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Isola d’Elba senza canile sanitario, LIDA: “Inadempienza prolungata e inevitabili tragedie”

“La L.I.D.A. Lega Italiana per i diritti dell’Animale, con una lettera inviata a tutte le istituzioni coinvolte a diverso livello, avanza una richiesta di accesso agli atti “al fine di approfondire e far luce sulle dinamiche che a tutt’oggi hanno reso impossibile, dopo più di 10 anni, la costruzione di un canile sanitario all’Isola d’Elba“. In calce all’articolo, la testimonianza dei proprietari di Lillo, cane vittima di un incidente stradale deceduto per mancanza di assistenza veterinaria, di cui avevamo dato notizia il 17 Ottobre scorso.

Scriviamo per caldeggiare le istituzioni e gli organi preporti alla salvaguardia e alla tutela animale ad adempiere ai propri doveri.

Siamo a conoscenza di svariate problematiche che riguardano la gestione degli animali sul territorio elbano e da anni seguiamo le relative vicende con molta attenzione.

Per approfondimenti, a questo link, sulla pagina FB della sezione toscana, in una nota pubblica sono stati raccolti tutti gli articoli di stampa reperiti sulle seguenti problematiche:

– decessi e inadempienze per mancato servizio veterinario

– caso per caso, decessi di animali

– situazione colonie feline e mancate sterilizzazioni

– incuria e maltrattamenti

– articoli sulla mancata costruzione del canile sanitario (Isola d’Elba fuorilegge da oltre 10 anni)

– questione presepi viventi

Alleghiamo alla presente lettera anche la testimonianza diretta ricevuta dai padroni di Lillo (in calce all’articolo), l’ultimo cane deceduto per mancato soccorso e sostegno veterinario.

Recente è la notizia apparsa sul web, inerente l’attivazione di un numero per le emergenze veterinarie, 24 ore su 24 inclusi i giorni festivi, notizia che infonde un minimo di speranza e rincuora le associazioni protezionistiche, assai stanche di sostituirsi alle istituzioni, che per legge devono attivarsi e assicurare il benessere animale sul proprio territorio. Grazie quindi a quei tre veterinari che sappiamo aver accordato reperibilità 24 ore su 24.

Gli animali vaganti sull’isola sono moltissimi, copiose le segnalazioni che riceviamo; per quanto riguarda i cani -pare- quasi sempre siano sprovvisti di microchip e ricordiamo che per legge ogni cane deve essere registrato all’anagrafe canina in modo che in caso di cattura possa essere facilmente condotto al proprio proprietario. L’iter sarebbe quello di scortare l’animale al canile municipale (tuttora inesistente) e di sanzionare il padrone in modo che non si ripeta nella disattenzione. Certo parliamo di un’isola, ma questa fa pur sempre parte della Toscana e dell’Italia, quindi deve osservare la normativa vigente (LR 59/2009 – legge quadro nazionale 281/1991 contro il randagismo).

Gli animali vaganti sono un potenziale pericolo per gli automobilisti e le strade dell’isola sono già di per se alquanto tortuose; imbattersi in un animale che attraversa la strada può causare anche il decesso di una persona oltre a quello dell’animale stesso, come accaduto di recente al povero Lillo.

Vale per i cani certamente, ma anche per i gatti (assai copiose le colonie feline, il cui mancato servizio di sterilizzazione sta causando l’esubero di cucciolate e relativo aumento di animali vaganti per le strade dell’isola).

Ultimamente una muta di cani da caccia ha sconfinato in un terreno uccidendo un gatto padronale e seminando il panico fra gli altri gatti della proprietaria del terreno, quest’ultima ha pure avuto un malore.

È arrivato il momento di ottemperare alle leggi in vigore e prevedere una campagna di microchippatura per tutti i cani vaganti sull’isola. La faccenda ormai è da tempo di dominio pubblico.

Per quanto riguarda i presepi viventi, ci schieriamo come sempre dalla parte degli animali e al fianco di coloro che già hanno protestato in merito a questa usanza anacronistica e irrispettosa nei confronti di esseri senzienti che hanno il sacrosanto diritto di vivere in piena libertà e nel rispetto delle proprie esigenze etologiche (lo stare immobili a fare i manichini per divertire il pubblico non è nella natura degli animali).

La lega Italiana dei Diritti dell’Animale, associazione protezionistica di carattere nazionale, quale portatrice di interessi diffusa in materia ambientale e di tutela del benessere degli animali, presenterà richiesta di accesso agli atti, ai sensi della Legge 241/90, presso tutte le Amministrazioni coinvolte ad ogni livello nella triste vicenda, al fine di approfondire e far luce sulle dinamiche che a tutt’oggi hanno reso impossibile, dopo più di 10 anni, la costruzione di un canile sanitario.

Vi esortiamo quindi a fare il possibile per adeguarsi in tempi brevi, ai minimi previsti dalla normativa vigente, non trascurando progetti ambiziosi che assicurino il benessere degli animali in una parte del territorio italiano invidiata da tutto il mondo.

Massimo Ramello Presidente Nazionale L.I.D.A.

***

La testimonianza dei proprietari di Lillo:

Questa relazione viene da noi prodotta senza nessun sentimento di rancore o di astio, con onestà e trasparenza cercando di esporre il susseguirsi degli avvenimenti nella maniera più razionale possibile: non vogliamo puntare il dito accusatore verso nessuno, non vogliamo esprimere giudizi inutili, ma solo raccontare ciò che è successo perché non accada mai più! Siamo perfettamente consapevoli che al mondo ci sono problemi ben più importanti e che l’Elba è vessata dalla mancanza di un’ ospedale (dove manca anche la camera iperbarica per i sub), del tribunale, dei trasporti, dell’istruzione e dove la logica è scomparsa!

Il nostro Lillo è purtroppo una goccia nel mare e il commento idiota “era solo un cane” a molti viene spontaneo. Lo sappiamo, ma era il nostro cucciolo e chi ha la fortuna e il privilegio di dividere parte della sua vita con un essere canino sa cosa proviamo, indipendentemente dal nostro indiscusso rispetto per le tragedie umane!

“Domenica 29 settembre 2013 verso le ore 13.45 il nostro cane Lillo, impaurito dal temporale verificatosi sopra la nostra abitazione in viale Einaudi 16 a Portoferraio, sguscia in mezzo alle gambe di Nicola e si precipita correndo velocissimo sotto la pioggia, sulla salita davanti casa, sbucando sulla strada in viale Einaudi n 16, inseguito da Nicola che tenta invano di raggiungerlo e di richiamare la sua attenzione.

Lillo viene investito, soccorso subito da Nicola e dal conducente dell’autovettura che presta il suo cellulare a Nicola per avvisare Silvia alle 13.47, che di corsa arriva con l’auto mentre tenta di contattare subito il veterinario di Lillo alle 13.48 senza ottenere risposta, insistendo subito con un’altra chiamata alle 13.49, mentre arriva sul luogo dell’incidente.

Lillo è a terra sdraiato, respira, reagisce terrorizzato e perde poco sangue dal labbro inferiore. Nicola carica nel bagagliaio dell’auto Silvia con Lillo in braccio, mentre Silvia assiste Lillo, Nicola si mette alla guida dell’auto e tenta ancora di contattare il veterinario di Lillo mentre guida verso l’ambulatorio, alle 13.57 senza ottenere risposta perché il cellulare era non raggiungibile, insistendo ancora alle 13.58 con ulteriore chiamata raggiungendo l’ambulatorio a Portoferraio.

L’ambulatorio era chiuso e sulla vetrina nessun recapito per le urgenze: Lillo in braccio a Silvia respira ancora e reagisce. Non trovando assistenza Nicola, contatta immediatamente un’amica del gruppo cinofilo elbano per ricevere aiuto, avviandosi nel frattempo di corsa verso un altro ambulatorio, ricevendo durante il tragitto i numeri degli altri veterinari, Silvia sa di non poter chiamare il veterinario che è sempre disponibile e reperibile perché il dottore è all’estero.

Nel tragitto Nicola chiama alle 14.03 un altro medico, al recapito fisso senza avere risposta e sopraggiungendo al nuovo ambulatorio, Nicola sta già tentando di chiamare il veterinario del nuovo ambulatorio alle 14.04, trovando il cellulare non raggiungibile. Sul vetro dell’ambulatorio un cartello con l’avviso che il medico dal 25 settembre al 1 ottobre 2013, sarebbe stato assente per corso di aggiornamento. Per urgenze contattare un collega al numero di cellulare.

Lillo in braccio a Silvia, respira ancora, reagisce ma inizia a perdere sangue dalla bocca.

Nicola chiama immediatamente il numero alle 14.05 che risponde: Nicola gli spiega velocemente che il cane è stato investito, che respira ancora e il battito cardiaco è presente, che abbiamo bisogno di immediato soccorso. Il Dottore che si trova a 18 chilometri di distanza, dice a Nicola che purtroppo lui non può fare niente per aiutarci perché non avendo la strumentazione adatta non avrebbe saputo come poter intervenire e da a Nicola il numero di un collega di Portoferraio che sicuramente risponderà: il numero è quello del dottore che è all’estero. Nicola non si rende conto di avere già il suo numero e lo contatta inutilmente alle 14.08 ma la chiamata non viene collegata al cellulare all’estero.

Silvia continua ad assistere Lillo e sente che il battito cardiaco è aritmico, cerca di sostenere e far respirare il cucciolo che ancora reagisce. Nicola continua a chiamare il veterinario delle 14.03 al cellulare alle 14.10, insistendo alle 14.11 per tre volte: il cellulare non era raggiungibile per due volte e la terza parte la prenotazione per la richiamata, Nicola tenta ancora al fisso mentre di corsa ci avviamo verso un altro ambulatorio, al quale arriviamo alle 14.16: ambulatorio chiuso e sul vetro un cartello con i numeri di telefono per le urgenze. Nicola chiama subito il cellulare che squilla ma non riceviamo risposta e quindi chiama alle 14.17 e 14.18 il numero fisso che squilla ,ma non riceviamo risposta.

Lillo respira a fatica, non reagisce e il cuore è debolissimo, contattiamo ancora l’amica del gruppo cinofilo per avere aiuto, che nel frattempo ha tentato da casa di contattare altri veterinari e ci invia alle 14.20 il numero di un altro medico.

Mentre Nicola sta per chiamare, Lillo si abbandona nell’abbraccio di Silvia e smette di respirare, il cuore cessa il battito e alle 14.22 circa muore.

Disperati andiamo a casa della nostra amica che esce di corsa e può solo constatare la morte del cucciolo. Devastati alle 14.37 proviamo a richiamare il veterinario di Lillo, ma il cellulare è ancora non raggiungibile. Siamo poi rientrati a casa per seppellire il nostro povero Lillo, senza aver ricevuto assistenza o soccorso: molto probabilmente non ci sarebbe stato niente da fare ma l’agonia di trentasei minuti di Lillo in braccio a Silvia non potremo mai dimenticarla.

Non vogliamo strumentalizzazioni inutili ma fare qualcosa di concreto e civile.

Vi ringraziamo per la Vostra attenzione e vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Silvia Bertani e Nicola Ostrogovich”.

Comunicato di LIDA, riportato da questo link.

Foto: archivio.

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Un commento

  1. Alla faccia! Chissà quanto avranno impiegato per scribacchiare tutto questo po’ po’ di roba! Ah, già, siamo in Italia… l’avevo momentaneamente dimenticato.

    http://www.ibriwolf.it/sites/default/files/documenti/piano_strategico_randagismo_-_proposta_di_ibriwolf_e_dei_gruppi_di_interesse.pdf

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