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Cina: gli attivisti intervengono per salvare i cani sepolti vivi in una fossa comune

Un eccezionale tentativo di salvataggio è avvenuto negli scorsi giorni grazie a un gruppo di attivisti cinesi per i diritti animali. I volontari sono infatti riusciti a recuperare alcuni tra circa cento cani che erano stati sepolti vivi in una fossa comune a Chengguan.

Secondo quanto riportato dall’associazione animalista spagnola Schnauzi, decine di cani randagi di tutte le età, cuccioli compresi, erano stati gettati in una fossa profonda circa sei metri e scavata con mezzi di movimento terra. Alcuni attivisti sostengono che dietro questo tipo di pratica potrebbero esserci addirittura i funzionari governativi, che avrebbero agito con l’intento di sbarazzarsi dei randagi in maniera rapida e relativamente poco costosa.

Dopo essere stati gettati nella fossa, gli animali sono stati infatti coperti di terra e questa è la ragione per cui la maggior parte di loro, purtroppo, al momento dell’intervento dei volontari risultava ormai morta asfissiata.

Nonostante lo strenuo lavoro di recupero, soltanto un cucciolo e tre cani adulti sono stati trovati ancora in vita.

L’associazione cinese intervenuta sul posto è la Yinchuan Dawn Pets Home, chiamata da una donna alla ricerca del suo cane perduto e che era stata testimone del seppellimento nella fossa comune.

A seguito della pubblicazione delle fotografie che mostrano l’atroce fine riservata ai cani, considerati come parassiti di cui sbarazzarsi in alcune zone della Cina, sono state numerose le proteste della cittadinanza, soprattutto attraverso internet.

Raccontano gli attivisti: “Abbiamo ricevuto segnalazione da una persona che c’erano cani in una fossa, ma quando siamo arrivati, il giorno successivo, la fossa era stata riempita di terra. Potevamo udire i gemiti di alcuni degli animali, mentre scavavamo. Anche per la gente del posto quanto avvenuto è stato un puro atto di barbarie. I cani che abbiamo salvato sono traumatizzati, ma vivi”.

Interpellata sulla questione, la municipalità di Chengguan ha negato qualunque responsabilità e si è detta intenzionata ad avviare un’indagine per definire cosa esattamente sia accaduto ai randagi.

Nelle foto: la situazione sul posto dopo l’intervento degli attivisti (fonte Schnauzi).

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5 Commenti

  1. Una cosa agghiacciante, senza ragione, una crudeltà inaudita.
    Ma perchè?
    Spero tanto che non si ripetano più cose del genere, da sentirsi male, ma poi per che cosa?
    A che serve fare così?

  2. Un abbraccio, Marilena, nella speranza che arrivi il giorno in cui ogni mamma sia onorata e ringraziata.

    Con il vostro consenso, amici di A4A, vorrei condividere un video dolcissimo e senza orpelli. L’amore non ha bisogno di orpelli.

    Un abbraccio a voi tutti.
    E.

    http://youtu.be/rZ-xyB-XUTw

  3. Peccato! Speravo di leggere che un maggior numero fosse stato salvato

  4. Mi associo a Elisabetta, auguri di cuore a tutte le mamme non umane: alle cagne cui vengono tolti i cuccioli, alle mucche che vedono i vitellini partire per il macello, alle pecore che non hanno nemmeno la gioia di avere l’agnellino per qualche giorno….per loro e per tutte le altre non c’è mai gioia ma solo dolore.

  5. Mi pare che oggi si celebri la festa della mamma. Tra i salvati c’è un cucciolo neonato, lo capisco dai dotti auricolari e gli occhietti ancora chiusi e certamente era con la sua mamma, quando è stato gettato in quella orrenda fossa.
    Immagino che la sua mamma sia sotto sei metri di terra. Oggi è la festa della mamma, sì. Grazie dunque anche a quella mamma, sicuramente dolcissima e amorevole come ogni mamma. Grazie a quella mamma alla quale nessuno ha donato abbracci, baci e fiori.
    Buona vita, piccolino. Dimentica presto questo orrore! Grazie agli attivisti e a chi li ha allertati! E grazie a tutte le mamme non umane.
    E.

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