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[VIDEO] Storie a lieto fine: Jeremiah, il maialino nel fango e nel ghiaccio, salvato in punto di morte

Il 20 febbraio 2014, l’Indraloka Animal Sanctuary in Pennsylvania ha ricevuto una chiamata relativa ad un maialino in urgente necessità di aiuto.

Una settimana prima, un ufficiale della Protezione Animali americana aveva risposto alla segnalazione di un cittadino che indicava una situazione di estremo abuso: due cuccioli di maiale, ridotti a pelle e ossa, venivano cresciuti per la macellazione casalinga da parte di un vicino di casa. Da mesi, gli animali languivano in uno stato pietoso, costretti a rimanere sotto le intemperie durante uno dei più freddi inverni che si ricordassero da decadi.

Notte dopo notte, per settimane infinite, i due fratelli si erano stretti l’uno all’altro per sopravvivere a temperature abbondantemente sotto lo zero, a venti feroci, e persino a tempeste di neve. Privati del benché minimo rifugio, senza neppure un tappeto di pagliericcio e un tetto sotto cui ripararsi, erano costretti a giacere nel fango e nel ghiaccio.

Quando la Protezione Animali ricevette notizia della loro condizione, uno dei due fratelli era purtroppo già morto. L’altro era ormai in procinto di raggiungerlo.

La guardia zoofila aveva fatto visita al proprietario riuscendo a convincerlo a cedere il cucciolo sopravvissuto, molto malato e in agonia, perché si provasse quantomeno a prestargli le dovute cure veterinarie che fino a quel momento gli erano state sistematicamente negate. Se il piccolo fosse riuscito a sopravvivere, per lui si sarebbe cercata una nuova sistemazione che non avrebbe incluso alcuna visita al mattatoio, né incontri ravvicinati con affilate lame di coltello.

Il maialino salvato, di pochi mesi di età, è stato ribattezzato Jeremiah. Ha trascorso le prime ore dalla sua liberazione in un ambulatorio veterinario il cui staff, nonostante le cure d’emergenza prestate, in tutta onestà non credeva che avrebbe mai potuto sopravvivere.

Non solo Jeremiah aveva trascorso l’inverno esposto a temperature rigidissime, ma era stato affamato al punto di rischiare di morire di fame. Soffriva di numerose patologie, tutte critiche, tra cui anemia estrema, una polmonite ormai divenuta cronica che aveva lasciato cicatrici nelle vie respiratorie, epistassi continua dal naso e dispnea, ossia grave difficoltà di respirazione. Il suo corpo era coperto di lividi e ulcere causate dal continuo giacere sul ghiaccio, sulla neve, nelle proprie urine e feci; i suoi muscoli erano così atrofizzati che non riusciva più neppure a camminare.

Per Jeremiah, le speranze di sopravvivenza erano ridotte al lumicino.

Indra Lahiri, fondatrice dell’Indraloka Animal Sanctuary, ha così raccontato la prima notte di Jeremiah presso il rifugio: “Asciugandomi le lacrimi, mi sono avvicinata a lui con una ciotola d’acqua fresca. Ci siamo guardati negli occhi, e i suoi mostravano un lampo di fiducia e gratitudine. Ha bevuto subito l’acqua, perché era molto assetato, ha mangiato quanto le sue poche energie gli hanno concesso, e docilmente ha lasciato che lo facessimo sdraiare sul pagliericcio. Lo abbiamo ricoperto di coperte e gli abbiamo messo un cuscino sotto la testa, e poi siamo rimasti seduti lì con lui mentre si addormentava, grugnendo contento”.

Durante le prime due settimane di residenza al santuario, Jeremiah non ha potuto fare molto altro che stare sdraiato, ma intelligente come ogni maiale è ha compreso e apprezzato le cure e le attenzioni che gli venivano dedicate. Nonostante tutto ciò che aveva subito dagli esseri umani, fin da subito ha risposto con fiducia alla loro presenza.

Sebbene non riuscisse ancora a camminare, la sua polmonite ha cominciato a regredire, il suo spirito si è sollevato, e ha iniziato a comunicare con i suoi salvatori in maniera entusiasta.

Lo scorso 8 marzo, all’incirca quindici giorni dopo il suo arrivo ad Indraloka, il cucciolo di maiale con prognosi nefasta si è alzato in piedi e ha cominciato a camminare. È difficile immaginare l’inferno senza via d’uscita che deve aver patito prima di cominciare la sua nuova vita, ma Jeremiah è così pieno di gratitudine, determinazione e voglia di vivere da colpire chiunque lo conosca. In qualche modo, sta facendo onore al suo nome, che significa “risollevato dall’amore”.

Vi invitiamo a scoprire la storia miracolosa di Jeremiah attraverso questo splendido video girato dai volontari del santuario. Non mostra scene cruente ed è soltanto molto commovente.

Forza Jeremiah, la strada è ancora lunga, ma il peggio è passato.

Nelle foto: Jeremiah (fonte FreeFromHarm).

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5 Commenti

  1. Bellissimoooo!!! Tanta fortuna per te, piccolino!!! Che dispiacere per il fratellino, quante sofferenze avete dovuto patire, ma a volte per fortuna gli Angeli esistono ed agiscono 🙂

  2. meraviglioso….

  3. Stellaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa <3
    Stelle queste persone <3

  4. Amoreeeeeeeeee <3 <3 <3

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