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[VIDEO] Romania: gli accalappiacani che uccidono e rubano i cani dai rifugi privati

La tragedia rumena non ha fine. Le denunce delle varie associazioni animaliste nel Paese, tuttavia, non sembrano scuotere più di tanto l’opinione pubblica né tantomeno le autorità: i randagi della Romania non sono più interessanti, sono stati messi da parte anche se continuano a morire. Soltanto pochissimi organi di stampa e blog specializzati hanno, in questi giorni, dato notizia dei livelli di brutalità raggiunti dagli accalappiacani di Bucarest.

Secondo quanto riportato da Gaianews, gli incaricati avrebbero fatto irruzione senza tanti complimenti all’interno di due canili privati, gestiti rispettivamente dalle associazioni Vier Pfoten e Paws2Rescue, uccidendo cinque cani ospitati e prelevandone con la forza all’incirca novanta.

L’aggressione è avvenuta qualche giorno fa da parte di un gruppo di accalappiacani dipendenti dell’ASPA, ossia l’organo pubblico deputato alla gestione del randagismo nella capitale Bucarest. Vale anche la pena sottolineare che tutti e due i rifugi aggrediti sono perfettamente a norma di legge.

Nel video che vedrete rilanciato in chiusura di articolo e possibile notare tutta la violenza perpetrata dagli accalappiacani nei confronti degli animali prelevati a forza dai canili, semistrangolati dai lacci, trascinati nella polvere e gettati come rifiuti all’interno di gabbie di ferro. Una violenza tale da arrivare ad uccidere, durante il rapimento, almeno quattro esemplari. Tra gli esemplari prelevati, anche quindici cani ancora convalescenti dopo essere stati sterilizzati.

Le associazioni, sconcertate e addolorate, accusano ora apertamente l’ASPA di saccheggio, di violazione di proprietà privata, di maltrattamento e di uccisione di animali, chiedendo l’immediatamente le dimissioni del direttore dell’organo, Razvan Bancescu. L’uomo, senza minimamente fare riferimento all’accaduto, nelle stesse ore dichiarava con orgoglio di aver eliminato, in tre mesi, oltre 2000 cani randagi soltanto a Bucarest.

Nessun commento neppure dal sindaco della capitale, Sorin Oprescu, da sempre amico di Bancescu. Solo gli attivisti per i diritti animali di tutto il mondo rimangono a protestare, inondando le ambasciate rumene di proteste. Ma non accade niente. I cani muoiono, o vengono sottoposti a nauseanti brutalità nella sostanziale, assordante indifferenza delle istituzioni.

La sola, flebile nota positiva di questa ennesima tragedia rumena è che i volontari, in qualche modo, sono riusciti a recuperare i cani razziati dalle due strutture private.

Spiega Vier Pfoten: “Il team e i volontari dei rifugi vandalizzati sono riusciti a recuperare i cani che erano stati sequestrati illegalmente dal canile pubblico di Bragadiru. Come immaginavamo, il canile non aveva la documentazione necessaria. In compenso ci hanno mostrato documenti in cui una lista di ONG e volontari veniva segnalata come bandita dall’accesso e dall’adozione dei cani. Immediatamente dopo il loro arrivo, i volontari sono riusciti a trovare nei campi circostanti quattro dei cani rubati, probabilmente persi dagli “accalappiacani professionisti”. Un quinto cane è fuggito. Inizialmente, l’amministrazione del canile di Bragadiru ha rifiutato l’ingresso a Vier Pfoten fino a che non abbiamo chiamato la polizia. Ma la polizia ha detto che questi non sono problemi loro ed è sparita. Alcuni gendarmi sono improvvisamente comparsi a fare la guardia al canile e sulla scena è apparso anche Razvan Bancescu, il coordinatore dell’ASPA e autore morale delle crudeltà e degli abusi perpetrati nei nostri rifugi. Ha dichiarato sotto pressione dei volontari e dei giornalisti che l’ASPA rimborserà il necessario per i cani prelevati. Un rappresentante di Vier Pfoten ha poi ottenuto l’autorizzazione ad entrare nel canile ma è stato buttato fuori dopo dieci minuti. Dopo una lunga negoziazione, durata ora, il nostro team ha recuperato 17 dei 18 cani sequestrati. I volontari dell’altro canile vandalizzato hanno recuperato 71 cani. Cinque animali sono morti a causa dei barbarici metodi di cattura degli accalappiacani”.

Vier Pfoten Romania, intanto, ha pubblicato la scansione di un documento di sfratto che giustificherebbe l’aggressione da parte degli accalappiacani. Peccato che tale documento sia stato recapitato soltanto quattro giorni dopo il brutale blitz: un tempismo, questo, che fa riflettere.

L’associazione chiede anche a tutti di firmare la petizione che trovate cliccando qui e che è destinata al Primo Ministro rumeno Victor Ponta, nella quale si chiede di mettere fine ai massacri.

Nelle foto: il brutale sequestro dei cani (fonte video) e il recupero di uno degli animali (fonte Vier Pfoten Romania su Facebook).

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6 Commenti

  1. Schifosi, assassini impuniti, anzi, legalizzati! Non sono razzista, sto dalla parte dei GIUSTI!

  2. Ma a parte zingari e delinquenti c’è qualcosa d’ altro in Romania ? Dimenticavo la corruzione . La brutalità e ‘ totalmente gratuita e l’ ingiustizia palese . Dove sarebbero finiti questi cani se i volontari non li avessero recuperati ( senza contare i cani morti e quelli scappati ) credo per la vivisezione o per altri scopi di lucro illegale . Mi fanno schifo

  3. come è possibile che non ci fosse nessuno a controllare i canili??? tutto questo è avvenuto in pieno giorno, alla luce del sole!!!

  4. Vanno.uccisi tutti.questi.criminali.che rapiscono.uccidono.cani

  5. Bisogna.fermarli.Bastardi tutti.anche.voi giornalisti

  6. non guardo il video perché a parte stare peggio non servirebbe a cambiare le cose,ma penso che questi volontari con le buone non risolveranno il problema c’è un’odio profondo in quel popolo contro chiunque possa portare miglioramento e civiltà in quei luoghi,basta vedere in italia da quando le rapine sono fatte da gente dell’est prima di rapinarti ti distruggono sono marci dentro,e non è razzismo è la realtà dei fatti….sono vicina a quei volontari perché lottano da soli ogni giorno e mi dispiace che nessuno possa o voglia fare niente per loro……e per i loro indifesi animali

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