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Arturo è condannato: lo zoo argentino rifiuta di cedere l’orso polare più triste del mondo

Non ci sarà salvezza per Arturo, l’orso polare più triste al mondo detenuto al Mendoza Zoo, nell’ovest dell’Argentina.

Secondo quanto riportato dalla CBC, il direttore della struttura ha riferito all’Associated Press che l’animale, prigioniero da 28 anni in un luogo troppo caldo, troppo angusto e troppo stressante per lui, non verrà ricollocato a Winnipeg, in Canada.

Questo significa che l’ultimo orso polare detenuto in Argentina rimarrà nel Paese nonostante la petizione per garantirgli una vita migliore abbia raccolto centinaia di migliaia di firme: la trovate qui.

Arturo, che soffre di una grave forma depressiva, trascorre le sue giornate camminando tristemente avanti e indietro nel suo piccolo recinto, con temperature insopportabili per un esemplare della sua specie. Una situazione, quella dell’orso, nient’affatto inusuale per molti animali rinchiusi degli zoo, vere e proprie prigioni socialmente accettate per creature incolpevoli di qualunque crimine. Della violenza intrinseca di questi luoghi di reclusione avevamo parlato più approfonditamente in un dossier che trovate a questo link.

L’obiettivo degli attivisti per i diritti animali di tutto il mondo, che da mesi combattono per Arturo, era quello di trasferirlo all’Assiniboine Park Zoo in Canada, che avrebbe quantomeno potuto garantirgli un ambiente più freddo, più stimolante (per quanto possa esserlo una sistemazione in cattività) e molto ampio, di circa dieci acri. Tuttavia, il direttore del Mendoza Zoo Gustavo Pronotto si è rifiutato di ammettere che Arturo soffra nella sua struttura, sostenendo invece che l’orso è solamente vecchio e malato e che dunque un trasferimento potrebbe costargli la vita.

Ha anche chiesto agli attivisti di “smetterla di tormentare l’orso” (sic), come se fossero loro a tenerlo prigioniero a oltre 30 gradi, in un ambiente povero di stimoli e piccolissimo.

La sola speranza, ora, è che Arturo smetta di soffrire al più presto: la sua libertà, purtroppo, dipende ormai solamente da quello. Nella morte, almeno, non vi sono più carcerieri.

Nella foto: l’evidente stato di prostrazione di Arturo (fonte Mirror).

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10 Commenti

  1. Dovete continuare a lottare, cercate di rivolgervi a delle associazioni animaliste, TUTTE, a qualche carica politica, molte di loro anno raggiunto degli obbiettivi, contattate Brambilla, sono sicura che vi aiuterà. L’importanza e provare e farsi semtire. Grazie per tutto quello che state facendo.

  2. Cara Giorgia, se hai letto bene l’articolo dovresti aver notato sia il link alla petizione che il fatto che una riserva si era offerta di ospitare Arturo, ma la sua proposta è stata rifiutata dal direttore dello zoo…

  3. Se davvero questi criminali sadici vogliono farlo rimanere lì, beh spero che muoia nella maniera meno indolore possibile e il prima possibile a questo punto, la sofferenza estrema per chissà quale falso ideale di profitto, no meglio la morte, tanto l’hanno già ucciso!

    Che siano maledetti.

    Scusatemi.

    Gli zoo non dovrebbero esistere più.

  4. Non c e una petizione da fare??? Una riserva in cui metterlo ???

  5. povera creatura …..e x il direttore: di tutto e di più. ………

  6. Un’altra storia di miseria morale,onestamente non ho parole.

  7. VENTOTTO ANNI di prigionia per un innocente! MavaffanKulo!!!

  8. In prigione dovrebbero stare i delinquenti, negli zoo dovrebbero stare… i delinquenti!
    Free Arturo, assssssssssshole!!!

  9. liberalo bastardo io ci metterei a te in quella gabbia

  10. per favore non smttete di lottare

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