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Attacchi ai pascoli in Maremma: non erano lupi, ma cani padronali vaganti

Il tavolo tecnico indetto dalla Provincia di Grosseto parla chiaro: non sono i lupi i responsabili degli attacchi agli animali al pascolo in Maremma, ma cani padronali vaganti. Si tratta, in pratica, di animali domestici ma assolutamente mal gestiti e non curati che, lasciati liberi di circolare dove vogliono, prederebbero le greggi e i bovini.

Niente lupi né tantomeno ibridi di lupo, quindi, testimoniano i dati della Provincia di Grosseto nel corso della prima riunione del tavolo tecnico istituito nell’ambito di Ibriwolf e del piano strategico per la gestione del randagismo. Di fatto, la tesi della Provincia conferma quanto già asserito da mesi dalle associazioni animaliste come LAV.

Ulteriore conferma dell’identità degli animali aggressori si è avuta a seguito di azioni di posizionamento di gabbie-trappola in diverse zone della Maremma, oltre che di visite di controllo nelle aziende zootecniche della zona.

In particolare, spiega il rappresentando della Provincia nel verbale ufficiale della riunione del tavolo tecnico, “il fatto che le gabbie non producano catture e che al contempo non si verifichino attacchi nelle medesime zone indicherebbe che la maggior parte degli attacchi nelle zone interessate sono effettuati da cani vaganti di proprietà, i cui proprietari li controllano più accuratamente nel momento in cui vengono a conoscenza della presenza delle gabbie stesse”.

LAV ha, naturalmente, ribadito che la prevenzione è la sola modalità realmente efficace per proteggere gli animali: “La prevenzione tramite il controllo dei cani padronali e la sterilizzazione sono i mezzi fondamentali per affrontare la questione attacchi”, ha dichiarato il responsabile della sede grossetana di Lega Anti Vivisezione, Giacomo Bottinelli, “mentre i risarcimenti ai pastori sono solo un tampone temporaneo e non risolutivo. La stessa ASL, nella riunione del tavolo provinciale, ha sostenuto di individuare come priorità la sterilizzazione dei cani per limitare i danni e le possibili ibridazioni. Al contempo, la Provincia sta attuando nell’ambito di Ibriwolf un’opera di controllo delle aziende zootecniche al fine di verificare la presenze e la gestione dei cani: a fronte di una media di tre cani ad azienda, almeno 25 allevatori intervistati su 58 hanno esplicitamente attribuito la responsabilità degli attacchi alle proprie greggi a cani delle aziende vicine, mentre almeno sei aziende hanno ammesso il vagantismo dei propri cani”.

Bottinelli ha anche specificato che solo due aziende su 58 hanno sterilizzato alcuni dei loro cani e solo 13 si sono dette disponibili alla sterilizzazione. Senza questo genere di azione, naturalmente, i problemi continueranno: “Ciò, chiaramente, può gravare e grava in maniera pesante sul fenomeno randagismo e vagantismo e può produrre ibridazione con il lupo, tutti fenomeni da scongiurare. La Regione Toscana, invece di investire cospicue somme per azioni preventive, ha stanziato per i risarcimenti agli allevatori la grande maggioranza dei 4 milioni di euro di fondi previsti dal piano triennale in materia, lasciando alla prevenzione del randagismo solo 250mila euro all’anno su tre province, evidentemente insufficienti per affrontare il problema alla radice”.

Staremo ora a vedere se questa notizia troverà spazio, sui media nazionali, quanto gli allarmismi ingiustificati e i presunti (e, in realtà, molto improbabili) incontri/assalti da parte del nostro timido e preziosissimo superpredatore.

Foto: archivio.

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6 Commenti

  1. BASTA! Chi abbandona dei animali deve pagare con una pena di almeno 15 anni. Si fa presto puntare il dito prima sui Lupi poi chiesa xché sui cani padronali…….UNA VERGOGNA!
    Una civiltà sana si riflette nel rispettare gli Animali!

  2. Capisco il tuo discorso Johnny e ho le medesime perplessità… ma se mai si comincia…

  3. Quindi, facendo il punto:
    Questi tizi lasciano liberi i cani di vagare, riprodursi (chissà che fine fanno i cuccioli e in che condizioni di disagio fanno vivere i propri cani…) ammazzare il bestiame che incontrano e poi vanno a sparare, trappolare, o avvelenare i lupi per metà per divertimento, e per il resto interesse.
    Prendono i rimborsi, e continuano a vita così.

    Bella gente eh?

    MarinaG, il tuo discorso è una ottima base di partenza, ma poi chi li controlla (siamo in itaglia…)?
    E i soldi (che ce ne sono da far spavento, ma per fare solamente quello che dicono loro) dove li prendono?
    Capito come stiamo messi…

  4. Vogliono la sterilizzazione e evitare il vagantismo? Non diano risarcimenti alle aziende che non hanno sterilizzato i propri cani e che li lasciano vagare senza controllo.
    Se lo stato prendesse alcuni piccoli accorgimenti, ma gari le cose migliorerebbero. Adotti un cane o un gatto? Devi sterilizzarlo, per legge. Sterilizzi il tuo cane o il tuo gatto? Puoi chiedere il rimborso totale dell’importo speso (più sterilizzazioni e più fatture con la conseguenza di più tasse pagate). Il tuo cane o gatto fa dei danni perché non è sterilizzato? Niente risarcimenti e multa al proprietario.
    Non è complicato e non servono chissà quanti soldi…

  5. Evidentemente in pochi, caro Massimo!

  6. E’ impressionante come la storia classica di ” Al lupo al lupo” rimane nei secoli,la gente o meglio la massa informe della gente non riesce ad andare oltre,come diceva Gustav Jung:Chi riesce a vedere oltre il muro?

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