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Massacro delfini a Taiji, in Giappone: ieri è iniziata ufficialmente la mattanza

È ufficialmente ricominciata ieri, l’annuale mattanza di delfini nella baia giapponese di Taiji. Nonostante le proteste internazionali, che come ogni anno non si placano, il Giappone ha deciso comunque di fare orecchie da mercante e di permettere ai pescatori di chiudere i globicefali nella baia per massacrarne la maggior parte e, contestualmente, prelevarle alcuni esemplari. La sorte degli individui strappati ancora vivi al loro nucleo familiare è nota: verranno venduti ai delfinari di tutto il mondo o, in alternativa, esposti nel gigantesco acquario costruito proprio a pochi passi dalla baia dove, ormai da svariati mesi, è reclusa anche la femmina di delfino albino strappata al mare durante l’ultima caccia. Di lei, Angel, avevamo parlato qui.

La giornata di ieri si è, comunque, risolta con un sostanziale nulla di fatto per i cacciatori, impossibilitati a scendere in mare per via delle condizioni atmosferiche fortunatamente avverse.

“La Baia è blu”, hanno dichiarato i Guardiani della Baia di Sea Shepherd che, come sempre, sono sul posto per protestare e monitorare la situazione, educando il mondo su quanto accade nel tratto di mare giapponese.

Contestualmente, gli attivisti colgono l’occasione per ribadire i tentativi – ormai inutili – dei responsabili della mattanza di tenere segreto il loro operato: “Il sindaco di Taiji, i cacciatori e gli addestratori di delfini le stanno provando tutte per cercare di nascondere la loro cultura del massacro e la cattura di fauna selvatica”, dichiara Sea Shepherd sulla sua pagina Facebook.

“La collina di Takanabe, che è una via di fuga per i residenti di Taiji, resterà chiusa fino al 25 dicembre 2014 per “lavori di costruzione”. Nella parte superiore di questa via di fuga c’è un parco nazionale che si affaccia sulla baia della morte: qui è dove i guardiani della baia di Sea Shepherd generalmente tengono le dirette streaming durante le battute di caccia. Il sindaco di Taiji è disposto a mettere in pericolo i residenti pur di tenere Sea Shepherd fuori e coprire il massacro e il denaro insanguinato che scorre in questa città”.

“Questa zona è davvero in costruzione? Se sì, cosa accadrà in caso di tsunami? O si tratta soltanto di una tattica per tenere fuori i guardiani della baia e il mondo lontano dalle immagini del massacro di delfini e di altri cetacei?”.

Nella foto: gli attivisti di Sea Shepherd sulla baia di Taiji, durante il primo, infruttuoso giorno di caccia (Fonte Italian Cove Guardians Page su Facebook).

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Un commento

  1. Sai quanto gliene frega al Giappone di un eventuale tsunami, basta vedere come si sono comportati con Fukushima. Nonostante la catastrofe non una sola centrale nucleare è stata dismessa, anzi ne stanno progettando delle altre quindi dei delfini non gliene può fregare di meno. Tanti inchini, mani giunte per salutare ma sensibilità e empatia per queste creature pari a zero.

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