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Orso ucciso a L’Aquila, la necroscopia chiarisce ogni dubbio: l’hanno preso a fucilate

È finalmente chiarito ogni dubbio in merito alla morte del giovane orso ritrovato esanime a lato strada nei pressi de L’Aquila. Del caso avevamo parlato qui.

I Forestali, soltanto qualche giorno fa, si erano detti convinti che il povero animale fosse rimasto vittima di una dose letale di veleno, forse sparso proprio per colpire lui o magari qualche predatore. La convinzione derivava dal fatto che, almeno ad un primo esame, il corpo dell’orso non mostrasse ferite evidenti.

In effetti è stato necessario un esame approfondito da parte dell’Istituto Zooprofilattico di Grosseto, che aveva preso in carico la necroscopia dell’animale: l’orso è stato ucciso da una fucilata.

In realtà, dopo attente analisi sono stati scoperti i segni di ben cinque pallettoni nel suo corpo, non visibili in prima istanza. In particolare, uno di questi era riuscito a penetrare nell’intestino dell’orso, provocando una severa e dolorosissima infezione che ha finito con l’ucciderlo. È dunque probabile che quella del plantigrado sia stata anche una morte lunga e sofferta, oltre che provocata intenzionalmente.

Con questo esemplare salgono a tredici gli orsi marsicano uccisi nel centro Italia da avvelenamenti, pallettoni e malattie trasmesse dal bestiame allevato: si tratta di un quarto della popolazione stimata.

È dunque necessaria l’implementazione di un più corretto piano di tutela che possa garantire maggiore sicurezza ai pochissimi orsi marsicano rimasti, e WWF chiede che “tutti gli attori coinvolti, dal Ministero dell’Ambiente alle Regioni Abruzzo, Lazio e Molise, Corpo Forestale, fino agli enti di ricerca e aree protette abruzzesi mettano da subito in pratica le indicazioni e le azioni prioritarie richiamate dal Piano e dalle analisi del progetto LIFE Arctos per intervenire seriamente sull’emergenza. Stiamo perdendo, esemplare dopo esemplare, una specie simbolo della nostra fauna selvatica protetta e vanificando decenni di lavoro e di investimenti per la sua tutela”.

Assodato quindi che l’orso è stato ucciso da una fucilata, toccherà ora al Corpo Forestale dello Stato indagare per cercare di risalire prima all’arma che ha sparato e poi al suo proprietario. Al momento è già stata aperta una denuncia contro ignoti per uccisione di animali.

Anche LAV ritiene che ci si trovi di fronte ad una escalation di violenza, a “reati che non sono solo contro gli animali ma contro tutti, contro lo Stato. Vittime, peraltro, sono specie particolarmente protette perché a rischio di estinzione, per non parlare degli altri animali”.

Proprio per questa ragione LAV chiede di fermare l’apertura della stagione di caccia, ormai imminente: “Un’attività che somma, per di più, decine e decine di morti e feriti umani ogni anno, anche laddove esercitata legalmente. L’orso marsicano trovato morto in Abruzzo è stato infatti ucciso a fucilate. Una vittima che va sommata a quelle registrate in Toscana, più di dieci lupi e canidi uccisi in pochi mesi”.

Nella foto: l’orso ucciso (archivio).

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3 Commenti

  1. mha credo che più che godere,rimanda…

  2. Il legislatore ci gode coi pazzi, altrimenti come fa a parassitare ehm cioè lavorare…?

  3. Non è ammissibile tutto ciò,quanti matti ci sono con un fucile in mano?,il legislatore se lo hai mai chiesto?

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