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L’Aquila, confessa l’uomo che ha sparato all’orso: “Mi è partito un colpo”

“Mi è partito un colpo”. Si sarebbe giustificato così l’indagato per la morte dell’orso marsicano trovato la scorsa settimana riverso a lato strada, ai bordi del Parco Nazionale d’Abruzzo.

La notizia che il 57enne (ma alcuni giornali riportano che di anni ne abbia 61) che qualche giorno prima del ritrovamento del plantigrado aveva denunciato di averlo incontrato faccia a faccia nei pressi del proprio pollaio, rimanendo poi ferito (perché caduto, non aggredito), era trapelata nella giornata di oggi: ne avevamo parlato qui.

Messo alle strette dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, che sulla sua colpevolezza avevano individuato indizi circostanziati e precisi, l’operaio ha infine confessato ma ha parlato di uccisione accidentale dell’animale che, per inciso, è stato colpito alle spalle. L’orso, che a un primo esame autoptico non sembrava mostrare ferite evidenti, è deceduto a causa di cinque pallettoni di quelli utilizzati per la caccia al cinghiale: uno di essi gli è penetrato nell’intestino e ha causato una peritonite fulminante, che ha ucciso l’animale tra atroci dolori.

“Sono stato io a uccidere l’orso ma non volevo, sono caduto e mi sono partiti dei colpi”, ha dichiarato l’uomo che, inizialmente, aveva sostenuto di essere caduto (non è chiaro se fuggendo o per lo spavento) e di aver perso i sensi, riportando una ferita alla testa e ventilando l’ipotesi di voler chiedere i danni per quanto accadutogli. Potrebbe comunque risultare macchinoso ricostruire come l’operaio sia potuto cadere e contemporaneamente sparare alle spalle dell’orso se stava fuggendo nella direzione opposta, oppure come sia riuscito a centrare in pieno l’animale, sempre per puro caso, mentre perdeva i sensi. In ogni caso, questi sono particolari che dovrà accertare la magistratura.

Repubblica riporta ulteriori dichiarazioni del responsabile: “Avevo subito diversi assalti alla mia struttura, ero molto spaventato. Giovedì notte quando ho sentito dei rumori sono uscito con il fucile, sono caduto a terra e per paura di essere aggredito ho sparato. Non avevo capito che si trattava dell’orso”. Eppure l’uomo era sembrato ben sicuro che fosse proprio quello l’animale che aveva incontrato faccia a faccia, quando la storia era finita su tutti i giornali. Gli stessi dubbi potrebbero averli i Forestali, che ritengono che il plantigrado, molto più banalmente, sia stato ucciso per vendetta.

Ora la versione del 57enne, che parla di incidente, dovrà essere confrontata nei dettagli col quadro probatorio ipotizzato dagli inquirenti: è comunque accusato di uccisione di animale protetto.

Nella foto: l’orso ucciso (archivio).

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8 Commenti

  1. I toni moderati e civili dovrebbero essere la civiltà, ma io non penso che l’assassino dell’orso sia una persona civile. Ma come ha fatto il prefetto ad autorizzarlo ad avere in casa 4 fucili a canna liscia e due a canna rigata? Io mi intendo di queste cose e conosco la differenza per i vari tipi di armi. Il Prefetto deve revocare il porto d’armi ammettere la sua leggerezza e dare le dimissioni. Ma so bene l’istituto delle dimissioni in Italia benchè sconosciuto dovrebbe essere un obbligo per un rappresentante delle istituzioni. Mi auguro che il prefetto lo faccia, ma so già che non lo farà.

  2. Urca, ci crediamo tutti quanti che il colpo sia partito erroneamente!!!!!! Ma per piacere!!!!!!!!

  3. da condannare

  4. Be’ era ovvio che avrebbe detto cosi’ ? Trovatemene uno che dice che lo ha fatto apposta.
    Mi dispiace per il tuo pollaio ma e’ nella sua natura ed e’ colpa nostra se gli animali selvatici vengono cosi’ vicino alle case!

  5. anche a me è appena partito un colpo,…….spero gli arrivi al più presto…imbecille!!!

  6. L’ho sempre pensato e ne ho l’ennesima conferma; nessuno è più pericoloso di un imbecille.

  7. In questo paese i colpi di arma da fuoco partono sempre per sbaglio, è una moda ormai, dagli autogrill, ai ragazzini minorenni morti ammazzati, alle ex fidanzate colpite alla testa sempre “per sbaglio”, agli orsi sparati alle spalle, ma che coincidenza eh?

    Rimarrà certamente impunito pure quest’altro infame.
    Siete lo scarto della società, fate schifo!

  8. Peccato che non si sia sparato su un piede!

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