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Lega del Cane: “I comuni attuino una seria politica di controllo del randagismo”

“Cani magrissimi, per la maggior parte malati di leishmaniosi mai curata, suddivisi in branchi di 40/50 esemplari tutti insieme nello stesso recinto, oppure richiusi in box o meglio loculi fatiscenti. Maschi e femmine per lo più non sterilizzati. Niente cucce. Una marea di cuccioli né vaccinati né sverminati e afflitti da rogna non trattata. Sporcizia e condizioni igienico sanitarie da incubo. E’ questo lo scenario al quale si è trovata di fronte la task force del Ministero della Salute – coordinata dalla dottoressa Rosalba Matassa – quando ha ispezionato, come atto conclusivo di un’indagine partita un anno fa, i due canili della provincia di Catania gestiti dalla società Nova Entra.

Uno scenario infernale, che sembra accomunare tutte le strutture non a torto definiti lager e che ha subito indotto gli autori del blitz a chiedere e a ottenere un provvedimento di sequestro per entrambi gli impianti, uno situato in località San Giovanni Galermo e l’altro nel paese di Adrano nei quali erano “detenuti”, grazie alle lucrose convenzioni con i Comuni di Catania, Adrano, Misterbianco, Biancavilla, Santa Maria di Licodia, quasi mille animali.

“Un’azione importante per la Sicilia, il nostro plauso va al Ministero della Salute” – dice Flavia Curcio, attivista storica della Sezione di Catania della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, associazione incaricata, insieme con L’Altra Zampa, al controllo del benessere degli animali e alla sistemazione adeguata in famiglia dei cani ospitati nei due canili. “E’ ora però che i Comuni, responsabili per legge della tutela degli animali del loro territorio, comprendano che combattere il randagismo non significa trattare i cani come rifiuti, accatastandoli senza criterio in “ricoveri” privati che nascono e che agiscono soltanto per lucrare sulla pelle di questi poveri esseri.” – continua la Curcio.

”Non bisogna preoccuparsi unicamente di “ripulire” le città, ma pensare per prima cosa al benessere di queste creature e a rispettarle, attuando una seria politica di controllo delle nascite, di identificazione e iscrizione di tutti i cani nell’anagrafe regionale nonché la vigilanza da parte degli Enti preposti. La nostra provincia, come del resto molte altre nella regione e nel Paese, ha bisogno di strutture adeguate dove i cani possano veramente trovare assistenza e come fine ultimo l’adozione. Tutti i Comuni devono adeguarsi alle normative vigenti e creare canili in cui i volontari abbiano libero accesso o perlomeno affidarsi ai rifugi gestiti dalle associazioni”.

Adesso che a Catania e provincia, grazie al sequestro, si sta voltando pagina non va dimenticato che per le associazioni inizia un lavoro immane per dare finalmente cibo, cure e confort adeguati a questi cani derelitti, ma soprattutto per restituire loro una vita dignitosa e la fiducia che hanno perduto negli esseri umani.”

Comunicato stampa ricevuto da Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Foto: archivio.

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Un commento

  1. Faccimolo seriamente basta sofferenze agli animali

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