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Manifestazione a Trento per Daniza: l’intervista a LIDA Firenze, organizzatrice evento

Ciao Serena, ti vuoi innanzitutto presentare?

Ciao, certo. Sono Serena Ruffilli, presidente della LIDA Firenze Onlus  – Lega Italiana dei Diritti dell’Animale.

Quanto impegno è stato riposto nell’organizzazione della manifestazione per Daniza?

Molto, due mesi di lavoro incessante per reclutare i movimenti che hanno aderito, diffondere l’evento cercando di far partecipare più attivisti possibili, interessare la stampa affinché desse notizia della contrarietà con cui il mondo animalista – e non solo – guarda agli ultimi avvenimenti in cui sono coinvolti gli orsi nella regione del Trentino Alto Adige; non per ultimo il grosso lavoro dedicato all’organizzazione di bus e spostamenti degli attivisti in arrivo da molte regioni italiane oltre che l’impegno per mediare la nostra posizione e ottenere i permessi per l’evento in questione presso le autorità locali.

Avete trovato collaborazione nelle istituzioni del posto? E nei cittadini?

Fossimo riusciti a incontrarne qualcuno saprei risponderti. A parte pochi encomiabili attivisti trentini che non sono mancati nella giornata di ieri, non abbiamo avuto modo di incontrarne altri visto che il percorso del corteo è stato volutamente ristretto per disposizioni ricevute last minute dalla DIGOS, il ché ci ha obbligato a restare confinati in una piazza (davanti alla stazione centrale, dove c’erano solo extra comunitari e pochi abitanti del luogo) e a percorrere solo un paio di strade limitrofe a suddetta piazza e comunque esterne al centro della città. Gli uffici della Provincia erano chiusi, pertanto non abbiamo incontrato nessuno. In quanto alla collaborazione da parte delle forze dell’ordine, c’era un dispiegamento di camionette e poliziotti non indifferente e del tutto eccessivo a mio avviso, il nostro era un corteo pacifico e più volte lo abbiamo ribadito; la collaborazione da parte loro c’è stata solo per averci accordato un permesso per realizzare l’evento, ma tutte le restrizioni che ci hanno imposto (documentate e giustificate facendo leva su precedenti eventi che hanno visto disordini che volevano evitare a prescindere) non hanno facilitato lo svolgersi del corteo e ovviamente hanno mandato via molti attivisti con l’amaro in bocca. Abbiamo fatto tanti chilometri per raggiungere Trento e dar voce alle ingiustizie subite dagli orsi e a quei pochi trentini amanti degli animali, per poterci esprimere a mezze misure, anzi a quarti di misura.

Abbiamo letto che ci sono stati cambi di programma all’ultimo minuto. Cosa è successo esattamente?

È successo che ci hanno informato solo pochi giorni prima che il nostro itinerario (assai più lungo e che prevedeva tappe anche nel centro della città) è stato cambiato e ridotto ai minimi termini.

Quali erano le associazioni presenti al corteo?

Dalla Toscana quelle che seguono: Amici degli Animali/Canile Hermada di Montecatini Terme (PT), Antispecisti Pratesi, Futuro Vegan, Gabbie Vuote, GAT – Gruppo Antispecista Toscana, Ippoasi – Fattoria della pace, Laverabestia.org, L.I.D.A. – Lega Italiana dei Diritti dell’Animale,  L.I.V. Toscana – Lega Internazionale Vigilanza, No Cage, Pro Animals Onlus, Progetto Vivere Vegan, CEDA – Comitato Europeo Difesa Animali, Verdi Firenze, Sel Firenze. Abbiamo poi avuto adesioni successive dai seguenti movimenti del nord Italia: 269Life, Lav Trentino, Lav Alessandria, LIDA Piemonte, ed erano presenti anche alcuni attivisti dell’OIPA di Trento.

Quante persone, secondo le associazioni, erano presenti in manifestazione?

Circa 400, più che alle Termopili. Circa 200 persone erano sui bus,  le altre hanno raggiunto Trento in treno e in auto.

Ci sono stati momenti di tensione con la cittadinanza trentina?

No, ripeto, non ci hanno dato modo di incontrarla. C’è stato qualche commento da alcuni passanti: “Ancora con quest’orsa, ma basta!”. Ma la decina di trentini presenti in piazza con noi, con gli occhi lucidi per la commozione perché per una volta han sentito il calore del resto di Italia e non sono stati offesi e aggrediti indistintamente, ci ha ripagato di quei pochi commenti negativi ricevuti da suddetti passanti.

Perché giudichi così importante che si tenga alta l’attenzione sulla vicenda di Daniza?

Perché nessun orso dovrà più morire, a nessun individuo dovrà più essere negata la libertà, la vita. Non siamo nessuno per cacciare via un essere vivente dal proprio habitat, per catturarlo e allontanarlo, tantomeno per ammazzarlo. La nostra non è una battaglia “solo per Daniza, solo per un orso”, ma la difesa di una libertà che viene sempre più negata (e le restrizioni ricevute al corteo ne sono la triste conferma). SIAMO TUTTI DANIZA, tutti obbligati al silenzio, alle osservanze, alle restrizioni. Tutti tranne quei pochi che sono al potere e che solo per questo osano togliere la vita e la libertà a un altro essere vivente. Ieri però nessuno di noi è stato catturato e sedato. È difficile imbavagliare e allontanare chi si batte per una giusta causa, con mezzi più che leciti, anche se ci hanno provato e in parte ci sono riusciti.

Quali sono le ultime notizie che avete sui cuccioli dell’orsa?

Abbiamo sentito dire ieri proprio in piazza da alcuni trentini che sarebbe rimasto un solo orsetto, che starebbe morendo di fame perché vieterebbero di dargli da mangiare [questa informazione contrasta con quelle fornite dagli organi ufficiali della Provincia di Trento, NdR]. Certamente, a loro avviso se un orso diventa “domestico” poi dopo può creare dei disagi. Credo che ciò che si apprende dai comunicati rilasciati dalla Provincia in merito allo stato di salute dei cuccioli sia da valutare con la dovuta diffidenza.

Concludiamo chiedendoti di fare un bilancio della manifestazione di ieri.

Siamo comunque contenti di aver portato 400 attivisti a Trento, di aver dato voce a chi non ha potuto difendersi ancora una volta. Peccato che quella voce, per forte che fosse, è stata tenuta ben lontana dalle orecchie che volevamo raggiungere. Non molleremo, mai, fatevene una ragione e agite di conseguenza! Giù le mani dagli orsi!

Grazie mille Serena, per il tuo tempo.

Grazie a voi.

Nella foto: un momento del corteo (fonte LIDA Firenze su Facebook).

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2 Commenti

  1. Cosa dire… è stato detto tutto nella chiara e precisa intervista, Grazie a tutti voi.

    Il problema di fondo è, come riportato nell’ottava risposta, che c’è una ristretta cerchia di gentaglia senza alcuna legittimità, che si arroga il diritto di fare ciò che vuole, con gli animali, con le altre persone, con l’ambiente.

    Questo è un grosso problema, ma forse la vera disgrazia è la mentalità della gente che permette a costoro tutto questo.

    Grazie per la magnifica testimonianza!

  2. Bisogna far luce sulla sorte degli orsetti,non ho capito chi li stà seguendo,io ero rimasto che la Forestale gli dava da mangiare.Certamente una manifestazione a Trento non è facile da raggiungere,io credo che una a Roma porterebbe molte più persone.

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