e senza ma.

Gli articoli del Codice Penale italiano dedicati ai “delitti contro il sentimento per gli animali”, teoricamente, prevedono che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale” sia “punito con la reclusione da tre a diciotto mesi” (Art. 544-bis) e che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche” sia “punito con la reclusione da tre mesi e un anno o con la multa da 3000 a 15000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale” (Art. 544-ter).

In considerazione del fatto che questi reati prevedono una reclusione massima di un anno, la depenalizzazione varata dal Consiglio dei Ministri, che ritiene “reati di lieve entità” quelli con una punibilità detentiva fino ai 5 anni”, potrebbe comprenderli tutti, incluso l’art. 544-quater, che punisce chi “organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali” (reato punibile con la reclusione fino a due anni e con una multa da 3000 a 15000 euro) e l’art. 544-quinquies, che regola il divieto di combattimenti tra animali (pena massima applicabile: tre anni).

Questo tipo di semplificazione avrà, secondo il Governo, il compito di alleggerire il lavoro dei tribunali e comporterà comunque un risarcimento per le parti lese.

Esplicitamente esclusi dalla depenalizzazione sembrano essere i reati in materia di ambiente, territorio e paesaggio, e dunque le fattispecie penali contenute nel Codice del paesaggio (d. lgs. n. 42/2004 e nel Codice dell’ambiente (d. lgs. n. 152/2006. Peraltro, questo principio di delega dovrebbe escludere anche la depenalizzazione degli articoli 727-bis (Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette) e 734 (Distruzione o deturpamento di bellezze naturali) del codice penale.

Per leggere integralmente il decreto legislativo vi rimandiamo a questo link.

Foto: archivio.

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14 Commenti

  1. Sì perché invece i partiti di destra hanno fatto proprio tanto per evitare questo scempio. Bah.

  2. Errore di distrazione, “è servita” verbo ovviamente e non “e” congiunzione, chiedo scusa.

  3. Bravissimo, Johnny! Una analisi spietata, lucida, coerente, la tua. Mi unisco al tuo “vergogna”!

  4. L’ennesimo provvedimento/favore a vantaggio del caos del crimine e dei suoi fautori, fatto da un governo di contoterzisti al soldo dei vari potentati che infama e snatura senza appello il senso della giustizia stesso.

    Se per legge la soglia di punibilità è posta dai 3 ai 5 anni (LEGGE 28 aprile 2014, n. 67 ai sensi dell’art. 1 titolo I, un periodo di moratoria gratuita esagerato a dir poco) e le pene detentive riferite alla presenza accertata di “delitti contro il sentimento per gli animali” nella fattispecie – peraltro di fatto mai applicate sebbene comminate anche in via definitiva – sono convertibili in sanzione, questo decreto spiana la strada alla promozione assoluta del crimine, poichè si comprova che nella legge delega, la nomea dei reati che vengono presi in considerazione come “minori” sono molteplici e di diversa natura che oltretutto comprendono tra i vari:
    Reati contro il patrimonio come il Furto, Truffa e Appropriazione indebita, Lesione personale, Rissa, l’Omicidio colposo, Omissione di soccorso, Bancarotta, Falso in bilancio, ma ancora: Abbandono di persone minori o incapaci, Abuso d’ufficio, Corruzione, Incendio, Favoreggiamento, Minaccia, Uccisione di animali, ecc…

    Ed è evidente come la totalità dei reati contro il sentimento per gli animali – di fatto già abbondandemente considerati di tenue rilevanza giuridica – rientrino a pieno titolo nella nuova (de)classificazione imposta dal governo, questa volta senza possibilità di fraintendimento.

    L’unico vantaggio che sembrerebbe provenire dal DL pare sia la procedibilità dei termini giudiziari anche in assenza dell’imputato (irreperibilità), una sorta di pseudo-contumacia mal concepita, cosa che a ben vedere viene ad essere del tutto senza senso dati i vantaggi portati dalla depenalizzazione stessa in funzione del declassamento dei reati di cui sopra.

    Altro nodo rimasto intoccato è quello della Prescrizione che è un’aberrazione giuridica di inaudita idiozia, nonchè di notevole sadismo, ma si sa bene in realtà a cosa serve e a che cosa è servita, oramai è più che evidente accertata la storicità dei numerosi fatti agghiaccianti accaduti anche di recente.

    N.B.: La traslazione dal contesto giudiziario penale a quello civile come riportato nel DL, a presunto vantaggio di uno snellimento burocratico e di un presunto “riassestamento della giustizia” porterà ad un inevitabile impunità di principio e un ingolfamento dei procedimenti civili già in atto e che versano in una situazione di grave accumulo con l’impossibilità di procedere e aumentando in maniera esponenziale i costi di gestione di tutto l’apparato competente in materia a carico dei cittadini, basti osservare i dati dell’ISTAT di seguito riportati:
    http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCAR_NUM_PROC_CIV

    L’ennesima vergona e l’ennesimo atto sovversivo e antidemocratico di un governo di nominati, contro il popolo e la giustizia stessa a favore dell’illegalità e dell’ingiustizia sociale imposti come nuovo modello di società “moderna e progressista” con il beneplacito del Quirinale.

    L’istigazione a commettere reati di ogni genere e servita con buona pace anche della Costituzione che viene riesumata – in caso – solo quando fa comodo.

    Vergogna.

  5. Cara Govanna mi spiace contraddirla,tuttavia l’intento del governo non è quello che lei scrive.Lei dice che:comq il reato sarà iscritto nella fedina penale(se non c’e un processo che accerti non vedo come ciò possa avvenire),che per non processare occorra l’assenso della parte offesa e infine che si accerta a monte la responsabilità della persona e che quindi nulla cambierà.NON E AFFATTO COSI.SI TRATTA DI UN VERO CONDONO ANTICIPATO,a monte si deciderà(senza parere della parte offesa,questa se vuole potrà procedere civilmente) o di archiviare o di assolvere ,quindi totale impunità

  6. Lungaggine interessante e ben accetta Giovanna, grazie di cuore. Troviamo che sarebbe aberrante, in linea di principio, considerare la crudeltà verso gli animali un reato lieve. Ma anche lo stalking, dopotutto.

  7. chiara balsemin

    dovremmo noi usare toni moderati e civili? lasciamo perdere non voglio di certo essere volgare,ma auguro a quel demente,perchè tale è…di provare quello che provano alcuni di loro,e tutto causato da noi insulsi esseri umani!l’unica razza che meriterebbe di estinguersi dalla faccia della terra!! e uno tra questi è pure lui!

  8. E allora si che faremo giustizia anche a mani nude contro tutti i maledetti che li sfiorano.
    Dico io ma perché non facciamo scoppiare una rivoluzione?
    Perché?

  9. Enrica Savy mi permetto di spiegare meglio,non significa che non siano più reati e che non vengano indicati nella fedina penale,solo che si evita l’arresto se chi è stato offeso è daccordo,per evitare di riempire le carceri ma anche perchè essendo il nostro sistema finora cosi gatantista tra sconto della pena e sospensione della pena,parliamo sempre del primo reato,in carcere ci si va per poco o per nulla e quindi almeno si risparmiano i soldi del processo e l’affollamento dei processi,questo è lo scopo NON cambia nulla rispetto a prima solo che si accerta a monte la responsabilità della persona e si evita un processo che va ad accumularsi ai tanti,personalemnte e l’ho scritto stamattina su mia bacheca io condannerei tutti ai servizi socialmente utili e magari questi bastardi a pulire le cacche dei canili,il carcere è troppo comodo per alcuni individui mentre il lavoro di sociale utilità li gratifica,in alcuni casi,li tiene impegnati ,c’è un ritorno per lo Stato che non ha risorse per alcune attività,pulire parchi e giardini,muri imbrattati e qaunt’altro e si evitano le pesanti multe all’UE per le condizioni carcerai disumane,invece al momento l’unica soluzione per evitare le multe è addirittura un risarcimento al carcerato per ogni giorno di carcere in condizioni disumane di tot euro,Scusate la lungaggine

  10. Ovviamente ! Che facciano pure quello che vogliono! Ci faremo giustizia da soli. La legge del Far West e’ arrivata!

  11. Altro che vergognoso!!!! Davvero vomitevole! Basta, basta con quel caravanserraglio di
    gentaccia al governo! Abbiamo bisogno di ministri seri e competenti!!!!!! Disgustoso veramente! Alla facciazza di noi che ci danniamo tutti i giorni per i nostri amici animali! Puah!!!!! Certo che se si avesse bisogno di tirarsi su un po’ il morale, dopo aver letto una simile notizia, cadono veramente le braccia, per non dire altro!
    Ciao, Elisabetta, contraccambiamo affettuosamente!

  12. Questo DL è una cosa vergognosa. Vorrà dire che dovremo arrivare alla “giustizia fai da te”. Dovremo. Ossia “saremo costretti a (…)”.
    ~
    Un abbraccio agli amici (gente onesta).
    E.

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