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[FOTO] Addio Wigmore Hall: ecco come si abbatte un cavallo in pista

L’associazione Animal Aid ha diffuso le scioccanti immagini dell’abbattimento in pista di Wigmore Hall, un purosangue campione, dopo la frattura a una zampa durante una gara a Doncaster, sabato scorso.

Le fotografie di Animal Aid mostrano per la prima volta il “rituale” messo in atto, in Gran Bretagna ma non solo, quando questi animali elitari subiscono una lesione che compromette definitivamente la loro carriera e dunque non sono più remunerativi per il mercato delle corse dei cavalli.

Animal Aid commenta: “L’industria delle corse dovrebbe vergognarsi profondamente delle sue statistiche: il povero Wigmore Hall è solo uno dei tantissimi purosangue che vengono uccisi ogni anno. Si tratta di un enorme problema di benessere animale che finalmente dovrebbe essere messo in luce e reso pubblico”.

La British Horseracing Authority, incaricata della supervisione delle gare, si difende sostenendo che in questo tipo di competizione sono applicati i più alti standard di trattamento degli animali e che il numero dei cavalli uccisi è calato vertiginosamente negli ultimi quindi anni. E sottolinea che, a suo avviso, il rischio di frattura durante una corsa non è superiore a quello che si avrebbe in normali attività equestri.

Wigmore Hall, al momento dell’uccisione – avvenuta con un colpo di pistola alla testa – aveva vinto sette importanti competizioni non solo in Europa ma anche in Asia e negli Stati Uniti: il suo talento aveva fruttato oltre un milione e 300 mila sterline ai suoi proprietari. Poi il cavallo si è rotto e il divertimento è finito.

Chiamato a commentare sulle foto diffuse da Animal Aid, il veterinario supervisore della British Horseracing Authority ha parlato di “triste incidente” e riferito che la frattura di Wigmore Hall era “non trattabile, pertanto il corretto corso di azione per il benessere del cavallo era di essere umanamente abbattuto” (sic).

Le stime ufficiali parlano di 811 cavalli morti in gara nella sola Gran Bretagna tra il 2010 e il 2013. Tre quarti delle morti sono avvenute durante gare nazionali.

L’istruttore di Wigmore Hall commenta che la morte del cavallo “lascerà un grande vuoto”. Immaginiamo si riferisca a quello nel portafoglio.

Nella foto: l’abbattimento di Wigmore Hall (fonte IrishMirror).

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9 Commenti

  1. Basta con questo schifo, è vero sono d’accordo.
    Questi sono business, e fintanto la gente andrà a regalare i propri soldi (perdendoli) finanzierà questo schifo.

  2. Angelo Ferrigato

    Si rompono molti cavalli in passeggiata e nessuno ne parla, migliaia di cavalli tribolano le pene dell’inferno a causa di laminiti indotte da proprietari ignoranti o da veterinari che abusano l’uso di cortisonici….. Basta con ste corse e questi palii….facciamo propaganda alla salute del cavallo e facciamo cultura!!! Solo questo serve!!!

  3. Signori e signore incappellati, inanellati e ipocriti! Credo sia possibile che una vergogna, di per sé già sporca, sia una “sporca vergogna”. Questo è un caso.

  4. CHE BIECO CINISMO!!!…..

  5. Gli avrebbero dovuto fare una statua per tutti i soldi che gli ha fatto guadagnare,come vedete abbiamo ancora molto da imparare o anche come ha detto per tv una rappresentante del Bio Parco di Roma in relazione ai tragici e assurdi fatti di Daniza:non abbiamo capito niente della natura.

  6. come dice Marilena addio splendida creatura….(quanto vorrei fare la stessa cosa con chi l’ha cavalcato e con chi lo ha finito……bastardi siete e lo sarete sempre)

  7. Sicuramente non conveniente, a costoro siano essi proprietari, fantini, veterinari non importa un c…o che il cavallo abbia fatto vincere fior di quattrini dato che è solo una macchina per soldi, quindi nemmeno un euro per tentare di curarlo. Addio splendida creatura sul Ponte avrai prati all’infinito e nessun “umano” che ti sfutterà.

  8. caro Massimo, diremmo la seconda.

  9. Chissà questo”non trattabile” cosa vuol dire.Non trattabile nel senso impossibile da curare oppure non conveniente?

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