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[VIDEO] Massacro di Taiji: “Ecco l’inferno di Angel, il delfino albino catturato durante la mattanza”

“Sono stato in grado di entrare nel famigerato Taiji Whale Museum, travestito, in modo da esaminare il delfino albino Angel. È stato necessario che io mi travestissi da turista giapponese, perché gli OCccidentali non sono autorizzati all’ingresso del museo: una chiara violazione, questa, dell’articolo 21 della Costituzione giapponese. I turisti americani non dovrebbero nascondersi per vedere un delfino albino che è esposto pubblicamente in una struttura pubblica. Ma l’articolo 21 è violato di continuo, a Taiji.

La mia prima impressione dopo aver studiato Angel per qualche ora, oggi, è che il suo peso sembri normale. Non presenta graffi sul corpo, ma macchie scure sui fianchi appena sotto la pinna dorsale: sembrano lividi, e potrebbero essere il risultato di maltrattamenti durante la cattura.

Angel viene nutrita a mano con del pesce morto, sulla superficie dell’acqua. Questa è, di per sé, una buona cosa perché così non deve competere con i suoi compagni di vasca per il cibo. Sono stato sollevato di vederla mangiare. Le prime testimonianze da Taiji dicevano che non mangiava a sufficienza, e spesso l’inappetenza è il primo e solo sintomo di malattia.

All’interno del museo l’odore di cloro è molto forte. Questa potrebbe essere la ragione per cui Angel tiene quasi sempre gli occhi chiusi. Ci hanno detto che è cieca e sorda, ma a giudicare dai suoi movimenti nella vasca, sembra possedere il senso della vista. Non saprei dire, a questo punto, se possegga anche quello dell’udito. Cercherò di effettuare alcuni semplici test casomai dovessi riuscire a rientrare nella struttura.

Angel sta sopravvivendo in una piccola vasca sovrappopolata in compagnia di altri cinque animali. Quattro di essi sono delfini striati, mentre l’ultimo è un delfino pantropicale. Tutti sono stati catturati durante le mattanze di Taiji e dunque questi animali, Angel inclusa, soffrono di un altissimo livello di stress perché hanno perso la libertà e i membri del loro nucleo familiare.

La vasca include un ampio tubo di plexiglas o acrilico nel quale i turisti possono camminare. Il tubo occupa molto spazio all’interno della vasca e la rende ancora più piccola: è una pessima idea. Hanno disegnato tutto questo per accontentare i turisti, non i delfini.

Ad una prima occhiata, sembra che Angel stia socializzando bene con gli altri ma basta osservare meglio per accorgersi che è vittima di bullismo continuo da parte dei due delfini striati maschi. Si vede dal video che ho girato. Lei non entra mai in contatto con gli altri, sembra sempre evitarli, ma è impossibile evitarsi in uno spazio tanto piccolo.

Non sembra in grado di trovare la minima pace in un ambiente così abusivo. Non c’è posto in cui possa andare per nascondersi dai due maschi. Non ha alcun nascondiglio. Nell’oceano, i delfini e altri mammiferi marini possono fuggire da una brutta situazione. Questo è un altro motivo per cui la cattività, per i delfini, semplicemente non funziona. L’industria dell’entertainment ha cercato di controllare le dinamiche sociali dei delfini fin dal 1938, e sempre senza successo: è un esperimento fallito.

Dobbiamo ricordare che Angel non è né più né meno importante degli altri delfini imprigionati nel Taiji Whale Museum. Per questa gente ha valore perché è un albino puro e non si può non notarla.

Angel ha anche rapito il cuore di milioni di persone che hanno conosciuto la sua triste storia (ne abbiamo parlato qui, NdR). È diventata il simbolo delle centinaia di migliaia di delfini che sono stati catturati o macellati nella Baia di Taiji. Dobbiamo tenere viva la sua storia, anche se non dovessimo riuscire a tenere viva lei”.

La testimonianza è stata fornita da Ric O’Barry, addestratore di delfini “convertito” e trasformato, da anni, in uno dei più importanti attivisti al mondo. O’Barry è il fondatore dell’associazione The Dolphin Project, che si batte dal 1970 contro la detenzione in cattività di questi animali.

Una petizione può essere firmata a questo link per chiedere al Primo Ministro giapponese Shinzo Abe di aiutare Angel e di mettere fine alla caccia ai delfini a Taiji.

Nelle foto, scattate da Ric O’Barry: Angel nella sua prigione (fonte OneGreenPlanet).

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2 Commenti

  1. Piena ragione a Marilena.
    Una prigione per creature come queste… per il pubblico idiota. Che vergogna e che angoscia!

  2. Ho firmato la petizione ma, purtroppo, senza nessuna speranza: Troppi sono gli interessi economici e troppo bastardi siamo noi cosiddetti “umani” nei confronti degli animali

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