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[VIDEO] Pescara: cinghiale fa il bagno in mare. Prima lo feriscono, poi lo sedano, infine lo abbattono

Non sorprende scoprire che si sia purtroppo conclusa con un abbattimento, la “passeggiata” di un cinghiale che, negli scorsi giorni, era stato avvistato mentre faceva un bagno in mare a Montesilvano, in provincia di Pescara.

L’esemplare, un maschio giovane (2 anni) di circa cento chili di peso, avrebbe “seminato il panico” sul bagnasciuga (ma, sia ben chiaro, con la sua mera presenza: non ha infatti caricato né ferito nessuno) e le forze dell’ordine intervenute avrebbero, per tutelare la pubblica sicurezza (umana, non animale) aperto il fuoco su di lui. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Polizia e Guardia Forestale.

Questi ultimi hanno infine catturato l’animale con una dose di anestetico e il suo recupero è stato filmato: ve lo riproponiamo in chiusura di articolo. Le speranze che l’animale venisse semplicemente curato e liberato si sono infrante nel giro di qualche ora, quando è sopraggiunta la notizia dell’abbattimento – presumibilmente a causa delle ferite riportate.

Il cinghiale era andato in spiaggia con la pioggia e si era bagnato in mare. Notando diversi curiosi, però, si era allontanato in direzione sud, verso Pescara. Ma anche qui c’erano troppe persone, e così il suino aveva percorso la riviera fino a rifugiarsi in un trabocco nei pressi della statua della Madonnina. È stato in quel punto che le forze dell’ordine intervenute gli hanno sparato addosso perché evitasse di provocare danni a cose o a persone. Poi si è passati alla sedazione, all’imbracatura dell’animale sofferente che, con una corda, è stato recuperato. In serata è arrivata la notizia della soppressione.

La Lega Anti Caccia, giustamente, storce il naso di fronte alla gestione dell’intera faccenda e parla di “errore gestionale macroscopico conclusosi con l’ennesima morte inutile di un animale”.

“Non si può gestire il recupero di un animale selvatico come se si avesse davanti un criminale”, commenta Antonella Agostini, responsabile LAC per la provincia di Pescara. “Sempre più spesso gli animali selvatici arrivano in città perché il loro habitat è ormai compromesso dall’eccesso di antropizzazione. Quando capita, la situazione non si può gestire come fatto vicino alla zona dei trabocchi: deve intervenire e coordinare le operazioni il Corpo Forestale dello Stato, competente in materia, e il recupero dell’animale selvatico deve essere gestito solo ed esclusivamente da personale medico veterinario competente che ha la possibilità di operare in assoluta sicurezza, sia per l’incolumità pubblica che per l’animale”.

In effetti, il commissario capo del Corpo Forestale dello Stato di Pescara, Annamaria Angelozzi, parla di evento raro e fortuito e spiega che il cinghiale potrebbe essersi avvicinato al mare perché l’acqua molto bassa doveva essergli sembrata familiare.

Di certo non immaginava che, pur non facendo male a nessuno, gli si sparasse addosso.

Foto: fonte video.

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6 Commenti

  1. Se questa è competenza….è meglio evitare di dire la verità.

    Un appunto:
    Ma non è forse colpa dell’uomo e delle reintroduzioni dissenate di animali a favore delle attività venatorie (che dovrebbero essere abolite in toto a partire dall’inquinamento che producono, gli omicidi colposi o meno e via discorrendo) che si è arrivati a questo punto?

    Che bisogno c’era di farlo soffrire così?
    A questo punto perchè non gli hanno sparato in testa subito?
    Ma questa gente “qualificata” prende pure uno stipendo a fine mese?

  2. caro franco, siamo i primi a sapere che è difficile mantenersi su toni moderati e civili e infatti mentre scriviamo volano sempre saracche. tuttavia è recente la notizia che i blogger sono sfortunatamente responsabili dei commenti dei loro utenti, e quindi passibili di denuncia.

  3. … con quale sensibilità si può chiedere di essere moderati e civili dopo aver visto con quanta incompetenza ed imbecillità è stato trattato quel povero animale terrorizzato ? … e già tanto riuscire a definire “solo” incompetenti ed imbecilli i responsabili di tutto questo … astendosi dal turpiloquio e dalla blasfemia che istintivamente verrebbe da usare … 🙁

  4. ma se non aveva fatto del male a nessuno c era proprio bisogno di ammazzarlo!!!!!

  5. Si è dimostrata una grande incompetenza di fronte ad un animale non usuale per le zone costiere ma molto familiare nella nostra fauna abruzzese.

  6. ho visto il video l’altro giorno sinceramente mi è parso che nessuno tra poliziotti guardia forestale e altri due o tre fosse in grado di poter salvaguardare la vita dell’animale sinceramente da persone preposte alla difesa della fauna non hanno SAPUTO fare (sempre che non abbiano VOLUTO, visto com’è finita)non ci credo che l’unica soluzione era l’uccisione, NON CI CREDO,dicono che a pensare male ci si piglia sempre be ecco penso se lo siano voluto mangiare….

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