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Thailandia: in aumento i furti di cani, la pelle usata per fare guanti da golf

La notizia è di qualche giorno fa ed è già stata rilanciata da moltissimi media: in Thailandia sarebbero in aumento i furti di cani, la cui pelle verrebbe utilizzata per produrre guanti da golf.

Secondo quanto riportato sulla webzine BusinessWeek, la Polizia thailandese avrebbe di recente trovato, in una foresta vicina ai confini con il Laos, centinaia di pelli e ossa di cane.

Si tratterebbe dei resti abbandonati dai contrabbandieri che trasportavano la merce attraverso il Laos per introdurla successivamente in Vietnam e Cina, poiché in questi paesi la domanda di parti di corpo di cane è molto alta soprattutto nel settore della ristorazione.

Tuttavia, non sarebbe più soltanto la carne di cane ad essere preziosa. Le industrie utilizzerebbero infatti la pelle degli animali per produrre un po’ di tutto, persino strumenti musicali.

Concorda anche John Dalley, co-fondatore e vicepresidente dell’importante associazione animalista Soi Dog Foundation, che in Thailandia si occupa di tutelare proprio i cani.

Dalley racconta che la pelle degli animali sarebbe particolarmente ambita dai produttori di guanti da golf. In particolare, la più preziosa proverrebbe dai testicoli perché “particolarmente soffice”.

In effetti, lo stesso sito Alibaba non fa mistero della pratica e vende tranquillamente guanti da golf prodotti proprio con pelle di cane. Il portale di e-commerce è di proprietà di un’azienda cinese.

Dalley, nonostante tutto, è ottimista rispetto alle azioni recentemente intraprese dalla polizia del Sud-est Asiatico per fermare – o quantomeno per cercare di arginare – il sanguinario traffico (illegale) di parti di cane. Lo scorso anno Vietnam, Laos, Cambogia e Thailandia hanno infatti firmato un accordo per mettere uno stop al commercio di cani vivi da utilizzarsi nell’industria alimentare vietnamita. In febbraio, poi, il governo vietnamita ha chiesto alle sue forze dell’ordine di intensificare i controlli alle frontiere proprio per fermare i contrabbandieri mentre cercano di introdurre i “prodotti” dei loro traffici nel Paese.

A quanto risulta, le misure cautelative prese dalle istituzioni starebbero avendo un impatto e Dalley sottolinea che il numero di animali trasportati si è ridotto considerevolmente rispetto al mezzo milione annuale stimato per il solo anno 2011.

Tuttavia, la scoperta delle centinaia di pelli e ossa ai confini con il Laos, avvenuta lo scorso 25 marzo, rappresenta la necessità di stringere ancora di più la morsa per arginare il business degli animali vivi. I contrabbandieri di cani stanno ora cercando di aggirare i controlli non trasportando più animali vivi, ma cani fatti a pezzi e congelati, spiega John Dalley.

E poi, naturalmente, c’è l’annosa questione della corruzione delle forze di polizia di Vietnam e Laos, che non è un segreto.

La Thailandia ha una vastissima popolazione di cani randagi e tuttavia la maggior parte di quelli utilizzati per il contrabbando sono rubati presso le abitazioni o gli allevamenti.

Questo perché, spiega Dalley, “i cani randagi sono molto difficili da catturare. Mentre invece risulta più facile procurarsi cani addomesticati oppure cani di servizio non più utilizzati. Vediamo fino a cento cani stipati nelle gabbie, sui camion. Questo traffico è crudele dall’inizio alla fine. I cani vengono scuoiati vivi. È un’industria orribile, priva della benché minima regolazione”.

Le forze dell’ordine, tuttavia, non si preoccupano certo di questo ma perlopiù di impedire che la salute pubblica venga messa a repentaglio da epidemie di rabbia, che già normalmente uccide almeno cento vietnamiti all’anno a causa della mancanza di vaccinazioni per i cani. La possibilità di diffusione di questa malattia aumenta considerevolmente durante i viaggi dell’orrore cui i cani sono sottoposti prima di essere macellati.

“Alcuni camion trasportano fino a 2000 cani per volta ed è inevitabile che alcuni scappino”, spiega Dalley, “E naturalmente qui si parla di un potenziale contagio massivo da rabbia causato da movimentazioni di massa di cani”.

Nella foto: cani destinati al mercato della carne e del pellame in Thailandia (fonte BusinessWeek).

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3 Commenti

  1. Sono di quelle notizie che non vorresti mai leggere.

    Purtroppo è realtà.
    Spero che questo traffico venga stroncato, e perchè no, alla fine un bel contagio massivo di rabbia se proprio non si riesce, non ci sta male.

    Un orrore incredibile, l’inferno.

  2. I guanti bisognerebbe farli con la loro pelle..,criminali

  3. È orrendo bisogna sconfiggere tutto ciò.Anche qui in Italia. Come se non bastasse compiuti crimini su cani senza.casa che deve.finire. Ora c’è anche il fenomeno di cani di proprietà rapiti x cose losche anche oltre ciò vengono rapiti dall’Italia portati in Europa x vivisezione. Maledetti.anche voi che consumando alimentate tutto ciò. Allerta specialmente ai stranieri cinesi e est Europa. Mi rivolgo.anche.alle forze dell’ordine operate in favore degli animali

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