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Ricordate Ivana, la maialina fuggita dall’allevamento? Vitadacani ONLUS combatte ancora per lei

“Non abbiamo dimenticato Ivana!

Ivana, fuggita dall’allevamento in cui era reclusa lo scorso luglio, lì è stata ricondotta.

Durante il mese di agosto abbiamo condotto colloqui e trattative con funzionari della ASL locale, al fine di monitorare la situazione e cercare di arrivare ad una soluzione pacifica ed indolore: ottenere che l’allevatore che ne rivendica la proprietà, ed al quale Ivana è stata purtroppo riconsegnata, acconsentisse a liberarla, almeno lei, e permettesse che Vitadacani Onlus la potesse accogliere nel proprio santuario di Magnago.

Abbiamo pazientato, aspettato, e ancora pazientato.

Nel frattempo Ivana, come da regolamenti vigenti, è stata tenuta in isolamento.

Infatti, il fatto di essere stata, seppur per meno di due giorni, libera e fuggiasca, l’ha messa a rischio di contrarre malattie che avrebbe potuto trasmettere agli altri maiali detenuti nell’allevamento.

Se non si stesse parlando della vita e della morte di esseri viventi, sarebbe da ridere.

Sappiamo che nell’allevamento dal quale Ivana proveniva e al quale è stata ricondotta si sono verificati casi di morbo di Aujeszky, o pseudorabbia, una malattia vista come fumo negli occhi per chi intende produrre carne dagli animali dato che nei confronti della stessa è in atto un piano di allerta che dovrebbe entro poco tempo trasformare la regione Lombardia in regione esente da Aujeszky.

Ciò significa che gli allevamenti Aujeszky positivi ovvero con suini risultati positivi alla malattia (che per loro generalmente si risolve in una banale influenza) dovranno via via eliminare gli individui malati se vogliono rimanere dentro al circuito produttivo.

Ma anche così non fosse, anche se il posto dove Ivana è ora rinchiusa non avesse di questi problemi, sappiamo quale sia la situazione in qualsiasi allevamento intensivo. Dove l’elevato affollamento, le condizioni di vita, il continuo contatto con feci e urine, lo stress, sono fonti di malessere e malattie.

Per tutto il mese di agosto Ivana è stata sì prigioniera, ma isolata dagli altri animali.

Ora, i risultati degli esami a cui è stata sottoposta hanno dato esito negativo.

Ivana è “sana”.

Ed è stata ricondotta in batteria.

Lei, che per una notte – vogliamo pensare – ha dormito sotto una coperta di stelle, lei che – unica tra i suoi compagni di prigionia – almeno per una notte ha respirato il profumo dell’erba, sentito su di sé la carezza del vento, ora è di nuovo rinchiusa. In un qualche capannone dove la luce del sole non fa mai capolino.

Dove gli unici suoni sono le grida degli animali rinchiusi. Il clangore delle inferriate. Il rumore delle macchine automatiche per la distribuzione del cibo.

L’allevatore è stato informato dalla ASL della nostra richiesta.

Ma probabilmente crede che, passando i giorni, ci si sia dimenticati di Ivana.

Sicuramente pensa che Ivana sia solo un maiale, uno fra tanti, e che nessuno si ricordi più di lei, ormai.

E’ solo un animale.

Ivana invece per noi è un simbolo.

Il simbolo di una lotta che non possiamo abbandonare.

Il simbolo della voglia di libertà che tutti i prigionieri rinchiusi in quelle che Alex Hershaft (attivista per i diritti animali, scampato allo sterminio del Ghetto di Varsavia) chiama “scatole nere, aree separate, anonime”.

Macelli, allevamenti, laboratori.

Ivana, con la sua breve fuga, è il simbolo di ciò per cui lottiamo.

Invitiamo quindi tutti e tutte a ricordare a questo signore come il silenzio non sia sceso sulla vicenda.

A ricordargli che quel maiale lì ha un nome, e persone pronte a lottare per lei.

I numeri di telefono sono:

Groppelli Angelo, Cascina Ghignola, Dovera: 037394224

Cascina Rosina, Truccazzano: 029583069 / 029583012

Ricordiamo a tutte e tutti che minacce, insulti, atteggiamenti ostili non aiuteranno Ivana anzi, sono deleteri e controproducenti.

Stiamo lottando per qualcosa di importante e serio. Il nostro atteggiamento deve essere quindi parimenti serio e misurato.

In gioco c’è la vita di un animale.

Vitadacani Onlus

(nella foto: Badu, felice ospite del santuario di Magnago)”.

Comunicato stampa pubblicato dall’associazione Vitadacani ONLUS su Facebook, a questo link.

Nella foto: Badu, uno dei maiali ospiti del santuario di Magnago (fonte Vitadacani ONLUS su Facebook).

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Un commento

  1. Se dovesse servire un contributo per quello che posso fare ci sarei.

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