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L’Aquila: condanna per i veterinari che uccisero 9 cuccioli. “Non c’era posto per loro”

È arrivata la condanna definitiva, per quanto lieve, per i due veterinari dell’ASL de L’Aquila accusati di aver ucciso nove cuccioli di cane senza giustificato motivo.

Pierluigi Imperiale e Mauro Ponziani sono stati riconosciuti colpevoli in tutti e tre i gradi di giudizio del reato di uccisione di animali. L’ultima sentenza è arrivata negli scorsi giorni dalla Corte Suprema di Cassazione, che ha condannato i due medici veterinari alla pena di due mesi e dieci giorni di reclusione (naturalmente sospesa) e al pagamento delle spese processuali, al risarcimento dei danni di 500 per ciascuna delle parti civili e quello, pari a 1000 euro, delle spese processuali.

La sentenza, giusta nelle intenzioni ma ridicola nei fatti, si riferisce alla vicenda avvenuta nel 2004 quando nove cuccioli di cane in buona salute, accuditi dai volontari e ricoverati all’interno di un terreno recintato vennero soppressi dai due veterinari con l’incredibile scusa di non avere per loro alcun posto in canile.

I giudici della Cassazione hanno ritenuto la soppressione “tutt’altro che inevitabile perché non sussisteva alcun pericolo, se non ipotetico, né per la circolazione stradale né per la salute delle persone e degli altri animali, non potendo certo parlare di animali inselvatichiti”.

Amareggiate le associazioni coinvolte nel procedimento: ENPA, LAV, Lega Nazionale per la Difesa del Cane e OIPA parlano di “silenzio assordante” dell’Ordine Provinciale dei Medici Veterinari de L’Aquila, che apparentemente non sembrano intenzionati a radiare i veterinari colpevoli dell’inutile e volontaria uccisione di nove animali in salute.

I presidenti delle associazioni scrivono, congiuntamente: “Sono colpevoli di abusi, hanno compromesso gravemente la reputazione e la dignità della classe sanitaria, hanno perso il requisito base per esercitare la professione, violando anche il Codice Deontologico dei Veterinari”.

Eppure, sia Imperiale che Ponziani continuano ancora oggi, come se nulla fosse, ad esercitare la professione – nell’ennesima vergogna tricolore.

Foto: archivio.

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6 Commenti

  1. I soldi Barbara, semplice, i soldi.

    Lo sai quanti macellai conosco che ne capisco più io che so ignorante che ad esempio il tizio che si spaccia per veterinario che appena presa la gattina, con l’otite che c’aveva mi disse, beh sta bene…ha solo le orecchie un po’ sporche!

    Lasciamo perdere va!

  2. Barbara si chiede che cosa spinga una persona a intraprendere una carriera che dovrebbe curare e salvare tutte le creature, io invece credo di saperlo bene: i soldi, i soldi sempre e solo i soldi.

  3. io mi chiedo qual’è il motivo che spinge una persona a prendere la decisione di fare veterinaria e fare queste…come dire…no, lo scrivo… fare porcate del genere nei confronti di quelli che tu medico dovresti salvare….è come un’ostetrico un ginecologo che quando vede un bambino con qualche problema decide che questo non è un posto per loro o che di problemi ce ne sono troppi e quindi vanno eliminati….poi si legge che non sono stati radiati dall’albo,…. almeno ci sono i nomi, spero tutti quelli della zona con animali facciano attorno loro terra bruciata……

  4. No johnny 🙁

  5. la colpa e’ di chi ancora e’ loro paziente radiatiiiiiii

  6. Scusate, ma questi criminali sono stati radiati dall’albo, vero???

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