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Vicenza: ammazzato dalla Polizia Provinciale giovane cinghiale addomesticato

È stato freddato a colpi di pistola il giovanissimo cinghiale che era stato addomesticato da alcuni residenti di Longare, in provincia di Vicenza. La bestiola, un esemplare femmina di appena un anno e mezzo di età, è stato ucciso dalla Polizia Provinciale tra lo sconcerto dei cittadini, che avevano instaurato con lei un vero e proprio rapporto di fiducia nient’affatto dissimile da quello che si costruisce con un cane.

L’animale ucciso frequentava la contrada Brojo di Lumignano di Longare, sui colli berici, e si chiamava Gina. Trascorreva ormai tutto il suo tempo dietro l’abitazione del cittadino che più di tutti gli altri aveva con lei un rapporto di amicizia e provvedeva a rifocillarla.

Il cinghiale è stato freddato a seguito di una disposizione datata 28 agosto 2014, ma la notizia è diventata di dominio pubblico solamente negli scorsi giorni. Quella sera, sul posto si sarebbe presentata una squadra di cacciatori e agenti della Polizia Provinciale: Gina era stata cercata per quasi un’ora. Quando il cinghialotto è stato infine trovato, si è diretto senza timore verso la squadra che l’ha colpita con un colpo di pistola a tradimento. Poi, un cacciatore le avrebbe tagliato la gola.

ENPA ha denunciato il fatto alla Procura della Repubblica segnalando, tra le altre cose, che lo sparo che ha colpito a morte Gina è stato sparato in mezzo alle case e a una decina di metri dalla strada. La Protezione Animali profila anche il reato di utilizzo improprio dell’arma di ordinanza e della caccia con armi non consentite.

Il portavoce di ENPA, Renzo Rizzi, ha dichiarato: “Bisogna bloccare immediatamente l’immissione di cinghiali sul territorio. Questa attività illecita viene confermata sia dalla Provincia che dall’ISPRA, persino le associazioni venatorie confermano che vi sono state costanti immissioni clandestine, dei veri e propri lanci di questi ungulati sui Monti Berici. In quanto a Gina, è trapelato anche anche lei era stata liberata illegalmente da un allevamento in quanto vi era nel suo orecchio un segno inequivocabile, ma non solo: visto che non si è riprodotta c’è il fondato sospetto che fosse anche sterilizzata”.

Gina è stata uccisa senza che avesse mai manifestato aggressività o fatto male a nessuno. Nata probabilmente in un allevamento, appositamente per essere gettata in un territorio dove poter essere braccata da quei cacciatori che si ritengono “controllori della natura”, è in fondo morta per gioco e per crudeltà. Niente più di questo. Non per controllo, né tantomeno per necessità.

Nella foto: Gina (fonte Il Giornale di Vicenza).

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6 Commenti

  1. Le vere bestie.
    Poi che ne è stato del corpo?
    E’ finito sulla tavola dei morti di fame?

    Ecco che ci fanno coi soldi delle tasse.

  2. Laura Spinetti

    Massimo i hai proprio ragione,ci vorrebbe un po’ di pulizia!!!!!!!!!!!

  3. Ma che minchia sta succedendo?!? Sono impazziti?? VERGOGNATEVI, distrut-tori dell’ordine! Per i cacciatori una sola parola. Quella che invita a………………………….

  4. complimenti

  5. Non solo fanno schifo ma è gentaccia della peggiore specie,ci vorrebbero delle squadre armate a difesa degli animali così sì farebbe un pò di pulizia.

  6. Laura Spinetti

    La polizia provinciale dovrebbe andare a controllare gli allevamenti della zona.specialmente quelli delle povere galline ovaiole invece di andare in giro con i compagni di merenda a sparare a un essere indifeso,si devono vergognare,fanno schifo e come al solito non pagheranno

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