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Torino: video di un combattimento tra pitbull e cinghiale. Lega del Cane: “Una storia agghiacciante”

“Lega del Cane di Torino denuncia un video shock su un combattimento mortale fra un cane e un cinghiale. Chi fa del male alle creature indifese va sempre perseguito e punito.

Dal web arriva una storia agghiacciante: nel minuto di durata di un video, divulgato su un noto social network, si assiste a una rappresentazione di inaudita violenza in cui si vedono un cane e un cinghiale, chiusi in un piccolo recinto, mentre si affrontano in uno scontro mortale, con il sottofondo sonoro delle risate del compiacimento di stava guardando questo scempio. L’autore di questa nefandezza pare sia un individuo intenzionato a vendere uno dei suoi cani per 1500 euro che a tale scopo ha postato il breve e orrido filmato che riprende le “performance” della povera creatura, allevata evidentemente al barbaro scopo di farne un cane da combattimento.

E’ stato un atto doveroso per la sezione torinese della LNDC provvedere a denunciare l’accaduto presso la Procura della Repubblica di Torino, in quanto il fato si configura come una violazione dell’art.544-quinquies della Legge 189/04 (divieto di combattimenti fra animali), reato punito con la reclusione da uno a tre anni. Inoltre, il fatto che ”l’incontro” sia stato videoripreso e divulgato pubblicamente, implicherebbe un aumento della pena da un terzo alla metà.

In attesa degli esiti che scaturiranno dalle indagini preliminari, ci pare doveroso parlare dell’ormai dilagante fenomeno dei maltrattamenti a danno degli animali sul web. In rete purtroppo si può trovare di tutto, dal traffico illegale di animali esotici o di cuccioli di cane e gatto provenienti dall’est europeo fino ai combattimenti con animali finalizzati a scommesse clandestine e persino riprese effettuate da individui socialmente pericolosi che, sadicamente, trovano appagamento nel torturare anime indifese.

Quando casualmente si viene a conoscenza di tali attività criminose, importante è senza dubbio non entrare mai in contatto con questi soggetti sia per la propria incolumità sia per non insospettirli e quindi allertarli concedendo loro la possibilità di cancellare le prove del loro deprecabile operato.

Non di rado questi reati vengono commessi al di fuori dei confini nazionali, rendendo ardua l’individuazione dei responsabili. Per fortuna, con il tempo, qualcosa sta lentamente cambiando anche grazie alla sinergia fra agenzie internazionali quali l’Interpol, che racchiude in sé 90 paesi membri, o l’IC3 (Internet Crime Complaint Center).

Da anni ormai la criminalità si è resa conto di quanto possa essere redditizio operare in internet lucrando sul maltrattamento o il traffico degli animali, rendendo il mondo virtuale un immenso supermercato nel quale, al prezzo concordato, si può acquisire di tutto e con un minimo margine di rischio.

Quindi è sempre raccomandato di rivolgersi con fiducia a qualsiasi organo di polizia giudiziaria (carabinieri, polizia, corpo forestale ecc.) o direttamente all’Autorità Giudiziaria; nel caso non si desideri esporsi direttamente, contattare un’associazione di protezione per gli animali quale a esempio la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sempre sensibile nel monitorare gli abusi sugli animali perpetrati attraverso nel web. E a procedere denunciando chi fa del male a questi esseri innocenti. Affinché paghino per le loro colpe.

Michele Di Leva – Delegato LNDC sez. Torino”.

Comunicato stampa ricevuto da Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Foto: archivio.

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2 Commenti

  1. Esattamente Sergio, sono pienamente d’accordo con te!
    E’ agghiacciante.

  2. sergio zanganelli

    Il combattimento fra animali è un argomento difficile perchè coinvolge una società di malfattori che lucrano sulla vita di poveri animali inconsapevoli di quello che fanno. A chi fa del male agli animali di solito auguro la sfiga sempiterna, ma in questo caso è troppo poco. Questi delinquenti devono essere perseguiti da tutti noi nelle forme indicate nell’articolo e vanno incarceratI, multati MA SOPRATTUTTO GLI SI DEVE IMPEDIRE DI POSSEDERE ANIMALI.

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