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Indonesia: al mercato cani, scimmie, gatti, topi, pipistrelli arrosto e in vendita

Il fotografo e blogger Raymond Walsh ha immortalato, durante un viaggio in Indonesia, il mercato di animali vivi e carne animale di Tomohon.

Sulle bancarelle, in piena vista e senza alcuna protezione, i commercianti vendono praticamente qualunque genere di carne, da quella di cani e gatti a quella di bradipi, scimmie, ratti, pipistrelli e pitoni.

La notizia è stata rilanciata da ADNKronos, che parla di “espressioni dolorose” ancora “incise sui volti” degli animali.

Nello stesso mercato, è possibile acquistare non soltanto animali già uccisi e cucinati ma anche esemplari vivi da macellare sul momento, di fronte al cliente. Tra questi vi sono anche piccoli cani, rinchiusi in gabbie microscopiche che, una volta comprati, vengono strangolati con una corda.

Il consumo di carne di cane e gatto in alcune regioni dell’Asia è pratica ancora comune e autorizzata per legge.

Foto: ratti arrosto impalati e pronti al consumo al mercato indonesiano (fonte ADNKronos).

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13 Commenti

  1. Elisabetta Lelli

    P.S. Un giorno vi racconterò del mio coinquilino da circa tre anni, PIETRO… il ragno 🙂

  2. Elisabetta Lelli

    A JOHHNY (ed ovviamente anche agli altri amici, se vogliono).

    Carissimo! Faccio lo stesso 🙂
    Mio padre ha il caminetto. Ogni volta che porto dentro la legna da ardere batto a terra ogni pezzo, per accertarmi che non vi siano ragni, formiche e quant’altro. Purtroppo la mia Peggy è allergica al veleno di scorpioni e vespe e, in tutta onestà, non mi sento di salvare anche gli scorpioni (sono ancora fra voi, sì??). Di certo non li getto tra le fiamme!
    E, a proposito di PANTEGANE,nm’è tornato in mente un altro aneddoto. Per favore, promettetemi di non ridere, va bene?
    Dunque dunque… Ero fuori, a ripulire l’aia dalle erbacce. Noto Gatto Sciò (è il nome di uno dei miei mici), che aveva appena acchiappato un topo di campagna. Almeno credevo fosse un topo. Io, armata di guanti da giardinaggio, e, dopo aver fatto mollare la presa da Gatto Sciò, afferro il topo per poterlo liberare lontano dal micione e da altri gatti… e il topo mi morde un dito (che doloreee!). MA mi accorgo immediatamente che NON è affatto un topo di campagna! È UNA PANTEGANA! Non enorme, comunque pantegana, capite??
    Insomma, a farla breve, ho salvato una PANTEGANA 😀

    Un abbraccio a te, Johnny. Un abbraccio a tutti… anche ai salvatori di pantegane, va’ 🙂
    E.

  3. Luca ma tu sei vegano o vegetariano?
    Altrimenti è la tua critica a diventare ipocrita, senza offesa né polemica, vorrei solamente capire.

    Elisabetta, non sono nessuno per dire in questo caso cosa sia giusto o meno, ma ti posso dire che ogni volta che accendo il fuoco sto ben attento che non ci siano insetti tra la legna e quando li vedo, li porto fuori.
    Al tuo posto avrei fatto lo stesso.

    Quanto all’articolo beh…lasciamo stare, il solito schifo!

  4. Perdonatemi… non è che vorrei creare il Movimento “Salviamo la Pantegana”.
    Vorrei però condividere con tutti voi una “piccola” storia.
    Non ricordo esattamente se accadde un paio di anni fa, non è importante.
    Stavo scendendo le scale, quando notai una piccola vespa che si arrabattava lentamente e goffamente sui sassi. Mi avvicinai, chiedendomi come mai non volasse e fu allora che mi accorsi che le mancava la parte posteriore del corpo. Quella vespa era tranciata a metà. Restai per qualche secondo a guardare sconcertata quella piccola vita agonizzante, poi afferrai la pietra più grossa e le diedi il colpo di grazia, con le lacrime agli occhi e chiedendo “Perdonami”. Le chiesi perdono, sì, e non mi vergogno di dirlo.
    Non dimenticherò MAI quella piccola vita agli sgoccioli, che annaspava maldestramente fra i sassi. Ed ogni volta che ci penso, ancora ora provo una pena senza fine. Quella vita era di una vespa, non di un cane, ne’ di un raro e splendido esemplare di una specie in via di estinzione. Era “solamente” la vita di una vespa.

    Buona serata a tutti gli amici. Per quanto possibile.
    E.

  5. Se fosse.x me non verrebbe macellato nessun animale. Ma specialmente i cani non si può.proprio. Oltre i crimini su cani senza casa che debbono finire Anche di proprietà.rapiti x fine losche . Voi sapete se in tal senso si stia.operando x sconfiggere ciò? Essendo anche.proprietaria di un cane.non vorrei.correre.il rischio.ogni volta che.la porto al passaggio.mi venga rapita. Ed a chi ci si può rivolgere?

  6. scusa serena ma non ci sono “animali che sono stati creati per far compagnia” e altri per morire ammazzati. santo cielo cosa tocca leggere.

  7. In risposta a Luca perché. Ci sono degli.animali.macellati non è.detto.che tutti.debbano esserlo . Di tanto.si potrebbe.farne.a meno . Specialmente i cani sono stati.creati x far compagnia e non uccisi in ogni modo anche.x farci pellicce ed altro
    .

  8. Ehi Luca, io penso che coloro che scrivono in questo sito siano vegetariani o addirittura vegani, per cui agnelli, caprette, polli, conigli (figuriamoci ne avevo tre in giardino, due sono morti belli anziani, l’altro è vivo e vegeto, mi sembrerebbe di mangiare un parente!) mucche, maiali e pesci li lasciamo dove stanno, si campa anche con delle belle pastasciutte, minestroni, frutta, verdura, io che sono vegetariana, non vegana, purtroppo, alla mia non più verde età è un po’ difficile cambiare tutte le abitudini, ci metto anche le uova, i formaggi….

  9. Luca, non sappiamo Serena ma crediamo che Rosanna sia vegetariana o vegan…

  10. ….in relazione ai primi 2 commenti (Rosanna e Serena), tutta questa irruenza nel dire NO, proprio no……oppure fate schifo. Dovete finirla.
    Cosa ne pensate degli agnelli, dei maiali, mucche, capre, vitelli allevati in modo terribile per poi essere massacrati ed uccisi, fatti a pezzi per andare a riempire le pance dei carnivori, ipocriti e sempre dalla “parte della ragione”.

  11. Non ci posso credere!!!! Proprio no, no!!!!!!!!!!

  12. Dico solamente una cosa fate schifo. Dovete finirla

  13. Alice Malsenior Walker, autrice fra l’altro del romanzo Il colore viola, dichiarò: “L’attivismo è l’affitto che pago per vivere su questo pianeta.”.
    Alice Walker si riferiva ad un attivismo di genere differente rispetto al tema qui trattato, ma un attivista è sempre e comunque una persona che strenuamente combatte un’ingiustizia, spesso a caro prezzo. E quando apprendiamo di certe notizie, il prezzo da pagare è altissimo ed anche doloroso. Non si tratta di non volere rispettare la cultura di altri Paesi. Una crudeltà è e resta una crudeltà, in qualsiasi Paese essa venga applicata, e di certo non denota cultura, ne’ senso etico e/o civile.
    Una crudeltà come questa risveglia in noi tutti quell’attivismo di cui parlava Alice Walker, quella energia pura ed onesta che ci permette di non chiudere gli occhi, che desta in noi sconforto e ribrezzo, che ci farebbe scavalcare il muro più alto ed oltrepassare ogni confine, pur di rendere onore a ciò in cui crediamo, a ciò che è giusto e a ciò che è veramente umano.

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