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È morto Wang, l’ultimo orso polare detenuto in uno zoo africano. Non sarà sostituito

 

Wang, l’ultimo orso polare detenuto all’interno di uno zoo africano, è morto qualche giorno fa dopo alcuni mesi dal decesso del suo compagno di una vita. L’animale era prigioniero da lunghi anni dello zoo di Johannesburg, in Sudafrica, che sembra ora intenzionato a non sostituirlo con un altro esemplare.

Wang soffriva da tempo di artrite cronica e di insufficienza epatica. Era stato scambiato con alcuni leoni quando era solo un cucciolo. Secondo lo staff dello zoo, tuttavia, ultimamente soffriva molto e per questo i veterinari della struttura hanno proceduto alla sua eutanasia. Era rinchiuso da 28 anni.

Lo scorso gennaio il suo compagno di una vita, GeeBee, era deceduto – una condizione, questa, che non aveva fatto altro che provocare ulteriore afflizione nell’ultimo esemplare rimasto: Wang aveva smesso di nuotare e persino di nutrirsi. Nessuno stimolo sembrava funzionare.

Ora è finalmente libero.

Nella foto: lo stato di prostrazione in cui versava Wang (fonte AsiaOne).

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6 Commenti

  1. Ciao Grande Orso Bianco ora sei libero di correre sui tuoi ghiacchiai.

  2. Sì, l’ignoranza distrugge tutto quello che incontra prima o poi.
    Grazie Elisabetta che riporti le parole del grande Thoreau!

    Mi auguro che non si ripetano mai più queste crudeltà inutili e gratuite.

    Non vorrei apparire cattivo, ma forse sarebbe stato meglio per lui se fosse morto prima.
    Perdonatemi.

  3. Addio Wang adesso sei libero, dopo una “non vita” le distese ghiacciate saranno tutte per te.

  4. Su un sito animalista ho trovato le parole di Henry David Thoreau, quelle citate ne “L’attimo fuggente”. Con il vostro consenso vorrei dedicarle a Wang ed a tutti gli altri animali prigionieri nelle gabbie, nel nome di un (falso) divertimento e/o di una (falsa) scienza.
    La sola cosa che molti di quegli animali non hanno fatto mai è stata di… poterlo veramente fare.
    “I went to the woods because I wished to live deliberately, to front only the essential facts of life, and see if I could not learn what it had to teach, and not, when I came to die, discover that I had not lived.”.
    Gli animali sanno cosa sia vivere saggiamente e veramente, fino al midollo stesso della vita. Gli umani no, spesso non lo sanno. E’ forse per questo che preferiscono ammazzare… gli altri.

  5. Avete usato il verbo giusto, “detenuto”. Wang è stato prigioniero (innocente) della ignoranza, la solita ignoranza che va ad accanirsi contro i più deboli. La sua morte è certamente coincisa con la sua liberazione.
    E, a proposito di ignoranza, mentre mi accingevo a commentare mi è andato lo sguardo ad uno dei vostri articoli correlati, in basso, quello del montone che si getta nel vuoto poco prima di essere ammazzato in occasione della “festa del sacrificio” musulmana. Non ho avuto il coraggio di guardare il video e non mi vergogno di dirvi che ho pianto, nel leggere che quella “bestia” terrorizzata è stata comunque sacrificata. E mi chiedo se non sia più “gradito a Dio” (a quale Dio?), il sacrificio di uno dei figli di questi ignorantissimi dissacratori della vita, nonché di Dio stesso, ed includo anche gli ammazza-agnelli & capretti in occasione della principale festività del cristianesimo, la Pasqua.
    Che schifo è codesta umanità, vero Dio?

  6. sergio zanganelli

    Lo voglio sperare

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