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Udine: baby capriolo con la zampa tranciata dalla falciatrice. I soccorsi non arrivano, lui muore

Un cucciolo di capriolo è morto dissanguato sotto gli occhi di alcuni cittadini ad Aquileia, in provincia di Udine, a causa dell’assenza di soccorso specializzato.

È accaduto durante lo scorso weekend, quando il piccolo è stato mutilato da una falciatrice utilizzata per tagliare l’erba lungo la regionale 352: in particolare, una delle zampe risultava tranciata di netto.

Sul posto sono giunti immediatamente gli agenti della Polizia Municipale di Cervignano, ma non hanno potuto fare molto nonostante fossero stati allertati in modo tempestivo da alcuni residenti: le autorità, infatti, non sono riuscite a trovare un contatto con il Servizio Risorse Faunistiche e Venatorie della Provincia di Udine. Nonostante le continue telefonate al numero verde deputato agli interventi d’urgenza, infatti, nessuno ha mai sollevato la cornetta.

Il solo professionista ad intervenire è stato un veterinario dell’Ass 5 Bassa Friulana ma, ormai, le condizioni del cucciolo erano disperate: è morto dissanguato sotto gli occhi di tutti.

Un residente commenta: “Avevo le lacrime agli occhi. Se una persona si trova davanti ad un animale selvatico ferito bisogna sperare che i responsabili siano in servizio? È una vergogna”.

Sfortunatamente, non sarebbe neppure la prima volta che si verifica un disservizio del genere: vi sarebbero stati infatti almeno altri due episodi analoghi nel solo mese di giugno. Il primo riguarda un tasso investito, mai soccorso dal Servizio Risorse Faunistiche e Venatorie della Provincia che, anche in quel caso, non ha risposto al telefono. Il secondo è relativo all’investimento di un’anatra selvatica: di nuovo il telefono ha squillato a vuoto.

In entrambi i casi gli animali sono morti senza ricevere soccorso specializzato.

L’assessore provinciale Marco Quai cerca di difendere l’operato dell’ufficio: “Il servizio è coperto da due dipendenti che stanno già facendo miracoli. Quello che è accaduto dispiace”, e conferma che non vi è comunque reperibilità degli addetti per almeno un fine settimana al mese.

“In caso di animale selvatico ferito sarà possibile contattare il direttore della riserva di caccia competente per la zona”, dice Quai. “Il personale potrà intervenire sul posto sia per sopprimere la bestiola che per accompagnarla nel più vicino centro di recupero gestito per conto della Provincia”.

Foto: archivio.

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4 Commenti

  1. Un esposto alla Procura?
    Che miracoli…eh?

    Vergogna!

  2. Mi immagino che razza di “miracoli” stanno facendo i due dipendenti. E magari la provincia pagherà fior di quattrini per l’affitto, telefono, luce ecc. E intanto queste creature muiono nell’assenza delle istituzioni: vergogna, vergogna, vergogna!

  3. Che schifezza

  4. non si potevano avere dubbi finisse in maniera diversa……santa miseria se li dovessi pagare io ….via da quelle sedieeeee viaaaaaa lasciate il posto a chi ha voglia di fare

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