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Parziale vittoria: l’India vieta il trasporto di animali al Festival di Gadhimai, in Nepal

È una posizione storica quella assunta dal governo dell’India che, sotto pressione delle associazioni internazionali, ha di fatto vietato il trasporto di animali verso il Nepal, dove tra alcune settimane si terrà quello che è definito il più grande sacrificio animale al mondo, ossia il Festival di Gadhimai. In merito a questa questione avevamo pubblicato qui il comunicato stampa di Animal Equality collegato alla petizione per chiedere uno stop a questa ennesima pratica che altro non è che una estesa, micidiale macellazione rituale a cielo aperto.

Vale la pena precisare che l’India, senza dubbio Paese controverso per molti aspetti (probabilmente anche perché davvero molto ampio) ma tra i più avanzati nel trattamento degli animali, è attualmente la sola nazione al mondo ad aver raccolto l’appello delle associazioni animaliste internazionali che chiedono di boicottare in ogni modo le celebrazioni nepalesi.

Secondo Matteo Cupi, presidente di Animal Equality Italia, “la posizione del governo indiano è un passo avanti senza precedenti, una presa di posizione importante che dovrebbe far riflettere le autorità del Nepal. Quanto avviene durante il festival di Gadhimai mette in brividi, sia per l’incredibile quantità di animali massacrati che per la ferocia delle esecuzioni”.

L’eccidio, che avviene con la partecipazione anche di numerosi bambini, è quasi inenarrabile nella sua brutalità – aumentata esponenzialmente da una sorta di esaltazione religiosa esacerbata dal consumo massiccio di alcol. Gli animali sacrificali, raggruppati tutti insieme, vedono i loro compagni morire sotto i colpi di pugnali, mannaie e scimitarre impugnate da gente incapace persino di provocare la morte in maniera rapida e indolore.

Nel raggio di cinque chilometri attorno al tempio di Gadhimai chiunque voglia uccidere animali, di qualunque specie e in qualunque modalità, è autorizzato per legge a farlo.

Conclude Matteo Cupi: “Consideriamo prioritaria la campagna internazionale che abbiamo lanciato. La dobbiamo alle centinaia di migliaia di animali uccisi con tanta efferatezza”.

Si stima che siano oltre mezzo milione gli animali non umani massacrati in nome di questa sanguinosa tradizione.

Nella foto: un momento del festival di Gadhimai: un cucciolo di maiale viene sacrificato tramite decapitazione. Il terrore nei suoi occhi è palpabile (fonte Kinship Circle).

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3 Commenti

  1. Questi credono in personaggi di fantasia, anzi no, questi credono nella morte, nella crudeltà e nel sangue di chi non c’entra proprio nulla con queste stronzate pseudoreligiose.

    Quello che mi chiedo è come sia possibile che l’India abbia permesso nel tempo il transito, la vendita ed il trasporto di questi animali per sacrificarli spietatamente senza alcuna ragione nemmeno apparente.

    Posso ben capire che sia un paese con dei tratti a dir poco grotteschi, (anche peggio del nostro) dove lo stupro è la regola di base e i bambini spariscono come nulla o sono i peggio sfruttati, ma l’attenzione di alcune religioni per gli animali non può giustificare tutto questo (e nemmeno quello sopra, assolutamente!).

    Sono felice di leggere del divieto e della presa di coscienza, e mi auguro che possa essere di giovamento per attenuare questo schifo fino a farlo dissolvere quanto prima, ma credo che sarà abbastanza difficile in quanto è una questione culturale-religiosa….

  2. sergio zanganelli

    Queste barbarie in nome di una religione retrograda vanno combattute ed estirpate dalle abitudini popolari di gente gretta ed ignorante.
    Le autorità nepalesi dovrebbero prendere atto che il mondo civile non sopporta più queste nefandezze.

  3. Non ho ancora guardato il video che immagino terrificante! Vengono i brividi solamente nel guardare quel brutto muso armato di spada. Crepa, crepa, crepa!

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