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Cane bruciato vivo a Pozzuoli: si chiamava Spike e hanno trovato il suo assassino

Il cane trovato domenica scorsa in fin di vita a Pozzuoli aveva un nome e un proprietario: si chiamava Spike, aveva 6 anni, e viveva con una coppia di ottantenni.

Del caso avevamo parlato con dovizia di particolari sia al momento del ritrovamento (qui l’articolo), avvenuto da parte di una volontaria del posto, sia all’annuncio della morte (il contributo a questo link) presso la locale ASL veterinaria la notte successiva al ricovero.

Le ferite sul corpo di Spike erano così estese da non lasciargli scampo. E se inizialmente si pensava che il cane potesse essere stato usato per i combattimenti clandestini, l’esito degli esami veterinari chiarisce la questione: l’animale, un molossoide, è rimasto vittima esclusivamente della mano dell’uomo. Nel dettaglio, Spike è stato pesantemente brutalizzato prima di essere dato alle fiamme, picchiato con un oggetto contundente che gli ha causato gravissime lesioni lacero-contuse. Viene da pensare ad una vanga utilizzata di taglio, o un piccone, ma non ci sono certezze in questo senso.

I Carabinieri del posto, su esplicita denuncia, hanno condotto delle indagini lampo che in meno di una settimana hanno portato all’identificazione del responsabile delle sevizie al cane, anche per via della testimonianza di persone che vivono nella zona del fatto – ossia il quartiere Toiano.

L’aguzzino che ha preso di mira Spike e lo ha ucciso è un 22enne che risiede nel quartiere. Ha picchiato brutalmente il cane e successivamente lo ha cosparso di benzina, soprattutto su muso e testa, per poi dargli fuoco, di fronte ai suoi quattro figli piccoli. Lo ha fatto domenica scorsa, di mattina, perché Spike si era introdotto nel suo giardino dove veniva detenuta la sua cagna, in quel momento in calore.

Secondo quanto trapelato, gli indizi a suo carico sono gravi e ben circostanziati. Per questa ragione, i Carabinieri lo hanno denunciato per maltrattamento di animale, con l’aggravante della morte e dei motivi abietti e futili.

Ovviamente, siccome questo prevede la legge italiana, il 22enne è a piede libero.

La fine di Spike è stata agghiacciante: prima brutalmente percosso, poi dato alle fiamme, il cane è fuggito con le poche forze che gli rimanevano per finire investito per strada da un’autovettura il cui conducente non si è neppure fermato, macchiandosi così del reato di omissione di soccorso (che, secondo le più recenti disposizioni, vale anche per qualunque specie animale non umana). L’urto con l’auto ha spezzato una zampa del cane e forse gli ha procurato anche lesioni interne. L’automobilista pirata non è mai stato individuato.

Notato da una volontaria del posto che si trovava a passeggio con i propri cani, Spike è stato immediatamente affidato alla clinica veterinaria ASL per morire sfortunatamente durante la notte a causa dell’estensione delle ustioni (circa il 90% del corpo) e delle gravi ferite lacero-contuse, oltre che delle lesioni interne.

L’aguzzino del cane, per togliersi di dosso qualunque sospetto, avrebbe poi abbandonato anche la propria cagna – comunque ritrovata poi dalle forze dell’ordine.

Il mattino della morte, Spike era stato portato in passeggiata per fare i propri bisogni. L’odore della cagnolina in calore lo aveva spinto lontano dai proprietari, che lo avevano perso di vista per un giorno intero. Non sapevano che, martoriato, esalava l’ultimo respiro presso la locale ASL veterinaria. Una volta venuti a conoscenza di quanto accaduto, i familiari del cane hanno sporto denuncia: da qui l’investigazione-lampo che ha portato all’individuazione del colpevole, l’ennesimo esemplare inutile di essere umano, l’ennesimo mostro.

Dal momento che siamo certi che, nonostante la brutalità della vicenda, questo boia non finirà in carcere, attendiamo almeno di sapere a quanto ammonterà la sanzione – penosa punizione all’italiana per una vita rubata.

Foto: Spike al momento del ritrovamento (archivio).

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11 Commenti

  1. Johnnyf,ti capisco solo che bisogna provarci lo stesso proprio perchè gli animali non hanno nessun partito e sindacato,possono tenere solo noi dalla loro parte.

  2. Certo che a lasciare in libertà una merda del genere equivale ad essere complice delle crudeltà che molto presto tornerà a compiere indisturbato e impunito.
    Di fronte ai figli, questi aborti si riproducono pure…

    Massimo, tante volte ho pensato lo stesso, ma non frega niente a nessuno.
    La legge c’è, è fatta male, andrebbe rimodulata o meglio andrebbe rifatta ex novo, ma manca la volontà politica, forse anche intellettiva per capire lo scempio che si favorisce così come stanno le cose adesso.

    La verità è che in questa paesedimmerda le cose peggioreranno e basta.

    Finchè anche uno solo di questi sarà libero e non pagherà come richiede giustizia.
    Un’ecatombe, ci vorrebbe!

  3. Come ho già detto altre volte per casi simili;questi delitti non finiranno se chi ha a cuore gli animali e la natura non fà qualcosa di concreto.E’ inutile dire la legge del taglione o la pena di morte è solo un modo per sviare il problema,bisogna capire che bisogna far fare da qualche gruppo politico una legge idonea.

  4. Non ci sono parole moderate per esprimere ciò che vorrei per questo delinquente… Rimane tanta tristezza per Spike e tanta amarezza perchè purtroppo questo assassino non avrà ciò che merita. Devono impedirgli almeno di detenere animali, almeno questo… e poi spero tanto che incontri sulla sua strada qualcuno molto ma molto inc….to!!

  5. Umano idiota. Spazzatura biologica. Purtroppo non posso scrivere quello che ti auguro

  6. cercate su facebook, ci sono foto e nome del personaggio ma ho cercato il suo profilo FB e non esiste +

  7. Pretendiamo giustizia per Spike!!!!!! Non pensavo che esistessero ancora zone di cotanto degrado umano. C’è davvero da rabbrividire. Non oso immaginare che fine faranno i cuccioli, se la cagna di quel mostro è rimasta incinta. Toglietegliela dalle grinfie al più presto!

  8. Ecco i miei “toni moderati e civili”: feccia 22enne, crepa lentamente. Grazie.

  9. Non ci possono essere toni moderati x il decelebrato che ha causato tanta sofferenza…

  10. Laura Spinetti

    Visto che il criminale è libero,spero tanto che qualche bravo cittadino di Pozzuoli,gliela faccia pagare.Chi lo sa può rendere pubblico nome e cognome di questo rifiuto umano?

  11. Figuriamoci a quanto ammonterà la sanzione, non ho nessun dubbio che la solita “ingiustizia” funzionerà a dovere e Spike non avrà giustizia. L’assassino al contrario continuerà a vivere e, probabilmente, ripetere ciò che ha fatto. In tutta questa orrida storia chi mi fa una pena immensa sono i quattro (a 22 anni c…o) figli che hanno un padre di tale fatta.

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