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Perugia: Ares, il cane rapito e ucciso, è stato prima avvelenato e poi legato per il collo

La paradossale vicenda di Ares, il cane rapito a Perugia e ritrovato ormai morto ad Assisi qualche giorno dopo, assume contorni ancora più inquietanti.

Secondo quanto pubblicato oggi da Umbria24, gli esiti della necroscopia effettuata sui resti dell’animale – individuato legato per il collo ad un albero, su un tratto in forte discesa, e ormai in stato di decomposizione – segnalano che Ares sarebbe stato avvelenato da metaldeide, una sostanza tossica (lumachicida) comunemente utilizzata da molti avvelenatori seriali di animali.

Soltanto successivamente al decesso, gli aguzzini avrebbero “impiccato” l’amstaff di due anni all’albero.

Gli esami sui resti del cane sono stati condotti dai professionisti dell’Istituto Zooprofilattico di Perugia, che avevano preso in carico ciò che restava di Ares lunedì pomeriggio, dopo il suo ritrovamento. La necroscopia, tuttavia, dovrà ancora fornire risposte in merito alle lesioni che sarebbero state riscontrate sul corpo dell’animale, e in particolare ad una ferita al collo che era stata inizialmente associata ad uno strozzamento. Pare comunque ormai accertato che Ares, rapito sabato, sia stato ucciso nell’arco delle prime 24 ore.

Ad occuparsi delle indagini, che partono dalla rapina cui è stato vittima Francesco, il padrone del cane ucciso, sono gli uomini della Squadra Mobile di Perugia: gli aguzzini, tre uomini forse stranieri, avevano minacciato il ragazzo puntandogli un coltello alla gola e minacciandolo di tagliargliela se non avesse immediatamente lasciato andare il guinzaglio. Francesco aveva offerto il portafoglio, ma loro volevano Ares, il cane.

Agli investigatori, ora, toccherà scoprire l’identità dei rapinatori (e assassini di cani) e soprattutto la motivazione che li ha spinti a compiere un gesto tanto crudele. Prima del ritrovamento del corpo di Ares, le ipotesi erano diverse: traffico illegale di cani di razza, vivisezione, combattimenti clandestini. Ma la morte atroce di cui è rimasto vittima l’amstaff, ucciso appena il giorno dopo il rapimento a 40 chilometri di distanza e nella terra di San Francesco, apre lo scenario ad altre possibilità – tutte altrettanto inquietanti.

Presso la Procura della Repubblica di Perugia è stato intanto aperto un fascicolo per rapina e uccisione di animali, al momento ancora contro ignoti, mentre non si esclude che le telecamere di sorveglianza posizionate nella zona della rapina possano portare le forze dell’ordine sulle tracce degli aguzzini.

Foto: Ares (archivio).

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4 Commenti

  1. In tutta onestà la penso come te Barbara, l’unica cosa che mi domando è come sia possibile che in questo paese non paghi mai nessuno e le crudeltà come questa sono all’ordine del giorno.

    Il pericolo è per tutti con assassini come questi in giro liberi.

    La verità è che ci rimette sempre il più debole, il più buono.
    Per quale ragione poi?
    Che motivo c’era di fare questo?

    Mi dispiace ma per moltissimi aspetti sono d’accordo con alcuni tratti del diritto penale islamico, pene estreme, nessun appello.

  2. Ok…saro’ talmente moderata nell’esprimere quello che penso tanto da restare zitta…la razza umana merita di friggere…

  3. il mio pensiero (che poco vale)è che forse per accanirsi così con una creatura che non conosci e nulla ti ha fatto.o sei veramente un pazzo ma pazzo sul serio (tre persone con la stessa pazzia…..)o sotto bisogna che ci sia qualche cosa di subdolo………e ripeto è veramente una cosa comunque senza senso…..e queste persone vanno fermate …..non consegnate alla giustizia ……ma vanno FERMATE…..perché dopo il cane sicuramente è l turno di un bambino, di una donna, o un’anziano queste sono prove che fanno per vedere come vanno le cose…..tanto lo sanno che se vengono presi per l’uccisione di un cane non gli succede nulla,e se non vengono presi la prossima volta alzano la posta…( in ogni caso non è che la pena anche se fanno fuori qualcuno sia poi così pesante)…..povera creatura se fosse stato pericoloso come li vogliono sempre descrivere…….chissà chi aveva la peggio……

  4. Profonda tristezza e tanta, tantissima rabbia… non c’è mai un motivo valido per uccidere un animale ma in questo caso appare tutto ancora più assurdo … povero piccolo… quanta pena anche per il tuo compagno umano.. Spero davvero che li trovino ma devono rendere pubblici i nomi e le facce!!! Che siano per sempre maledetti, che la loro vita sia costellata di dolore e tragedia!

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