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Addio Ivana. Macellata la scrofa che era fuggita dall’allevamento intensivo

“La scorsa settimana uno di voi, delle tantissime persone che hanno accolto il nostro appello e chiamato i Groppelli, ci ha contattate telefonicamente. La persona dell’allevamento, con la quale aveva appena parlato, gli aveva comunicato che Ivana era stata condotta al macello ed uccisa.

Abbiamo freneticamente cercato conferma. O meglio, abbiamo cercato smentita a questa notizia.

Abbiamo contattato gli allevatori, la ASL, i veterinari di zona.

Purtroppo questa sembra essere la verità.

Usiamo “sembra” perché nessuno, né i dirigenti della ASL, né i veterinari possono averne la certezza.

In un allevamento intensivo gli animali non sono individui.

I maiali che i Groppelli allevano, sfruttano ed uccidono giornalmente non sono identificati in alcun modo, se non con un tatuaggio che ne comprova esclusivamente l’appartenenza a quel determinato lager.

Nulla, in quei capannoni affollati, distingue un individuo da un altro.

La singola vita non ha alcun valore.

Là dentro, Ivana non era più Ivana. Era un maiale tra mille. Uguale a tutti gli altri.

A noi rimane l’amaro senso di colpa del non essere riuscite a salvarla.

E la determinazione a continuare la lotta.

Per tutte le Ivana di questo mondo.

Perché un domani tutte possano vivere, e per sempre, come Ivana ha vissuto in quei pochi giorni di mezza estate.

Libera, il vento tra le setole, la terra sotto le zampe, il profumo dei fiori ad accarezzare le narici.

E – vogliamo ricordare – questo risultato non si otterrà mai acquistando un animale. Riscattare la sua vita con denaro significa riconoscerne la reificazione, sovvenzionare gli sfruttatori, contribuire al sistema che vede gli animali come strumenti di produzione e null’altro.

Noi vogliamo un cambiamento radicale.

Noi vogliamo la liberazione animale.”

Comunicato pubblicato dall’associazione Vitadacani Onlus sull’evento Facebook dedicato a Ivana, a questo link.

Foto: archivio.

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2 Commenti

  1. Potevano pure fare un’eccezione per una volta.

  2. Proprio ieri ad una mia amica che mi diceva di non sentirsi di mettere sullo stesso piano la vita di un umano e la vita di un animale rammentavo quel Vo Comandamento, il Non uccidere e le chiedevo se in quel Comandamento fosse specificato “chi”,… Non uccidere “chi”. Ha riflettuto e mi ha detto: “Effettivamente…”
    Addio, creatura “colpevole” di voler vivere come chiunque voglia essere vivo, senza distinzioni di specie, senza distinzioni di luogo… libera ora dalla gretta cattiveria umana, come è libero lui —> http://www.all4animals.it/2014/11/26/cina-maiale-cerca-di-sfuggire-alla-macellazione-scappando-sul-tetto-catturato-e-ucciso/
    Il Non uccidere non è nella natura umana. Dove è l’essere umano è distruzione.

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