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Vasto: si spiaggiano sette capodogli. Tre non sopravvivono

Tre dei sette capodogli ritrovati spiaggiati a Vasto nelle scorse ore non sono riusciti a sopravvivere. Uno di questi era una femmina gravida. Gli animali sono stati ritrovati in difficoltà a Punta Penna, dopo aver probabilmente perso completamente l’orientamento nel mare Adriatico.

Non si tratta di un gruppo sconosciuto ma anzi ben noto alle istituzioni, che già era stato rilevato recentemente nei pressi della Croazia. I cetacei, di 3 o 4 metri di lunghezza e del peso approssimativo di una tonnellata, si sono spiaggiati senza riuscire a riprendere la via del mare.

Delicatissimo e rapido è stato fin da subito l’intervento della Guardia Costiera che, tuttavia, non è riuscito a salvare la vita ad almeno tre dei mammiferi. Gli altri quattro, invece, sono stati trascinati in acque più profonde e la speranza, ora, è che riescano a orientarsi di nuovo.

Secondo l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca, gli animali sarebbero stati messi in seria difficoltà dalle trivellazioni recentemente effettuate nella zona: “Un colpo molto grave per il nostro mare, uno spettacolo terribile. Non vorrei che questa tragedia assumesse un valore simbolico, con questi animali che vengono a morire nella spiaggia più bella d’Abruzzo, ma soprattutto davanti alle piattaforme petrolifere. Chissà se questa tragedia è casuale. Chiedo al Ministro dell’Ambiente Galletti un supplemento di riflessione sulle politiche di trivellazione in Adriatico”.

Nella foto: i capodogli spiaggiati (fonte Quotidiano).

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Un commento

  1. E’ una vergogna, un paese come l’Italia che è circondato dal mare quasi interamente, ha incredibili risorse naturali che potrebbero essere utilizzate in maniera etica, ancora stiamo a giocare con le energie derivate dal fossile.
    Potevano fare un grosso piano innovativo da almeno più di 20 anni per le rinnovabili, con le tecnologie che ci sono e che si potevano sviluppare come benefit della ricerca, e ci saremmo risparmiati la distuzione totale della Basilicata definita “Texas d’Italia”, l’inquinamento massiccio di tutti i mari della nostra malconcia penisola (senza considerare le immersioni di scorie tossice e nucleari in questi nostri mari in maniera occulta da parte delle mafie e favoreggiata dai vari governi che si sono succeduti nel tempo), lo schifo di vedere puntualmente cose del genere, morie di animali e/o spiaggiamenti mortali come questi.
    Hanno ritrovato la presenza di gas a quanto ho letto nel sangue di questi splendidi animali, ma subito le compagnie petrolifere che hanno in concessione queste sezioni minerarie hanno smentito di effettuare operazioni come l’air gun e addirittura hanno negato di trivellare.
    http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2014/09/13/news/vasto-tirati-a-riva-i-tre-capodogli-morti-foto-1.9923524

    Sa che cosa fanno in realtà, vanno lì a cambiare aria, in vacanza, una vacanza al Gas!

    Ho considerato altresì la possibilità di test militari segreti (in Italia ci sono oltre 100 basi militari americane, siamo una neocolonia dai tempi della 2 guerra mondiale), ovviamente ci si guarda bene da non menzionare mai questi oltraggiosi e criminali avvenimenti.

    Mi auguro che le procure facciano il proprio lavoro e che si arrivi alla verità, ma dubito fortemente che qualcuno pagherà per tutto questo.

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