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Seconda udienza contro Green Hill: fuori dal tribunale, i beagle

C’erano almeno una ventina di beagle di fronte al Tribunale di Brescia in occasione della seconda udienza contro Green Hill, tenutasi il 12 novembre scorso.

Si trattava naturalmente di una piccola rappresentanza degli oltre 2600 cani sequestrati all’allevamento di animali per la vivisezione di Montichiari e delle loro famiglie adottive. Queste ultime hanno esposto anche uno striscione che recitava: “Giustizia per i cani di Green Hill”.

Nel corso della seconda udienza il giudice ha accolto gli elenchi dei beagle sequestrati, oltre che di quelli affidati e di quelli morti senza che la difesa di Green Hill commentasse alcunché.

All’udienza era presente anche il presidente di LAV, Gianluca Felicetti, secondo il quale l’azione del giudice premia “il lavoro dei custodi giudiziari dei beagle e delle famiglie affidatarie”.

Intanto, è emerso che nei due anni e mezzo seguiti al sequestro degli animali sono morti 98 cani. Tra questi, anche diversi cuccioli nati senza vita dalle fattrici sequestrate già gravide.

Commenta Felicetti: “La liberazione da parte nostra ha drasticamente ridotto la mortalità di questi animali. Per ogni cane deceduto all’anno durante l’affido, sarebbero morti tra i 19 e gli 87 beagle se gli stessi fossero rimasti all’interno di Green Hill. Questa analisi dei decessi è stata effettuata sulla base dei documenti provenienti dall’azienda e sequestrati nel luglio 2012”.

In occasione dell’incontro in tribunale, le famiglie dei cani hanno consegnato a LAV un documento che attesta le buone condizioni (attuali) di salute dei beagle in affido.

Ricordiamo che imputati del processo contro Green Hill, la cui prima udienza si è tenuta a fine ottobre (ne avevamo parlato qui) sono i gestori Bernard Gotti e Ghislane Rondot, il direttore Roberto Bravi e il veterinario dell’allevamento Renzo Graziosi.

Nella foto: uno dei beagle salvati all’estero del tribunale (fonte Corriere).

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2 Commenti

  1. Agghiacciante…

  2. Mi si stringe il cuore al pensiero di quanto possano aver sofferto quelle mamme, quei cuccioli… quelle piccole innocenti creature, ignare del motivo di tanta sofferenza. Ha ragione T. Adorno, quando scrive a sangue “Auschwitz inizia quando si guarda un mattatoio e si pensa ”sono solo animali”.”. Green Hill È un mattatoio nel quale la differenza sta nel solo fatto che gli aguzzini di quei cani hanno indossato camici più immacolati rispetto ai comuni macellatori.

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