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[DOSSIER] Anche in Svizzera messi in luce gli orribili trattamenti riservati ai maiali

Nessuna nazione è immune al brutale trattamento degli animali cosiddetti “da reddito”, ossia ritenuti veri e propri beni di consumo, dalla loro nascita fino al momento della loro (precoce) morte.

Le investigazioni sotto copertura, sempre più frequenti e ormai punta di diamante nelle attività di moltissime associazioni di tutela animale, raggiungono scala globale e toccano ormai ogni Paese del mondo, mettendo in luce atrocità che spesso è difficile persino concepire. Accade negli Stati Uniti, dove da tempo l’industria della carne ha fatto muro, cercando di tappare la bocca agli attivisti con leggi che rendono fuorilegge qualunque filmato girato all’interno di allevamenti e mattatoi (una legge simile è stata approvata in Idaho: ne avevamo parlato qui); accade nel Giappone della Baia di Taiji, dove ogni anno si procede alla mattanza dei delfini per le loro carni; avviene in Italia con investigazioni che colpiscono gli allevamenti di maiali e il mercato di agnelli e capretti pasquali; accade in Australia, dove gli attivisti hanno ripetutamente comprovato, con lunghi dossier e ore di investigazione filmata, l’atroce trattamento dei bovini destinati all’esportazione; accade con le fabbriche di pellicce del Nord Europa e con quelle di foie gras.

E, ora, accade anche in Svizzera dove l’associazione Tier im Fokus ha appena realizzato una indagine sugli allevamenti di maiali evidenziando, in un eufemismo, “gravi mancanze”.

Il materiale fotografico raccolto proviene da dieci aziende scelte in quattro diversi cantoni elvetici: in ciascuna di esse, gli animali sono tenuti prigionieri in box di cemento imbrattati di escrementi mai puliti. I suini sono feriti, sofferenti, pieni di lesioni mai trattate, irritazioni cutanee, morsi. I corpi senza vita dei maialini periti a causa delle letali condizioni di detenzione sono filmati riversi uno sull’altro all’interno di grossi secchi, e non sono inusuali – anzi – neppure i casi di “animali a terra”.

Tier im Fokus, come tutte le associazioni che mettono in luce crudeltà simili, definisce quanto documentato “insostenibile ma non sorprendente” e parla di “requisiti minimi insufficienti” in termini di benessere animale (sic).

Il SDG (Servizio per la salute dei maiali) svizzero ha comunicato che i comportamenti isterici e stereotipati dei suini (che, ricordiamo, sono animali più intelligenti persino dei cani) consistente  anche in atti di cannibalismo può essere causato da più fattori, e tra queste risultano anche la mancanza di spazio e distrazioni, la quantità di mangime inadeguata, lo stress, le malattie. Lo definisce comune “un problema diffuso nella suinicoltura”.

Il resoconto completo (in tedesco) può essere letto e visionato qui.

Nella foto: maialini senza vita gettati in un secchio (fonte Tier mi Fokus).

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3 Commenti

  1. sergio zanganelli

    Non vado a vedere il filmato, sono stanco di vedere orrori perpetrati a poveri innocenti. Tutti coloro che procurano sofferenze agli animali saranno perseguitati dalla sfiga sempiterna

  2. Ciao Marilena! Lo scrittore era Singer, premio nobel per la letteratura: http://it.m.wikiquote.org/wiki/Isaac_Bashevis_Singer

  3. Purtroppo è così NESSUN popolo è esente da crudeltà nei confronti degli animali. Nel novantanove per cento delle notizie non si fa altro che mettere in evidenza abusi, maltrattamenti, abbandoni. Un grande scrittore ebreo (del quale purtroppo non ricordo il nome) scrisse che la Treblinka degli animali non finisce mai.

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