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Pasqua 2014: flessione nella vendita di carne di agnello, un italiano su due non lo mangerà

Sarà circa del 58% la percentuale di italiani che, per queste festività pasquali, non consumerà carne di agnello o di capretto. È questo il risultato emerso da un sondaggio condotto da Confesercenti SWG.

E se più di un italiano su due ha deciso di evitare di inserire, nel proprio menù celebrativo della resurrezione cristiana, il corpo senza vita di un cucciolo ammazzato a poche settimane d’età, solo il 31% della popolazione ha ammesso di prevederlo accanto ai piatti della tradizione.

La notizia della flessione delle vendite di carne di agnello e di capretto è confermata anche dalla webzine Nove da Firenze, attraverso un articolo dall’emblematico titolo di “Pasqua: l’agnello giù nelle vendite, colpa della crisi e degli animalisti”.

Colpa degli animalisti, che oramai per alcuni sembrano essere il capro espiatorio (tanto per restare in tema ovino e caprino) di tutti i mali del mondo? No, merito, casomai: si vive senza carne, figurarsi senza carne di capretto o agnello.

Secondo l’articolo, il mercato toscano degli agnelli avrebbe, da solo, subito un calo del 15% e durante le festività sarebbe stato venduto circa il 25% della “produzione annuale”.

L’Associazione Toscana Produttori Zootecnici avrebbe infatti immesso sul mercato circa 2600 agnelli, contro i 3000 e rotti capi “predisposti” per il 2012.

Non entriamo neppure nel merito delle polemiche secondo le quali la richiesta di molte associazioni di non consumare carne di agnello e capretto avrebbe scopi “solo in apparenza ideologici” (? sic) e che “giocherebbe con la pelle di migliaia di aziende”. Qui si gioca soprattutto, o forse soltanto, sulla pelle degli animali, anche perché la flessione nella domanda di carne c’è, ma non ancora così marcata come si vorrebbe.

”Sebbene in dieci anni la macellazione di ovicaprini sia diminuita di oltre la metà, passando da più di 7 milioni di animali macellati nel 2004 ai 3 milioni macellati nel 2013 (dati Istat), la strada per un’alimentazione cruelty free è ancora lunga”, commenta infatti Paola Segurini, responsabile LAV settore Veg. L’associazione, ricordando che ”l’allevamento di animali destinati all’alimentazione umana è colpevole di incrementare l’accumulo di gas serra nell’atmosfera’’.

Per questa ragione LAV propone un menu alternativo, e senza crudeltà, sul sito cambiamenu.it.

Foto: archivio.

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9 Commenti

  1. Mai mangiato in vita mia un agnello e di certo non lo mangerò mai. Invito tutti quelli che a pasqua, per tradizione o per il semplice gusto, mangiano l’agnello, a stare almeno un paio di minuti in un recinto con degli agnellini… E a vederli “prima a liberi, con i loro fratelli e poi in un piatto” . consiglio poi, per quelli più forti emotivamente, di andare su YouTube a scovare qualche video sulle mattanze degli agnelli. Povere bestie.

  2. a parte il fatto che i vegan e i vegetariani non mangiano pesce, non capiamo questo evidente bisogno di certe persone di venire a scrivere che mangeranno l’agnello. E quindi? Siete legittimati a fare quello che volete. Saluti e che buon pro ti faccia.

  3. nn vedo perche mangiare carne di pollo/bovino/suino/ovinoect…ect sia diverso che mangiare carne di pesce … si xche anche i pesci sono degli animali anzi la propia cattura viene fatta soffocandoli.io penso che l’ uomo essendo onnivaro per natura dovrebbe per genetica mangiare tutto se poi qualcuno ha delle preferenze fatti sui. Decidere di modificare il propio essere come hanno fatto gli uomini con mucca pazza negli anni passati….perfortuna nn piu vuol dire farsi del male …….si come dare farine animali ai bovini.io all agnello nn ci rinuncio……………..

  4. Mirko mi hai anticipato!
    “Scannare” un agnellino di poche settimane di vita peraltro il simbolo della purezza, dell’innocenza (è vero, al dì là del trascendente che è anima della religione) per rievocare il sacrificio del Cristo secondo la millenaria religione Cristiana è un incredibile controsenso che lascia di stucco se si vuol guardare alla realtà delle cose.

    C’è qualcosa di sbagliato e che ricorda fortemente l’avverso paganesimo, non trovate?

  5. Io sono immensamente felice per la diminuzione delle morti di questi poveri neonati animali , so che non saró vivo il giorno in cui la popolazione vegana supererà i carnivori , forse è utopia il mio sogno ma spero che qualcuno riuscirà a vederlo realizzato ! Mangiare morte in un giorno di pace è un controsenso ! Buona pasqua , sperando che sia una pasqua cruel free !!

  6. che modo di parlare è cosa? chi ti ha dato del mostro? perchè ci metti in bocca parole che non abbiamo usato? tu sei legittimato a fare esattamente quello che ti pare e a mangiare chi ti pare. nessun animalista ti punta il coltello alla gola per diventare vegetariano, quindi non capiamo il problema: è tollerabile parlare di “colpa” degli animalisti se c’è una flessione nella vendita di carne d’agnello e capretto ma non è tollerabile, infastidisce tanto che gli animalisti in questione, chiamati in causa per primi (peraltro) non si sentano affatto colpevoli della cosa? non abbiamo più il diritto di esprimerci, come lo hai tu?
    è vero, l’uomo mangia carne da millenni. allo stesso modo, da millenni stupra, ammazza, infibula, compie massacri e altre “amenità” del genere: la scusa del fare qualcosa da sempre non regge. il fatto di aver fatto qualcosa a lungo non significa necessariamente che sia giusto. allo stesso modo potremmo dirti che ci sono culture che da sempre vivono non cibandosi di animali, pertanto vivere senza carne è possibile.
    questo non è il corriere della sera, ansa o repubblica: è un blog, e neppure di una associazione. è di privati cittadini. quindi non c’è nessuna propaganda. c’è la riproposizione di fatti di cronaca con, talvolta (e quasi mai, in verità) il nostro punto di vista sulla questione. a quanto pare, è diventato fastidioso e proibito anche permettersi di dissentire dalla massa.
    per quanto riguarda i lupi, le loro prede principali non sono certo le pecore dei pastori. la cosa non la diciamo noi, ma le istituzioni e i loro monitoraggi (http://www.all4animals.it/2014/01/29/marche-smontata-lemergenza-lupo-dai-risultati-del-monitoraggio-della-regione/ un esempio). non muoiono di fame i lupi se non ci sono le pecore sulle montagne.
    tu non vedi assolutamente nulla di riprovevole nel fatto di mandare cuccioli di poche settimane al macello, o nella pastorizia (intesa come sfruttamento, ossia utilizzo, di ovini – ossia esseri senzienti) – benissimo, è un tuo punto di vista. noi la pensiamo esattamente all’opposto. piaccia o no, i punti di vista sono diversi e come tu hai il diritto di esprimere i tuoi, noi abbiamo il diritto di esprimere i nostri.
    come vedi, nessuno di ha “flagellato”, né insultato, né altro. ci siamo solo presi la briga di rispondere al tuo commento.
    l’ultimo dettaglio che ci teniamo a sottolineare riguarda l’assunto errato relativo al nostro “equiparare gli animali agli esseri umani” o peggio ancora “antropomorfizzarli”: non è quello che l’antispecismo si prefigge. casomai ritiene che ci si trovi in una società totalmente antropocentrica, in cui gli animali sono trattati non come soggetti, ma oggetti. e su questo non crediamo ci sia molto da discutere.
    dal momento che ritieni che (giustamente!) questo blog sia di parte (lo è), e non è la TUA parte, il nostro invito – davvero amichevole e sincero – è di leggere altrove le stesse notizie: le troverai, noi non diamo esclusive. sicuramente altre fonti saranno più di tuo gusto.
    buona serata.

  7. Ma che modo di parlare è? Chi consuma carne di animale è un mostro? Giusto per riferire una espressione accettabile! E perché mai? L’uomo caccia gli animali e si ciba della loro carne da sempre… da quando esiste sulla terra, visto che ci sono addirittura graffiti risalenti alla preistoria ritraenti scene di caccia… Da allora, nulla è cambiato. Gli uomini sono tali, e gli animali sono animali. L’antropomorfismo estremo in cui indugia la cultura animalista, ovvero equiparare gli animali alle persone, è una cosa profondamente sbagliata in partenza, significa negare la realtà. Il vero problema, per quanto mi riguarda, è evitare di uccidere animali per scopi assolutamente non essenziali, quali quello cosmetico ad esempio, oltre che diffondere la cultura di un consumo moderato di carne, primo passo essenziale per sconfiggere la barbarie degli allevamenti intensivi, inevitabilmente connesso alla diffusione indiscriminata dell’uso della carne a tavola. Per quanto mi riguarda, mangio carne rossa una volta la settimana. Potrebbe essere un inizio. Inoltre, non sempre la verità ha una faccia sola: fare propaganda contro il consumo della carne di agnello significa contribuire allo spopolamento delle montagne, che hanno nella pratica della pastorizia ovina uno dei capisaldi, oltre che peggiorare le condizioni di vita dei tanti lupi che frequentano le nostre alture, i quali si cibano anche, se non soprattutto, di carne ovina. Personalmente, non vedo nulla di riprovevole nel destinare una quota di agnelli alla macellazione. Sono gli eccessi l’errore. Ed ora, flagellatemi pure come siete soliti fare, ogniqualvolta oso permettermi di esprimere un pensiero diverso dal vostro.

  8. Se si è colpevoli di cercare di diffondere la cultura della vita e del rispetto di tutte le creature viventi, tnato piu’ di cuccioli appena nati allora sì, siamo colpevoli!!! Chi invece vive sulla pelle altrui, sulla sofferenza ingiusta e tremenda di creature innocenti ripensi la sua vita e la sua fonte di reddito… E’ tempo che si cambi rotta! Perchè la loro pelle deve valere più di quella degli animali???

  9. Aberrante. I cretini che a Pasqua ‘sacrificano’ ancora l’agnello, dovrebbero essere obbligati, mentre lo gustano, a vedere i filmati della loro deportazione e macellazione. Con audio. Per sentirne i belati. E poi magari portano i figli a visitare le fattorie didattiche …. Mostri

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