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Genova: baby capriolo salvato da agricoltore diventa domestico. Ma rischia il sequestro

Non è chiaro come finirà la vicenda del baby capriolo cui un agricoltore di Pontedecimo, in provincia di Genova, ha salvato la vita qualche tempo fa. Il caso è arrivato ai giornali negli scorsi giorni quando l’uomo, in un atto di ingenuità, ha imbracato il cucciolo ormai domestico in una normalissima pettorina da cane e lo ha portato con sé al mercato, lasciandolo a riposare sul suo camion.

La presenza del selvatico è stata naturalmente notata e sul posto sono state convocate le guardie zoofile, che non hanno però constatato alcun maltrattamento, anzi: il cucciolo risultava ottimamente tenuto, sfamato, pulito e soprattutto ormai domestico, come un cagnolino.

Così ha dichiarato il capo delle guardie, Gianlorenzo Termanini: “Siamo di fronte a una brava persona che vuole solamente continuare ad accudire l’animale. Speriamo che non gli vengano date multe e che gli si possa lasciare il capriolo”.

La storia era iniziata un paio di mesi fa quando Giorgio, agricoltore e titolare di un banco di frutta e verdura al mercato, aveva notato il neonato capriolo sul ciglio della strada: era ferito, forse perché investito da un’auto. L’uomo aveva subito raccolto il cucciolo e lo aveva portato a casa, di fatto curandolo e salvandogli la vita. Nei due mesi successivi l’imprinting del capriolo è stato inevitabile e il piccolo è, ad oggi, un vero e proprio animale domestico che segue Giorgio e i suoi familiari in tutti i loro spostamenti.

Da un punto di vista giuridico, tuttavia, detenere un animale selvatico non è legale perché trattasi di patrimonio dello Stato e per questo il baby capriolo potrebbe ben presto essere sottoposto a sequestro. Inimmaginabile, a questo punto, che possa essere rilasciato in natura – pertanto è plausibile pensare che possa essere collocato in una struttura apposita.

Angelo Spanò, dei Verdi, è solitamente (e giustamente) molto poco tenero verso chi tocca o preleva dalla natura piccoli selvatici ma stavolta ha un’opinione diversa e si augura si possa fare uno strappo alla regola: “Questo splendido animale si è ormai abituato alla presenza umana ed è diventato un componente della famiglia, si comporta come un cagnolino. Speriamo non si proceda al sequestro: attendiamo fiduciosi gli sviluppi. Se non si può rimetterlo in libertà, perché non lasciarlo stare con l’agricoltore?”.

Le guardie zoofile concordano con lui.

Nella foto: il baby capriolo, con addosso la pettorina, riposa tranquillo sul retro del camion dell’agricoltore (fonte GenovaToday).

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3 Commenti

  1. Animale selvatico…patrimonio dello stato…. già qua siamo al delirio.
    Come può un essere vivente essere patrimonio?
    Ma come si dice il diritto nasce a Roma e muore in itaglia…lasciamo perdere.

    Una cosa che vorrei dire al Signore che ha raccolto l’animaletto ferito ed in difficoltà è solamente tante grazie di cuore, grazie davvero, ha fatto la cosa giusta, non c’è malevolenza nel suo gesto.

    Mi auguro che non gli sia sottratto a questo punto, il problema di fondo è che quando si ha a che fare con la cd legge e soprattutto in questo paese (paradossalmente se vogliamo) si da a questa una applicazione più che fiscale non tenendo conto dei vari aspetti della vita umana e non…incredibilmente avviene tutto ciò nonostante uno dei principi base della legge stessa è la “libera interpretazione”.

    Questo caso mi ricorda un po’ questa spiacevole e vergognosa vicenda, se posso riportarla:
    http://www.tempi.it/agrigento-diffida-pulizia-parco-villa#.U_8UUGPis_k

    L’unica cosa che a malincuore “contesto” al Signore è…esserselo portato dietro a questo punto.

    Mi auguro che si risolva nel più ragionevole dei modi, dopo tutto siamo o non siamo esseri razionali?

  2. In Italia non possiamo essere vittima della burocrazia,non scherziamo,in America si può tenere un Bisonte in casa e lo puoi portare anche al bar non vedo perchè una persona non può tenere un esserino così delizioso!

  3. spero lo possano lasciare lì dov’è,magari il signore meno da nell’occhio con la creaturina meglio è,ricordiamoci la fine di molti atri(cinghiali compresi)che hanno dato fiducia all’uomo sbagliato…….(ma cazzo ma nel camion lo dovevi portare?)uffa

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