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[VIDEO] Addio Satao: ucciso dai bracconieri uno degli elefanti più vecchi d’Africa

La foto che vi proponiamo in questo articolo è stata ripresa da National Geographic e mostra il corpo senza vita di Satao visto dall’alto. È stato ritrovato così, ucciso e mutilato, dai ranger del Parco Nazionale dello Tsavo Est.

Satao è l’ennesimo elefante vittima dei bracconieri, che lo avevano nel mirino per le sue meravigliose zanne. Naturalmente, gli sono state strappate di dosso assieme a mezzo volto.

Satao era però più che un elefante: era un monumento vivente, uno dei pachidermi più anziani dell’intera Africa. Aveva 50 anni.

Era riuscito a vivere al sicuro per mezzo secolo in Kenya, ma le sue zanne monumentali facevano troppa gola e i bracconieri sono riusciti ad eludere la sorveglianza speciale che lo tutelava e ad ucciderlo. Purtroppo, Satao era facilmente identificabile: non poteva essere confuso.

Ciò che è stato fatale all’anziano elefante è stato lo spostamento dalla zona dove normalmente risiedeva assieme ad altri quattro maschi ad un territorio poco distante, verso il confine del parco, dove sperava di trovare più cibo dopo le recenti piogge. Purtroppo, i confini del parco sono anche molto battuti dai bracconieri che, vista l’occasione, non hanno esitato a coglierla e lo hanno avvelenato a morte, mettendo fine alla sua vita e mutilandolo per impossessarsi delle sue zanne.

I responsabili del parco parlano di “perdita gigantesca per il Paese”.

Satao è stato ucciso lo scorso 30 maggio ma la notizia è diventata di dominio pubblico soltanto in questi giorni, dopo tutte le verifiche del caso sui resti ritrovati. Così ha dichiarato lo Tsavo Trust: “Con enorme rammarico dobbiamo confermare senza più dubbi che Satao è morto, ucciso dalla freccia avvelenata di un bracconiere per alimentare una domanda di avorio apparentemente insaziabile. Un grande e nobile animale è stato ucciso solo perché qualcuno, in un Paese lontano, potesse mettersi un soprammobile sulla mensola del camino”.

Sebbene gli elefanti stiamo ormai scomparendo dal pianeta, le uccisioni aumentano invece che diminuire e l’ultimo rapporto pubblicato dal CITES parla di oltre 20,000 esemplari uccisi in Africa nel solo 2013 per le loro zanne. Come sempre, i principali responsabili sono cartelli criminali e miliziani ribelli, che rivendono le zanne dove il mercato è più florido: in Asia, l’avorio viene pagato migliaia di dollari al chilo.

Le autorità keniote parlano di circa 100 elefanti uccisi nei primi 5 mesi del 2014, ma si tratta di cifre approssimate per difetto, e c’è di dice che il numero reale sia almeno dieci volte maggiore.

Di seguito: il servizio sulla morte di Satao andato in onda sulla TV keniota, nel quale si nota anche uno dei ranger piangere disperato.

Nelle foto: Satao prima e dopo la morte (fonte Telegraph e National Geographic).

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4 Commenti

  1. Hai davvero ragione Marinag.
    Purtroppo questo orrore finirà con la morte dell’ultimo elefante.
    O dell’ultimo bracconiere o consumatore di morte e idiozie.

    Fanno bene in certi stati ad uccidere i bracconieri, è più che legittimo.

    Mi dispiace per questo magnifico Satao e per tutti gli altri animali che fanno questa fine solo per denaro e stupidità.

  2. Maledetti, maledetti bracconieri, vedrete che fine farete prima o poi!!!!!!!

  3. Fino a che non si affronta il problema con un embargo pesante sulla cina e sui paesi che consumano avorio e pene severissime (e parlo di una pallottola in testa) ai bracconieri e chi li appoggia, questo commercio avrà fine solo con la morte dell’ultimo elefante.
    L’ONU dovrebbe difendere i “big five” africani con i caschi blu… quelli sì che sono vero patrimonio dell’umanità. Non si può lasciare la gestione della difesa di questi animali (e in generale di tutta la fauna selvatica africana) agli stati locali che sono sempre più spesso conniventi con i criminali che trafficano in animali. Inoltre il governo americano ha chiaramente dichiarato che il traffico di animali, come il traffico di droga, quello di esseri umani e quello dei diamanti sporchi, è strettamente legato al finanziamento del terrorismo. Eliminare questa piaga non difenderebbe solo gli animali, ma contribuirebbe a pacificare anche le zone più cruente dell’Africa.
    Peccato che come al solito ci sono troppi interessi, quindi piangiamo questo meraviglioso essere e prepariamoci a piangerne molti altri…
    E poi l’essere umano dovrebbe essere la creatura più intelligente del pianeta… io ho sempre più dubbi su questa affermazione…………

  4. vergogna!

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