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Il paese di Santa Sofia rivuole il “suo” daino, Chicco: “Lo avete chiuso in gabbia”

Qualche settimana fa avevamo parlato del daino Chicco, diventato semidomestico e abitante a tutti gli effetti del paese di Santa Sofia, vicino Forlì. Qui trovate l’articolo.

Chicco era stato recuperato e trasferito presso il CRAS di Ravenna, per “questioni di sicurezza”: un giovane maschio di quella specie, infatti, avrebbe potuto rappresentare un pericolo per la cittadinanza. I cittadini di Santa Sofia, che si erano molto affezionati al giovane daino, non erano concordi e ora chiedono alle autorità di restituire l’animale alla sua casa.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, infatti, alcuni cittadini avrebbero segnalato che Chicco vivrebbe da prigioniero.

Il responsabile del CRAS di Ravenna, Floriano Sama, spiega che “Chiccho è ora nel recinto della struttura perché lo stiamo sottoponendo alle vaccinazioni, ma passa molte ore nel cortile. Potremmo trasferirlo nel grande serraglio in pineta, o affidarlo a un parco naturale. Dovrà decidere la Provincia”.

Da Santa Sofia, invece, obiettano che il daino sarebbe “rinchiuso in una gabbia di 3 metri per 1,5 con pavimento quasi fangoso, anche se di norma ci dovrebbe essere un pavimento e delle pareti lavabili. Invece non è così, c’è solo della terra, gli hanno messo una capra a fargli compagnia, una bacinella con dell’acqua e del fieno vecchio con un po’ di insalata”.

In particolare, a farsi portavoce della protesta sono le cittadine Donatella e Roberta, che chiedono: “Perché non gli danno la possibilità di stare nelle sue colline, in un recinto molto più grande con l’erba da mangiare, come ha sempre fatto? Tutto questo potrebbe essere possibile perché ai Calci abbiamo le capre in un recinto veramente grande. Qui Chicco tornerebbe a mangiare, a correre e a stare bene senza dare fastidio a nessuno. Noi dei Calci siamo disposti anche a una raccolta firme per far tornare Chicco su da noi”.

Secondo i cittadini di Santa Sofia, le promesse fatte dalla Provincia in merito alla sorte di Chicco non sarebbero state mantenute: il daino avrebbe dovuto rimanere confinato nel box solo per qualche giorno e invece, ad oltre due settimane dal trasferimento, si parlerebbe al massimo della costruzione di un box più grande, e non più dell’immissione in una grande aria recintata. Un destino, questo, che preoccupa molto Donatella e Roberta: “Chicco non si alimenta come dovrebbe. Abbiamo provare ad aprire la gabbia e guarda caso, davanti a noi, ha iniziato a mangiare l’erba con voracità proprio come quando era in libertà”.

Si attendono sviluppi sulla vicenda.

Nelle foto: Chicco con gli abitanti di Santa Sofia (fonte Il Resto del Carlino).

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4 Commenti

  1. Spero che chicco ritorni alla sua vecchia vita,la burocrazia in Italia ormai è un mostro che divora tutto,persone,animali,cose,idee,progetti,spero che non divori anche questa favola in tempi moderni.

  2. Per favore, restituite Chicco alla sua grande famiglia umana!

  3. Casualmente ho visto il servizio al tg oggi….una cosa vergognosa, mi domando perchè si debba fare sempre il contrario di ciò che il buonsenso e l’intelligenza ci suggerisca.
    Lasciatelo tornare a casa e non fate sempre il contrario di ciò che è giusto.

  4. ma ridatelo alla sua gente,e ripeto andate a salvare e aiutare tutti quelli vittime dei bracconieri,madre natura non si incavolerà per un daino aiutato dagli umani(una volta che capita)…..

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