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Caserta shock: scoperto cimitero delle bufale, animali forse lasciati a morire

Sono venticinque in tutto, ventiquattro appartenenti ad esemplari adulti ed uno ad un vitello, i corpi scoperti in un’azienda di bufale in provincia di Caserta.

A intervenire sul posto, un vero e proprio cimitero a cielo aperto di carcasse bovine, sono stati negli scorsi giorni gli uomini del Corpo Forestale dello Stato che hanno rinvenuto i corpi in avanzato stato di decomposizione. Gli agenti erano stati messi in allerta da una segnalazione.

Secondo quanto riportato da Leggo, le forze dell’ordine ritengono che gli animali siano stati letteralmente lasciati a morire e che siano deceduti a causa di una prolungata denutrizione e ad una sostanziale, letale incuria.

Alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere è stato ora denunciato un uomo di 64 anni che dovrà rispondere del reato penale di maltrattamento di animali con aggravante della morte, oltre che di illecito smaltimento di carcasse di capi bufalini e di violazione degli obblighi relativi alla custodia giudiziaria degli animali.

I poveri resti sono stati successivamente rimossi con urgenza per evitare l’eventuale diffusione di malattie e garantire l’igiene e la salute pubblica.

Vale la pena precisare che, nel 2013, l’azienda zootecnica in questione – localizzata in località Pagliuca nel Comune di Castel Volturno – era stata sequestrata perché si ipotizzava lo smaltimento illecito di almeno sette animali.

Durante il sopralluogo degli scorsi giorni, oltre ai resti degli animali lasciati a morire sono state ritrovate sei bufale ancora vive e due vitellini non ancora in possesso di marchio auricolare: non erano in buone condizioni di salute e risultavano gravemente denutriti, ed erano costretti a cibarsi esclusivamente di alcune erbe spontanee che non potevano garantire loro neppure il minimo grado di sopravvivenza in condizioni decenti.

L’industria delle bufale, che produce la tanto pregiata mozzarella, è causa di immensa sofferenza per gli animali coinvolti (come normalmente avviene per tutta l’industria latto-casearia, d’altronde) e l’uccisione dei bufali maschi, inutili ai fini di business perché non in grado di produrre latte, è solo una delle tante atrocità che avvengono con costanza. Le stesse indagini della Forestale rivelano che non è inusuale che i corpi dei vitelli vengano addirittura bruciati, dando vita a roghi tossici che possono causare problemi sanitari e igienici oltre che, naturalmente, inquinamento dell’ambiente.

Nella foto:  uno dei corpi senza vita rimossi (fonte Leggo).

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2 Commenti

  1. Senza legge non c’è ordine, senza ordine questi i risultati.
    Boicottare a tutto spiano!

  2. Illegalità, crudeltà, sofferenze orribili questo è il businness della tanto celebrata mozzarella di bufala. E le istituzioni in primis tengono bordone a questo continuo massacro. Questa è l’Italia delle tanto decantate specialità agro alimentari.

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