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Ottanta: ecco il numero di lupi uccisi in Italia dal 2013 ad oggi

È strage, per il raro e preziosissimo lupo appenninico, ridotto sull’orlo dell’estinzione fino a qualche decennio fa e ora nuovamente nel mirino di ignoranza e pregiudizio.

Secondo quanto riportato da MeteoWeb, sarebbero ben ottanta gli esemplari di lupo sterminati senza pietà dal gennaio 2013 ad oggi: poco più di quindici mesi, neppure un anno e mezzo.

Il numero è grave, specie in considerazione del fatto che il lupo appenninico è protettissimo e tutelato dalle norme nazionali e anche da quelle comunitarie. Quest’ultimo dettaglio, però, non pare essere un deterrente per i bracconieri, gli allevatori dal grilletto facile, gli avvelenatori, gli investitori che travolgono gli animali sulle strade e non si fermano a soccorrerli (macchiandosi così del reato di omissione di soccorso, attualmente previsto non soltanto per la specie umana).

L’ultimo lupo trovato senza vita è stato investito e ucciso a Mirabello Sannitico, nel Molise. Qualche tempo prima, in Basilicata, tre lupi sono stati allineati in bella mostra dopo essere rimasti probabilmente vittima di avvelenamento: ne avevamo parlato qui.

Secondo le fonti, la prima causa di morte per il nostro prezioso predatore Alfa sarebbe da addursi agli investimenti, causati come già ripetuto più volte dall’assenza di corridoi biologici attraverso i quali gli animali selvatici possano muoversi con maggiore sicurezza. Purtroppo, però, molti lupi sono uccisi anche da lacci a strangolo, colpi d’arma da fuoco e micidiali bocconi farciti al veleno: vittime di un’ignoranza diffusa e da un terrorismo mediatico che approda anche su organi di informazione che, per definizione, dovrebbero essere più realisti e meno allarmistici, i lupi non riescono a sfuggire al pericolo più grande di tutti, quello della stupidità umana.

Commenta Legambiente: “Questi episodi, in crescita, non devono essere sottovalutati ma spingere, al contrario, enti e istituzioni a rafforzare sia le misure di controllo del territorio per porre un freno al bracconaggio, sia quelle di prevenzione dei danni alla fauna domestica che spesso innescano un inasprimento degli atteggiamenti di intolleranza nei confronti dei grandi carnivori. Ecco perché la delicata questione dell’interfaccia tra i grandi carnivori e le attività antropiche necessita dell’incontro e del lavoro congiunto di tutti i soggetti interessati, come il personale tecnico dei Parchi, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato impegnati nelle attività di monitoraggio intensivo di diverse specie selvatiche e gli allevatori, alcuni dei quali con coraggio e lungimiranza hanno deciso di investire nella prevenzione e nella sperimentazione di nuovi sistemi di gestione dei conflitti”.

Foto: il lupo recentemente ucciso nel Parco della Majella (archivio).

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3 Commenti

  1. Alessandra un’ottima e assai veritiera analisi.
    Che vergogna!

  2. Sono completamente d’accordo con te Alessandra in ogni caso questa gentaglia sarà raggiunta dalla sfiga sempiterna che assale chi fa del male agli animali

  3. la strage dei lupi è opera degli allevatori, quelli che macellano centinaia di agnelli ogni anno e si inferociscono se il lupo gliene mangia uno. L’unico modo di fermare questi assassini è non consumare più i loro prodotti, latte e formaggi che grondano sofferenza. In caso contrario, si continuano a regalare soldi a questa bella gente. e a sentire le ultime dichiarazioni dei nutrizionisti ci si fa anche un bel regalo alla salute, stanno ammettendo che i formaggi sono più dannosi della carne.

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