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Vergogna: Il delfinario di Rimini riapre con tre otarie. A firmare l’autorizzazione, il sindaco

Clamoroso colpo di coda del delfinario di Rimini che, nonostante lo stop del Ministero dell’Ambiente, riuscirà ad aprire al pubblico per l’estate 2014. Va ricordato che la struttura era stata considerata “non idonea alla concessione della licenza di giardino zoologico”.

È stato il sindaco Andrea Gnassi, del Partito Democratico, a firmare l’autorizzazione che consente ai gestori dell’impresa di riaprire i battenti con la denominazione di “attività temporanea di spettacolo viaggiante”.

Vale la pena ribadire che, nel settembre 2013, i quattro delfini in possesso del parco acquatico erano stati posti sotto sequestro giudiziario perché considerati vittima di maltrattamento e che, soltanto qualche settimana fa, il Ministero dell’Ambiente aveva risposto alla formale richiesta delle associazioni animaliste di mettere uno stop definitivo all’attività con la firma di un apposito decreto.

Sfortunatamente, è possibilità del Comune approvare uno “spettacolo viaggiante”, pertanto il sindaco Gnassi ha letteralmente capovolto di 180 gradi la decisione del ministero.

Prigioniere della struttura saranno ora tre Otarie, che non appartengono alla categoria delle specie protette dalla Convenzione CITES, come invece erano i delfini.

Il Comune di Rimini ha promesso di “vigilare affinché le condizioni della struttura e della salute degli animali rispondano ai requisiti indicati dalla legge”.

L’associazione Essere Animali parla di un “vergognoso escamotage burocratico” per “autorizzare il noleggio e l’utilizzo a fini commerciali per tre mesi di tre otarie ad una società accusata dal Ministero dell’Ambiente di essere responsabile di incuria ai danni degli animali; proprietaria di una struttura con vecchie vasche di contenimento irregolari, non adatte a consentire un adeguato movimento dei tursiopi e a garantirne la salute fisica e psichica”. Naturalmente le proteste, più che giustificate, sono annunciate.

Anche LAV è già intervenuta sulla questione parlando di “riapertura illegittima” e chiedendo al Ministro dell’Ambiente di fare rispettare il decreto di chiusura. Se nulla si muoverà, il delfinario riaprirà i battenti il prossimo 5 luglio.

Commenta LAV sul suo sito ufficiale: “L’annunciata riapertura, sabato prossimo, del delfinario di Rimini è illegittima e la concessione di autorizzazione comunale alla riapertura come Acquario costituisce una violazione di legge che faremo valere di fronte alla Giustizia amministrativa. Il Sindaco di Rimini Gnassi,  ha infatti ignorato completamente le istanze delle associazioni, rifiutandosi di riceverle e ha anche ignorato la diffida a concedere tale autorizzazione motivata dall’applicazione della Legge sui Giardini zoologici e dalla decisione del Ministero dell’Ambiente di chiudere il delfinario, già presa con un decreto di chiusura firmato dal Ministro stesso! Il Sindaco ha anche ignorato che esiste una Direttiva europea sui Giardini zoologici e una Legge dello Stato (il Decreto Legislativo n°73/2005) che devono essere rispettati da strutture come il delfinario, ora trasformatosi in un improbabile “spettacolo viaggiante”. La LAV ha scritto una lettera aperta al Ministro dell’Ambiente Galletti affinché non permetta che un Sindaco possa irridere e calpestare le leggi dello Stato, una direttiva europea, ed una inchiesta della Procura della Repubblica con tentativi da azzeccagarbugli che, certamente, non tengono in considerazione la sensibilità dei cittadini, e i compiti e le decisioni di altre Istituzioni. E’ ora che il Ministero dell’Ambiente applichi completamente la direttiva sugli zoo e ponga fine a questa vergognosa violazione delle leggi nazionali e comunitarie.”

“Al Sindaco di Rimini Gnassi, diciamo che non basta farsi scudo di interpretazioni illegittime delle leggi e non bastano furbizie di autorizzazioni temporanee, architettate nelle pieghe delle leggi”, ha aggiunto Roberto Bennati, Vicepresidente della LAV. “Ma sa bene che si sta prestando ad un atto illegittimo che espone la città di Rimini ad una pessima figura giuridica e morale e che tale decisione è assolutamente in contrasto con le decisioni a lui note già prese dal Ministro dell’Ambiente. Il Sindaco dovrà spiegare alla giustizia amministrativa come possa aver autorizzato una struttura chiusa dal Ministro dell’Ambiente e spiegare come non si sia accorto che altri due delfinari e un acquario in Italia operino come zoo con licenza ministeriale e non come circo!! Ci domandiamo, inoltre, come sia stato possibile il superamento dei riscontrati problemi di staticità della struttura, rilevati dal Servizio Tecnico di Bacino e che hanno portato il Comune di Rimini ad una richiesta di ulteriori documenti sulla sicurezza della struttura appena qualche giorno fa.  E domandiamo al Sindaco: cosa ne penseranno i cittadini delle spese che dovranno pagare per difendersi davanti alla Giustizia amministrativa?”.

La Lega Anti Vivisezione ha annunciato che proseguirà la sua battaglia per vie legali facendo pressione sulle istituzioni affinché al delfinario di Rimini venga definitamente messa la parola fine.

Foto: un’otaria reclusa in un parco acquatico (fonte Wikimedia).

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2 Commenti

  1. Ecco perchè siamo andati a fondo in questo expaese.
    Uno dice una cosa e un altro fa l’esatto opposto.

    Che dire, c’è solo da vergognarsi, da farsi un esame di coscienza (se ce l’avete) e iniziare a svegliarsi.
    Ma qua tutti (o quasi e menomale) dormono beati, o fanno finta.
    Chissà in fondo che ci guadagnano, alla fine dei giochi.

    Che schifo.

  2. non me la sento più di prendermela con sindaci e autorità varie ……ho spostato l’attenzione su tutti quegli emeriti…imb…..li,che portano i figli in questi luoghi,ritengo siano i maggiori colpevoli di tale crimine, se la piantassero di parcheggiarsi con quelle facce da ebeti davanti alle vasche e non alimentassero il guadagno di queste prigioni voglio vedere il sindaco dove li trova i soldi per mandare avanti un “baraccone” così……chiuderebbe subito

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