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Torino: vietato nutrire i colombi. Lega del Cane: “Iniziativa ingiusta e unilaterale”

Torino – Allarme divieto ad alimentare i colombi. Lega Nazionale per la Difesa del Cane: è un’iniziativa ingiusta e presa unilateralmente che potrebbe costituire un pericoloso precedente.

In questi giorni l’amministrazione comunale torinese sta approntando gli ultimi passi per apporre una sostanziale modifica al Regolamento per la Tutela e il Benessere degli Animali in Città, Regolamento fiore all’occhiello di Torino in materia di protezione degli animali nonché da sempre preso a esempio in ambito nazionale.

In sintesi, verrà disposto un divieto ad alimentare il colombo comune (columba livia) su tutto il territorio cittadino, a esclusione dei parchi naturali. Tale decisione, presa in concerto con l’Asl veterinaria, sarebbe motivata non da un’emergenza sanitaria contingente bensì esclusivamente a titolo preventivo, avendo reperito in alcuni esemplari un batterio non molto conosciuto dal nome probabilmente minaccioso quale il campylobacter.

In realtà, secondo l’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) un’eventuale malattia sarebbe trasmissibile attraverso derrate alimentari quali carne cruda e pollame; i colombi non vengono nemmeno presi in considerazione, ragion per cui non sono mai stati contemplati dei piani di controllo su questa tipologia animale.

“La possibilità che esista un pericolo sanitario legato ai colombi è non solamente improbabile ma tutto da dimostrare”- come dichiara il dott. Enrico Moriconi, veterinario pubblico Asl e responsabile dell’AVDA (Associazione Veterinari per i Diritti degli Animali) – “in quanto in contrasto con la letteratura scientifica internazionale”. Egli inoltre afferma: “se l’emergenza fosse reale sarebbe dovere dell’amministrazione attivare la stessa EFSA, invece di evocare apocalittici scenari di malattie inesistenti soltanto perché qualcuno ritiene che i colombi in città siano troppi”.

Duole constatare che l’amministrazione comunale non ha ritenuto necessario interpellare, anche a titolo puramente conoscitivo, la Consulta Animalista del Comune di Torino, organo propositivo e consultivo delle associazioni animaliste del quale fa parte anche la sezione torinese della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Probabilmente si potevano reperire delle soluzioni alternative e meno traumatiche, quali piani di sterilizzazione o controllo di eventuali aree a rischio.

Si ricorda soltanto che già era vigente un divieto ad alimentare i colombi a una distanza, pari a 50 metri, da ospedali, scuole, case di riposo e altre strutture sanitarie metri, portati poi come proposta, alcuni mesi or sono, a 250 metri fino ad arrivare a oggi con un divieto integrale con l’eccezione di aree verdi naturali.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Torino disapprova con fermezza l’iniziativa presa unilateralmente dalla pubblica amministrazione, unendosi pertanto al parere negativo che la Consulta Animalista ha già da tempo espresso; nel contempo, si auspica ancora di arrivare a un tavolo di lavoro finalizzato a una soluzione più congrua, anche in virtù del fatto che una modifica del regolamento di questa entità potrebbe costituire un pericoloso precedente che molti comuni italiani potrebbero prendere a esempio.

Michele Di Leva – Delegato LNDC alla Consulta Animalista del Comune di Torino”.

Comunicato stampa ricevuto da Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Foto: archivio.

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3 Commenti

  1. Attenti che hanno l’ebola!
    Ma andate a cacare!

  2. sergio zanganelli

    L’unico aspetto negativo, ma non da poco, è che il guano volante…. sporca tutto e tutti e, lo sappiamo bene, le deiezioni dei colombi non vanno via.
    Mi sembra comunque ingiusto proibire e basta, occorre affrontare seriamente il problema, ma dovremo aspettare nuovi politici, quelli di adesso sono solo degli azzeccagarbugli incapaci ed incompetenti

  3. Purtroppo “i fiori all’occhiello” di QUALSIASI amministrazione comunale sono destinati ad appassire in brevissimo tempo. In questo paese dove lo sfascio è cibo quotidiano cosa c’è di meglio che prendersela con le creature che non possono difendersi? Una volta i randagi, i colombi, i cinghiali e via cantando. Intanto lo sfascio dei servizi pubblici, delle strade, della sanità continua ma c’è sempre qualche sindaco che indica come colpevoli solo e sempre gli animali.

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