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Bologna: il maialino in gabbia, terrorizzato, premio vivo alla fiera paesana

“Indovina il peso del maiale”, era il titolo del gioco il cui premio era un animale vivo, un porcellino appunto, da trasformare in prosciutti. È avvenuto a Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna, durante una fiera paesana.

L’animale, peraltro, era detenuto all’interno di una gabbia sulla quale era puntato un faro costantemente acceso, costretto a non muoversi e a sopportare il caos della gente e della musica ad alto volume.

La Legge Regionale 5/2005 dell’Emilia Romagna, tuttavia, proibisce l’utilizzo di animali vivi come premio od omaggio durante le manifestazioni come questa e così sul posto sono intervenute le Guardie Zoofile OIPA di Bologna: il gioco, in questo modo, non si è tenuto.

L’organizzazione della manifestazione ha parlato di “buona fede” nel mettere in palio il cucciolo.

Così risponde OIPA: “Una buona fede che, però, può essere giustificata solo da una cultura in cui un animale, chiuso in una stretta gabbia e sottoposto alla folla urlante, al chiasso di una fiera e al desiderio di ridicolizzarlo come oggetto da vincere in premio, non fa effetto. Ci si domanda come si giustifica, a questo punto, il riuscire a guardare la paura e l’angoscia in quegli occhi, perché ciò che è più evidente è che il terrore non ha specie di appartenenza”.

Il terrore, il maialino, lo proverà lontano dalla fiera, quando verrà macellato: per lui, sulla lunga distanza, non vi sarà certamente alcun finale lieto.

Foto: il maiale detenuto alla fiera (fonte GuardieZoofile).

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6 Commenti

  1. L’umanità fa sempre più schifo.

  2. Povera creatura! Perché ancora questa grettezza di cuore e di pensiero? Cui prodest, a parte al pubblico automa e decerebrato?!?

  3. Se c’ero io provavo a vincerlo per mandarlo in un santuario !
    Magari chi l’avrebbe vinto non avrebbe voluto mangiarselo, o non avrebbe avuto posto per tenerlo …. magari questo porcellino una possibilità l’aveva, seppur piccola.
    E cos’ha fatto chi è intervenuto ?
    Gli ha tolto di fatto ogni possibilità, non aderisco a nessuna associazione per questo, antepongono i loro interessi agli interessi degli animali, in questo caso interessava la linea di principio ed il rispetto della legge, fregandosene dell’essere senziente.
    Come i tanti processi in cui varie associazioni fanno a gara per costituirsi parte civile ed incassare lauti rimborsi.
    Io avrei più semplicemente cercato di portarmi via il maialino, pratica e non teoria.

  4. Appunto le leggi (sia pur misere) ci sono però organizzatori di sagre, allevatori, trasportatori, cacciatori (e forse me ne sto dimenticando qualcuno) se ne fregano allegramente tanto siamo in italia, il paese della migliaia di leggi tutte puntualmente disattese. Quanto alla “buona fede” di costoro se non ci fosse da piangere mi farei una bella risata.

  5. purtroppo la crudeltà umana continua ad oltranza e non c’è via d’uscita almeno per ora

  6. ma quale buona fede…….povero piccolino

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