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[NOTIZIA SMENTITA] Olbia-Tempio: cucciolo di Yorkshire randagio trovato torturato e impiccato

AGGIORNAMENTI: LA VERIDICITA’ DELLA NOTIZIA E’ STATA SMENTITA

La notizia qui sotto, che era stata pubblicata da vari quotidiani online (ora quasi tutti riportanti, al link, ad un 404, ossia pagina non esistente)  è stata smentita in queste ore da Diana Lanciotti, fondatrice dell’Associazione Amici di Paco, con questa lettera inviata a tutti gli organi di informazione che riportiamo a seguire.

Gentili signori, nei giorni scorsi, su richiesta di Miriam Prunas, una ragazza di Trinità d’Agultu che da sempre si occupa di aiutare gli animali in difficoltà, mi sono attivata per trovare casa a tre cagnolini da lei stessa recuperati nel comune sardo della Gallura. Un comune che conosco molto bene, in quanto ci vivo per buona parte dell’anno. I cagnolini, che a quanto mi risulta erano in buone condizioni di salute, sono stati recuperati dalla stessa Miriam e affidati a una veterinaria, che ha in stallo un altro cane di cui ci stiamo occupando, in attesa di una buona adozione.

Oggi ricevo una mail a dir poco scioccante, in cui si parla di una “cagnolina di soli sei mesi” (perché: se ne avesse avuti sette sarebbe meno grave?) seviziata e impiccata a Trinità d’Agultu. Strano, mi dico, che la mail non sia accompagnata da foto: ormai su internet e su Facebook non esistono più le remore di un tempo a mostrare foto raccapriccianti di animali massacrati. E quindi è strano che chi ha ritrovato la cagnolina “seviziata e impiccata” non si sia premurato di scattare delle foto e di metterle online. Al di là dell’orrore, mi colpisce il fatto che si additi all’opinione pubblica l’inadempienza del sindaco, Anna Muretti, che conosco molto bene e con la quale condivido il profondo amore per gli animali. È ovvio che chi la tira in ballo in questo modo non ha la minima conoscenza dei fatti e delle persone.

Proprio lo scorso maggio ci siamo incontrati, io e mio marito, con il sindaco Muretti (e non era la prima volta) per esaminare l’avanzamento di un progetto che stiamo accarezzando da tempo: la creazione di un canile nel territorio di Trinità che raccolga i cani della zona costiera, da Vignola a Badesi. Da anni il comune di Trinità ha una convenzione (e qui rispondo al dubbio avanzato dalla signora Eva Bianchi, firmataria della lettera sottoriportata) con un canile di Olbia. Letta la “notizia”, dato che in questo periodo non sono in Sardegna mi metto in contatto con Miriam Prunas, chiedendole delucidazioni.

Questa è la mail con cui Miriam mi risponde e che mi autorizza a pubblicare: “In data odierna mi giunge una mail molto pesante, dove si racconta di un piccolo yorkino seviziato e ucciso. Un po’ mi sento chiamata in causa perché da anni mi occupo del randagismo all’interno del mio paese. Non mi ritengo un’animalista ma solo una persona che ama gli animali. Per evitare ai cani l’esperienza del canile, tempo fa ho chiesto al dott. Deffenu (il capo dei vigili di Trinità) di essere chiamata io per prima qualora ci fossero stati casi di cani randagi o gatti abbandonati per le vie del paese. E quindi di non allertare il Tax dog per la cattura dei pelosi sfortunati. In questa mail si parla di un Yorkino preso a Trinità. O meglio trovato addirittura impiccato! Seviziato… morto di fame… maltrattato. Si incolpa il mio comune di non tutelare gli animali?? Quando in realtà hanno una convenzione che dura da anni, quando in realtà se arriva una segnalazione io intervengo se possibile e come me altre volontarie del posto. Si parla di un yorkino con i suoi fratelli. Molto strana questa cosa… proprio pochi giorni fa anche io ho salvato tre fratellini! Due Yorkini con la mamma. Un quarto purtroppo era morto, ma non ammazzato: aveva il vizio di scappare ed è rimasto impigliato col collare nella rete in cui aveva fatto un buco. Un terribile incidente, una fatalità.

Mi viene segnalata la situazione dal dott. Deffenu. Ho preso subito tutto in mano e ho messo i tre pelosi in sicurezza. Dopo due giorni li ho portati presso una veterinaria in provincia di Sassari che da anni accoglie i mie cani prestando cure e quanto serve. Spesso vengo aiutata dalle associazioni “Un atto d’amore” “Auda” e dal Fondo Amici di Paco di Diana Lanciotti, che da anni aiuta il nostro territorio.

I tre cagnetti sono stati portati via per essere sterilizzati, vaccinati, sverminati, in modo che siano pronti a raggiungere le loro nuove famiglie qui in Sardegna. Questi tre cagnetti li ho trovati in ottime condizioni di salute. Li ho solo portati via di mia spontanea volontà per far sì che non vadano in canile visto che ci sono già delle famiglie che li aspettano. Sono certa che il fatto descritto nella mail non è riferito al mio paese. Magari si tratta di una situazione esterna a noi, segnalata erroneamente. Nessuna colpa e nessun rimprovero vanno fatti al mio comune e soprattutto al mio sindaco che ha già predisposto uno spazio in spiaggia da dedicare solo ai cani! Nessuna colpa va fatta a chi sensibilizza il nostro paese con campagne di adozione per cani soli (c’è un bando sul sito del comune). Quest’anno sono stati sterilizzati centinaia di gatti grazie alle volontarie del posto!

Sempre del sindaco e del dottor Deffenu la decisione di ricoverare in uno stabile veterinario per sei mesi un pastore tedesco e un gatto di proprietà di una persona che per un po’ non ha potuto occuparsi dei suoi amici pelosi. Evitando il canile!! Siamo veramente un comune così spregevole come è stato descritto??? Spero che questa vicenda venga chiarita e si eviti di sparlare di chi invece si impegna ogni giorno per il bene degli animali.” Miriam Prunas E poi contatto il dottor Deffenu, responsabile dell’Area Amministrativa del comune di Trinità, il quale mi conferma che è tutta una montatura orchestrata da non si sa chi e non si sa per quali motivi. Purtroppo, da quando il caso è scoppiato sta ricevendo valanghe di mail, anche offensive, ed è costretto a dare spiegazioni a prefettura, carabinieri, eccetera, che si sono visti recapitare la “mail bombing”.

Mi pare tutto chiaro. Si tratta di una bufala. E allora vien da chiedersi chi abbia voluto mettere in giro questa “mail bombing” che, guarda caso, arriva puntuale all’inizio dell’estate per gettare discredito sulla Sardegna. Succede ogni anno: che prendendo spunto da un fatto accaduto ai danni di un cane, si faccia perno sull’indignazione popolare per scatenare campagne di vero e proprio odio, addirittura di “razzismo”, contro i sardi e la Sardegna, arrivando a invitare tutti a boicottare l’isola. Ogni volta che succede mi arrabbio, perché in realtà le crudeltà contro gli animali non hanno una “denominazione d’origine regionale” e non trovo altro motivo che la malafede nel fare di ogni erba un fascio, cercando di screditare un’intera regione che ha bisogno di tutto fuorché di essere boicottata e screditata.

È successo anche recentemente con il cagnolino ucciso da un pastore di Irgoli, e da lì qualcuno ha voluto far credere che tutti i sardi si dilettino ad ammazzare cani. Ne ho parlato sul mio sito  e anche sul numero 57 della rivista “Amici di Paco”. Tempo fa mi sono sentita addirittura dire che, difendendo la Sardegna, “difendevo la ricchezza”. Non si sa dove stia di casa, in Sardegna, la ricchezza che io difenderei, e ciò dimostra che un bel giretto sull’isola gioverebbe a tanti, per farsi un’idea un po’ più realistica della situazione. E invece, invece di cercare di capire e toccare con mano la realtà, si preferisce mettersi davanti alla tastiera di un computer e buttare fango a palate, secondo il metodo del ’“Ndo cojo cojo”. Oltretutto, stavolta si solleva clamore intorno a un fatto che non è accaduto: nessun cane è stato seviziato e impiccato. Come ho detto, conosco molto bene il comune di Trinità, dove da 20 anni trascorro buona parte dell’anno. È un paese di meno di 2000 anime, e in giro ogni tanto si vede qualche cane che tutt’al più va a farsi un giretto al bar… a prendere l’aperitivo prima di rientrare a casa. Nessuno si sognerebbe mai di abbandonare o far del male al proprio cane… non fosse altro perché i trinitaiesi sono tutti così collegati tra di loro che nessuno potrebbe passarla liscia, se commettesse un’infamia del genere. Nel caso in cui in paese arrivi qualche cane abbandonato altrove, viene immediatamente segnalato ai vigili che (qui sì, al contrario che da altre parti) intervengono immediatamente o allertando le volontarie come Miriam che operano sul territorio, o portandolo (anche se è l’opzione meno praticata) al canile convenzionato di Olbia.

Insomma, trovo assolutamente fuori luogo parlare di randagismo in relazione a Trinità, e di cattivo gusto dare lezioni sulle leggi contro il randagismo a un sindaco da cui tanti sindaci in tutta Italia avrebbero da imparare in quanto ad amore per gli animali. Un sindaco che, pur dovendosi ogni giorno misurare con l’alto tasso di disoccupazione e la vera e propria indigenza che la crisi ha creato nel paese, non si limita a mettere in atto opere di solidarietà e sussidio a favore dei suoi concittadini ma ha il coraggio e la sensibilità di preoccuparsi anche dei destini degli animali. Ormai, comunque, la macchina del fango ha già lavorato a getto continuo.

E già in serata tutta la rete e le testate online sono invase da questa notizia scioccante (e totalmente falsa) che domani continuerà a dilagare su radio, tv e stampa, portando all’attenzione del mondo un piccolo paese del nord Sardegna, massacrandone l’immagine, insieme a quella del sindaco. E, si sa, una volta che la macchina del fango si è messa in moto non basteranno le rettifiche, le spiegazioni, le smentite e, se necessario, le querele, a ristabilire la verità dei fatti. Una volta sparsa la voce che a Trinità d’Agultu c’è gente che impicca i cani, che l’amministrazione pubblica è inadempiente se non addirittura connivente, sarà difficile cancellare i danni causati da un’infamante calunnia divulgata forse non per cattiveria (almeno lo spero) ma per leggerezza. Pur essendo giornalista, mi rendo conto che spesso gli organi d’informazione funzionano come delle grandi pattumiere, da riempire con ogni tipo d’immondizia. E più il pattume è avariato, più… lo accolgono volentieri. Ci vanno a nozze, ci sguazzano. Rari, ormai, gli esempi di giornalisti che perdono tempo a vagliare la veridicità delle notizie prima di pubblicarle. Vorrete mica fare tutta questa fatica, vero? Complimenti, perciò, a chi ha messo in moto gli ingranaggi di questa assurda caccia alle streghe. Forse sarebbe ora che ci si rendesse conto che internet, e facebook in special modo, sono contenitori pieni di benzina pronta a incendiarsi e che basta anche solo un cerino spento per darle fuoco, con conseguenze devastanti per persone, cose e verità.

La mia sincera solidarietà e stima al sindaco di Trinità, Anna Muretti, e a Miriam Prunas.

A entrambe, un caloroso abbraccio. Diana Lanciotti”.

Pur comprendendo appieno il punto di vista della signora Lanciotti, e pur condividendolo, teniamo a precisare – per quanto ci riguarda – che le notizie da noi pubblicate vengono sempre verificate con cura e che non abbiamo alcun interesse a riempire il nostro blog “con ogni tipo di immondizia” (cit). Al contrario: tra gli oltre 4000 articoli pubblicati in 3 anni di attività, solamente in un’altra occasione siamo incappati in una notizia non vera: anche in quel caso, ci siamo noi stessi premurati di segnalare il fatto direttamente sul blog senza cancellare la notizia originale, ma semplicemente barrandola così come faremo con questa.

Con le notizie incorrette non sguazziamo né tantomeno andiamo a nozze. Al contrario, non ci fanno buon gioco.

In questo preciso caso, le fonti elencate erano parecchie e generalmente affidabili (tra esse NelCuore e SardegnaReporter, solo per citarne due) e noi, non essendo giornalisti ma semplici blogger, non abbiamo tesserini da esibire per ricevere informazioni esclusive ma possiamo solamente basarci su quelle ottenute da chi riteniamo competente.

Ci scusiamo comunque per la pubblicazione di una notizia che credevamo vera e che, fortunatamente in questo caso, non lo è: considerato il tenore della stessa, è molto meglio così. Come nel nostro unico precedente di notizia infondata, preferiamo prenderci responsabilità dell’errore commesso e pubblicare chiaramente la smentita invece di rimandarvi ad una pagina non esistente.

***

Uno Yorkshire di circa sei mesi, vagante da qualche tempo sul territorio di Trinità d’Agultu, provincia di Olbia-Tempio, è stato ritrovato torturato e impiccato.

La vicenda, avvenuta negli scorsi giorni, è stata resa nota dalla locale sezione della Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

In particolare, l’associazione ha inviato una lettera al sindaco della cittadina sarda, inoltrandola poi al Comando dei Carabinieri e al comandante della Polizia Municipale, all’ASL veterinaria, alla Procura della Repubblica e alla Prefettura di Sassari per denunciare l’ennesimo atto di violenza ai danni degli animali.

Il cucciolo, un esemplare di sesso femminile, era un randagio e da qualche giorno stazionava nella medesima zona in cui è stato ucciso assieme a membri della stessa nidiata e alla madre. Gli animali, che secondo la Lega del Cane venivano sostanzialmente ignorati nel loro vagare disperati, “pieni di parassiti e affamati, nell’indifferenza più totale” erano stati notati da una ragazza del posto che aveva a sua volta chiesto l’aiuto di una volontaria. È stata proprio quest’ultima, recandosi sul posto per soccorrere la famigliola, a trovare la cucciola torturata e poi impiccata.

Commenta la Lega del Cane: “Ci domandiamo come sia possibile che non solo nessuno abbia visto nulla, ma anche che questo Comune, ancora, presenti animali randagi che vagano in paese in condizioni vergognose. Ricordiamo che chi compie un gesto simile non è un pericolo soltanto per gli animali ma anche per tutta la comunità. Il randagismo, soprattutto nella nostra isola, dove troppi e in particolar modo gli organi istituzionali fanno finta che non sia un problema, spesso espone gli animali a fucilazione, lapidazione, avvelenamento, impiccagione e altre forme di violenza ben documentate dalla cronaca”.

L’associazione chiede ora al sindaco della cittadina di intervenire in maniera decisa per arginare il problema, sottolineando tuttavia di aver preso in carico gli altri cani appartenenti alla famigliola della cucciola uccisa.


Foto: archivio.

 

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8 Commenti

  1. Cara Marilena, hai ragione. Siamo i primi a concordare con te.

  2. Non entro nel merito della notizia ma se internet è utilissimo anche per segnalare e cercare casa ai tanti cani e gatti abbandonati è anche un metodo fin troppo facile (e anonimo) per infangare chi invece si danna per aiutare queste creature. Ci saranno sì in Sardegna come altrove purtroppo, terribili realtà ma ce ne sono tante di più che accolgono, curano, trovano a casa ai nostri amici animali, per citarne solo due: Il rifugio Fratelli Minori di Olbia e Cani di Nessuno sempre da quelle parti. A loro e ai tanti Volontari il mio grazie più caloroso.

  3. Possiamo solamente rallegrarci che la notizia sia una bufala! Meglio, molto meglio così, ci mancherebbe!

  4. Siamo felici anche noi che non sia vera! A johnny grazie per esserci sempre accanto!

  5. Sono felice che sia una notizia falsa e ringrazio la Redazione di A4A per aver immediatamente rettificato!
    Molto meglio così.

  6. ben volentieri ritiro quello che ho pensato….meno male che per una volta la notizia orribile viene smentita……

  7. Cara Barbara, ricarica la pagina e vedrai che la notizia è stata smentita (fortunatamente). Ci scusiamo per il disguido.

  8. certo che lasciare per strada una famiglia di yorky ci vuole un bel coraggio….

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