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Romania: l’associazione Vier Pfoten fa sospendere la legge ammazza-randagi. Per ora

Il 23 giugno scorso, sul suo sito ufficiale, l’associazione animalista internazionale Vier Pfoten-Four Paws ha comunicato di essere riuscita a far sospendere, almeno sulla carta, la legge ammazzarandagi che dal settembre scorso permette la mattanza senza fine dei cani senza casa in tutta la Romania.

In pratica, la Corte di Appello di Bucarest ha deliberato in favore dell’associazione e ha sospeso l’applicazione delle norme, con effetto immediato: la legge che di fatto autorizza la soppressione dei randagi non è più applicabile perché illegale.

La battaglia contro le disposizioni del Paese in termini di controllo del randagismo da parte di Vier Pfoten si era fatta più agguerrita da gennaio, quando l’associazione aveva cominciato a mettere in dubbio la legittimità delle norme, sostenendo che contravvenivano alla legge e provocavano, peraltro, una vera e propria emorragia di fondi pubblici e numerosi conflitti di interesse.

Gabriel Paun, direttore delle campagne di Vier Pfoten, ha dichiarato: “La decisione della Corte di sospendere le uccisioni è un segnale chiaro e indipendente che le cose non funzionano in questo modo. Ci dà speranza in un cambiamento nella gestione umana dei randagi, che dovrà essere non più emotiva ma razionale”.

Ovviamente, Vier Pfoten così come le altre associazioni animaliste in Romania intende applicare il solo metodo di contenimento del randagismo realmente funzionale: quello della sterilizzazione: “Con il supporto economico di chi ci appoggia abbiamo già sterilizzato oltre 100,000 animali in Romania, e siamo molto grati a tutti. I nostri sforzi, se supportati da una legge razionale, porteranno a città più sicure per cani e persone e benessere per i randagi”.

Il rischio, ora, è che l’enorme risultato (Animal Equality lo definisce una “solida speranza”) ottenuto da Vier Pfoten si limiti alla mera teoria: nelle ore immediatamente successive alla delibera della Corte, infatti, la municipalità di Bucarest ha continuato con la soppressione dei randagi dimostrando l’ostilità di Bancescu, responsabile dell’ASPA, ossia del dipartimento incaricato di gestire il randagismo nella capitale, a qualunque modalità di gestione non violenta del problema e la sua sostanziale intoccabilità politica.

La situazione si è rovesciata successivamente, quando il sindaco di Bucarest Oprescu ha dichiarato pubblicamente la “temporanea interruzione” delle eutanasie al fine di rispettare le nuove disposizioni della corte. Tuttavia, il primo cittadino della capitale rumena non ha esitato a manifestare il proprio malcontento, dichiarando “aberrante” la legge che sospende le uccisioni: a suo avviso, la pulizia del Paese può infatti avvenire solamente attraverso l’eradicazione totale di tutti i cani. La sua speranza, ora, è che l’ultimo verdetto venga rovesciato e che le uccisioni possano riprendere al più presto.

Vier Pfoten chiede ora a tutti di firmare una petizione per continuare a tenere alta l’attenzione sul problema. La petizione chiede al Primo Ministro Victor Ponta di mettere definitivamente la parola fine alla legge ammazzarandagi: potete firmarla qui

Foto: archivio.

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2 Commenti

  1. Che bravo il sindaco.
    Lo manderei in miniera, con le catene, magari forse inizia ad essere utile.

    Mi auguro che questa sospensione diventi divieto assoluto e reato punibile con la reclusione.

  2. io trovo aberrante il primo cittadino della capitale rumena!vorrei essere meno moderata ma…rispetto il volere..

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