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Romania: non furono i cani randagi ad uccidere il piccolo Ionut

La conferma ufficiale è arrivata da Vier Pfoten, l’associazione internazionale di stanza nella Romania della legge ammazzarandagi: il piccolo Ionut, il bimbo di 4 anni trovato morto oltre un anno fa, non venne ucciso dai cani senza padrone.

Vale la pena ribadire che fu proprio quella tragica morte a far sì che venisse approvata, in tempi record, la legge che autorizzava la cattura e l’uccisione di tutti i cani senza padrone sull’intero territorio nazionale. Per l’ennesima volta, quindi, i randagi non sono stati altro che il capro espiatorio di una amministrazione che cerca ogni scusa per massacrarli impunemente.

Secondo quanto trapelato, a uccidere il piccolo Ionut – che la nonna aveva perso di vista per diverse ore – furono cani padronali e microchippati messi a guardia di due aziende del posto.

Già poco dopo il ritrovamento del corpo senza vita del bimbo le polemiche non erano mancate, così come la messa in evidenza di dettagli quantomeno contrastanti nell’intera vicenda: ne avevamo parlato più esaustivamente a questo link.

Il varo frettoloso e strumentale della legge ammazzarandagi, fortemente voluto dal governo rumeno, ha portato finora alla morte di oltre 16,000 cani nella sola capitale Bucarest. E vale la pena precisare che, nonostante sia stato posto uno stop formale alla legge lo scorso 20 giugno (ne avevamo parlato qui), la municipalità cittadina ha comunque continuato a sguinzagliare i suoi accalappiacani e a procedere alle eutanasia nei disgraziati canili cittadini: queste uccisioni sono, di fatto, illegali.

Secondo la relazione diffusa da Vier Pfoten, il piccolo Ionut sarebbe morto invece perché l’azienda proprietaria dei cani da guardia “non ha adottato misure adeguate per prevenire l’attacco”. Spiega Gabriel Paun, direttore dell’associazione: “Un governo incompetente, che non ha la situazione sotto controllo, è costato la vita a decine di migliaia di cani randagi, e ha utilizzato illegalmente denaro pubblico per uccidere i cani e sbatterli in rifugi che sono veri e propri campi di sterminio”.

Dal varo della legge ammazzarandagi ad oggi sono state numerose le testimonianze, anche filmate (qui un esempio), delle palesi irregolarità compiute all’interno degli infernali canili cittadini: le registrazioni che hanno rivelato le illegalità e le violenze perpetrate nei confronti degli animali indifesi sono scioccanti.

Secondo Vier Pfoten, il 62% dei rumeni è contrario all’eutanasia dei randagi.

Foto: archivio.

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Un commento

  1. Una versione differente (ma anche congruente) di questo orribile fatto:

    (Traduzione) http://www.edoardogandini.eu/cani-come-capri-espiatori-e-spunta-lombra-della-pedofilia/?lang=it

    Articolo originale
    http://edituramateescu.ro/2013/09/semne-de-intrebare-in-cazul-copilului-ucis-de-maidanezi/
    ——————————————————————————————————————
    (Traduzione) https://www.facebook.com/permalink.php?id=144485749049772&story_fbid=215594665272213

    Articolo originale
    http://www.dcnews.ro/exclusiv-dc-news-vadim-tudor-in-raportul-medico-legal-s-a-ascuns-faptul-ca-ionut-a-violat-vezi-cum-a-fost-posibil_362932.html

    Ora al dì là di tutto sia chiaro che il mio intento non è di contraddire alcuna versione bensì capire che cosa è realmente successo.

    Una considerazione conclusiva e molto plausibile potrebbe essere che il bimbo sia stato scaricato purtroppo già morto in quella zona proprio perchè piena di cani randagi ed anche affamati che lo hanno morso in seguito.

    Un saluto a tutti sperando di cuore che la verità venga a galla, per il piccolo Ionut e per quei poveri animali ammazzati senza motivo.

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