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Messina: sequestrati capretti non tracciabili. Macellati subito, nonostante la disponibilità di ENPA

Non c’è stato scampo per ventidue capretti sequestrati negli scorsi giorni a Novara di Sicilia, in provincia di Messina: gli animali sono stati macellati prima ancora che le associazioni potessero muovere un dito per salvarli.

I caprini erano risultati privi di tracciabilità e dunque giudicati non sicuri per il consumo umano: non mostravano, infatti, alcun marchio auricolare né bolo endoruminale.

A seguito di una operazione congiunta del Corpo Forestale dello Stato e dei Carabinieri, le bestiole erano state affidate in custodia giudiziaria al macello comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, in attesa dell’ordine di abbattimento emesso dal sindaco tramite apposita ordinanza.

ENPA Catania era subito intervenuta sulla vicenda, dando la propria disponibilità per valutare soluzioni e sistemazioni alternative per gli animali.

Nulla da fare: nell’arco di poche ore, i capretti erano già stati tutti macellati e distrutti.

La Protezione Animali storce in naso alla rapidità della sentenza di morte da parte delle autorità: “Perché non hanno preso in considerazione le nostre proposte, che avrebbero permesso di salvare la vita agli animali senza alcun aggravio per le casse pubbliche?”, domanda il responsabile delle Guardie Zoofile, Aldo Paradiso.

“Avevamo suggerito di condurre accertamenti medico-veterinari per escludere patologie a carico degli animali e avevamo chiesto, nel caso in cui le analisi avessero avuto un esito negativo, che i capretti fossero affidati a noi. Non mi sembra esistessero ostacoli o impedimenti a percorrere questa strada, anche perché l’articolo 4 del decreto regionale 2090 del 2013, pur prevedendo il potere in capo all’ASP di abbattere i caprini senza proprietario ed elementi di identificazione, non esclude comunque la possibilità di ricorrere ad altre soluzioni, come quelle da noi suggerite”.

Nella foto: i caprini sequestrati e subito macellati (fonte Geapress).

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4 Commenti

  1. Non solo, ma le carni saranno state davvero distrutte?
    Poi non capisco il nesso tra il sequestro giudiziario e il relativo affido al MACELLO COMUNALE (ma esistono ancora?) del luogo, non è competente la ASL vetrinaria sul territorio?

    Sento puzza di ignoranza, malaffare e facciocomecazzomipare.
    Complimenti

  2. maledetti

  3. Carrano Biagio

    Forse il sindaco aveva fretta di chiudere qualche losco affare , poteva aspettare e dare modo ai volontari di prendere in gestione il caso. Non si possono dare in affidamento degli animali ad un macello, troppe cose poco chiare, la ferma volontà di qualcuno di togliere tutto di mezzo e in breve tempo. solita vergogna umana, il mio pieno disappunto per il gesto del sindaco, e per le istituzioni.

  4. Ancora vittime innocenti dell’arroganza della razza umana, padrona della vita e della morte altrui… non so come certe persone possano dormire la notte con la coscienza tranquilla… quanta tristezza e rabbia per queste creature che hanno il DIRITTO sacrosanto di vivere!

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