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Marius, la baby giraffa uccisa allo zoo e macellata di fronte ai bambini, non è una novità

Nel corso del weekend appena passato ha fatto molto scalpore la notizia dell’uccisione, da parte dello zoo di Copenaghen, della baby giraffa Marius. Il piccolo, di 18 mesi appena, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco, poi smembrato di fronte ai visitatori (bambini inclusi), e infine dato in pasto ai leoni (altri ospiti involontari della struttura di detenzione).

Marius era un giraffino sano, e se la sua storia ricorda inevitabilmente quella del piccolo Aleksandre, cucciolo di giraffa di proprietà di un circo italiano e ucciso durante il recupero, dopo la fuga (ne avevamo parlato qui), le circostanze della sua morte sono molto diverse. Marius e Aleksandre, tuttavia, hanno in comune un tratto molto importante: entrambi erano animali inutilmente detenuti dagli uomini a fini di divertimento. Ci rifiutiamo infatti di parlare di conservazione quando si tratta di zoo (tantomeno di circhi).

Nelle ultime quarantotto ore, la comunità animalista internazionale ha fatto tutto ciò che poteva per salvare la vita di Marius, ma le proteste non hanno toccato la direzione dello zoo di Copenaghen che, di fronte ad un vasto pubblico che comprendeva anche bambini piccoli, ha letteralmente proceduto a macellare il cucciolo per poi dare i suoi resti smembrati in pasto ai leoni.

Apparentemente, la macellazione è avvenuta di fronte al pubblico pagante per motivi “scientifici”: lo staff ha infatti effettuato una sorta di dissezione del corpo.

La motivazione che ha portato lo zoo danese a sbarazzarsi del piccolo è da addursi alla possibilità di inbreeding (ossia accoppiamento tra consanguinei) che avrebbe potuto portare a tare genetiche. Come se questo genere di procedura, spesso, non fosse di routine negli zoo (un esempio di tare genetiche evidenti è dato dalla tigre albina, ad esempio, ma anche per quanto riguarda orche e delfini detenuti in cattività).

Il completo rifiuto a risparmiare la vita di Marius da parte del management dello zoo, che si è dichiarato “stupito” (sic) dall’eco mediatico creato dalla vicenda, ha portato in queste ore ad una vera e propria guerra virtuale sui principali social network. Su Facebook e Twitter sono attualmente centinaia di migliaia gli utenti che chiedono, a ragione, di boicottare lo zoo di Copenaghen.

Tra coloro che, tuttavia, hanno realmente centrato il nocciolo del problema c’è il comico americano Ricky Gervais che, su Twitter, ha commentato: “Uccidere un animale bellissimo e in salute soltanto perché era un surplus alle vostre necessità non è ammissibile”.

Il punto è, infatti, che quanto accaduto al piccolo Marius non rappresenta un’eccezione, ma una regola in quasi tutti gli zoo, come avevamo già evidenziato qualche settimana fa in questo nostro dossier. Gli animali in sovrappopolazione che vivono all’interno di queste strutture di detenzione vengono normalmente soppressi e normalmente dati in pasto ad altri “prigionieri”. E questo accade a prescindere da tare genetiche e inbreeding,

Marius è diventato famoso solamente perché la sua storia sta facendo il giro del mondo, ma sono migliaia ogni giorno gli animali che, in silenzio, fanno la sua stessa identica fine, in tutto il mondo.

Questo significa, naturalmente, che non è soltanto lo zoo di Copenaghen che dovrebbe essere boicottato, ma tutte le strutture di questo tipo – compresi gli zoo marini.

Per Marius era stata varata in tempo record anche una petizione online che era stata firmata da oltre ventimila persone in poche ore, e fuori dallo zoo danese si erano formati capannelli di persone per protestare contro le bestialità che stavano per essere commesse.

La sorte toccata al giraffino non è stata neppure indolore o pietosa: invece di un’iniezione letale, si è proceduto ad ucciderlo con una pistolettata in testa, perché la sua carne – che avrebbe dovuto essere consumata dai grandi felini – non doveva essere contaminata.

Vale anche la pena notare che il Yorkshire Wildlife Park di Doncaster si era anche offerto di dare una casa al cucciolo, e lo stesso avevano fatto uno zoo svedese e un parco faunistico dei Paesi Bassi. Niente da fare: Marius non ha avuto scampo, e lo zoo di Copenaghen ha definito la propria decisione come “un dovere”.

Ha commentato Robert Krijuff, responsabile del parco faunistico che aveva offerto la propria disponibilità a prendere in carico la baby giraffa: “Non ci posso credere. Ci siamo offerti di salvargli la vita. È ora che gli zoo cambino modo di fare business”.

Meglio ancora, sarebbe che gli zoo smettessero di fare business sulla pelle di animali indifesi e innocenti.

Stine Jensen, dell’Organizzazione Danese di Protezione Animali, ha detto che l’uccisione di Marius “non sarebbe mai dovuta accadere”.

“Ci troviamo di fronte a uno zoo che pensa che abbattere una giraffa invece di valutare altre alternative sia l’opzione migliore”, ha commentato.

Ma Bengt Holst, direttore scientifico dello zoo di Copenaghen, ha insistito che le giraffe devono essere “selezionate in modo che i geni migliori possano essere trasmessi alla prole, in modo da garantire la maggiore longevità”. E dunque un maggiore guadagno. E ha aggiunto che lo spazio lasciato libero da Marius sarà occupato da esemplari “geneticamente più importanti”.

In ogni caso, il punto della questione è che il povero Marius non è il primo animale a morire per mano di chi, in via molto teorica, dovrebbe tutelarlo, e non sarà l’ultimo: lo zoo di Copenaghen abbatte nello stesso identico modo dai 20 ai 30 animali l’anno, e lo stesso fanno praticamente tutte le altre strutture. I cuccioli vengono fatti nascere perché attraggono visitatori, e quindi garantiscono guadagni ingenti, ma vengono scartati come spazzatura quando non sono più utili.

Boicottate gli zoo e qualunque altra struttura o evento tratti gli animali alla stregua di oggetti.

Una petizione per manifestare il vostro dissenso in merito a quanto avvenuto può essere firmata a questo link.

Nelle foto: l’inutile morte di Marius (fonte New York Daily News e Mirror).

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

17 Commenti

  1. Questo orrore è l’ennesimo oltraggio alla vita innocente.
    Il vero problema, lo ripeto sempre è che gli zoo esistono.

    Tutto il resto è agghiacciante e senza senso.

    Una vergogna infinita.

  2. figurati! ^_^

  3. Questo è quel che riporto e pubblico sul mio blog, (è un blog protetto, perdonatemi se continuo a ripeterlo):

    Solo per gli animali – All4Animals

    LA MENTALITA’ CHE HA UCCISO IL GIRAFFINO MARIUS ASSASSINA MILIONI DI ANIMALI

    “Perché proviamo pietà per qualcuno che i nostri occhi riescono a vedere ma siamo così ciechi di fronte a tanti altri?
    I mass media, negli ultimi giorni, hanno giustamente dedicato molto spazio alla decisione dello zoo di Copenaghen di uccidere Marius, un cucciolo di giraffa tenuto prigioniero nella struttura (NdR: lo abbiamo fatto anche noi, qui:http://goo.gl/jbXLt5).
    C’è stato uno sforzo comune sui social media per salvarlo, purtroppo senza risultato, mentre la ragione che veniva data dallo zoo era che Marius rappresentava un “surplus”.
    Lo zoo ha anche confermato che Marius era in perfetta salute, e che non provava alcun dolore o sofferenza. Era, per loro stessa ammissione, una giovane giraffa sanissima. Ma era anche in esubero, perché il pool di geni delle giraffe in cattività è inevitabilmente limitato e pertanto non si voleva che procreasse, e dunque potesse causare, potenzialmente e in futuro, “problemi” alla prole o ai gestori dello zoo.
    Marius avrebbe potuto vivere. Marius, che di certo non si è suicidato, AVREBBE VOLUTO vivere. È morto solo perché gli amministratori dello zoo non volevano che vivesse. Lo hanno assassinato (quale altra parola dovremmo usare per descrivere il deliberato furto della vita di qualcuno che non vuole morire?) e, in questo, gli ufficiali destinati al “benessere animale” che lavorano nella struttura sono stati totalmente complici, offrendo i mezzi e il personale per ammazzarlo.
    Non dovremmo essere sorpresi. Gli zoo e il loro equivalente acquatico, gli acquari, uccidono animali di continuo (qui: http://goo.gl/hO2tFw). Per ragioni prettamente economiche hanno controllo assoluto sul numero di animali che tengono prigionieri, e cercano alleanze con altri zoo per “scambiarsi” gli animali come figurine, e gestire le loro “collezioni”. I proprietari degli zoo ritengono che troppi animali rappresentino un rischio da non dover correre.
    D’altronde, mentre Marius moriva in Danimarca, sei leoni al Longleat Safari Park venivano uccisi per “eccessiva violenza” (o così hanno detto i gestori). I gestori hanno anche aggiunto che gli animali mostravano “problemi neurologici” a causa dell’inbreeding, e la questione dell’inbreeding è proprio il punto di contatto con quanto accaduto a Copenaghen.
    Ma sono gli zoo e i safari park la vera causa del problema. Sono, tutto sommato, pochi gli animali che possono essere confinati in via permanente, il tutto senza (o quasi) misure di controllo delle nascite. L’inevitabile risultato è un pool di geni limitato che dovrebbe produrre le future generazioni di animali prigionieri, con il diretto e deliberato risultato che i proprietari degli zoo uccideranno gli animali che non vogliono, a prescindere che siano sani e pieni di vita.
    In tanti sono rimasti scioccati dall’assassinio premeditato di Marius, e hanno preso d’assalto la rete per lamentarsi dello spreco della sua giovane vita. Ma quanti di quelli che si sono indignati per Marius consumano anche i “prodotti” dell’industria della carne e dei suoi derivati, che ogni giorno assassina migliaia di creature pensanti e senzienti, non diverse da Marius, perché anch’esse sono un “surplus”?
    L’industria delle uova, ad esempio, uccide oltre 200 milioni di pulcini l’anno, semplicemente perché sono nati maschi e dunque non hanno valore come le femmine, costrette a “lavorare” senza sosta per produrre le “preziose” uova che vengono vendute per profitto al costo della vita degli animali. E questi animali in esubero sono uccisi in modi brutali e violenti, infilati in grossi sacchi del pattume a soffocare o a morire schiacciati da chi gli viene riversato sopra, oppure scaricati su un nastro trasportatore che li porta in una macchina chiamata “maceratore”, che li trita vivi (qui: http://www.youtube.com/watch?v=GN5H9audCRQ). La violenza di queste morti è orribile. Eppure ci sono aziende specializzate (si vedano KL Products, Ausager e Hawkhead) nel costruire macchine per “triturare dai 40,000 agli 80,000 pulcini all’ora”.
    In ogni caso, queste vite distrutte sono descritte con i termini “spreco” e “sottoprodotto”, e mai come esseri senzienti, sensibili, sapienti che sono appena nati e hanno avuto solo qualche momento per distendere le ali – ali che non si apriranno mai liberamente.
    Anche l’industria latto-casearia ha i suoi surplus, dipendenti anch’essi dalle femmine della specie di riferimento, che in questo caso devono produrre il “prezioso” latte in modo che venga venduto per profitto al costo delle vite degli animali. I vitelli maschi nati in questa industria sono considerati “in esubero” perché, di latte, non ne produrranno mai e il loro destino può comportare il venire uccisi entro qualche giorno dalla nascita (qui: http://www.youtube.com/watch?v=IxvxIsLCZYk) oppure essere confinati, per la loro breve vita (qualche mese al massimo) in piccoli box, dove non possono neppure girarsi, dove a malapena possono muoversi (qui: http://www.youtube.com/watch?v=SYJPbrxdn8w). Il tutto, semplicemente per soddisfare la richiesta di “carne di vitello”, che comporta l’uccisione di animali praticamente neonati per la loro carne bianca come porcellana.
    Quello che tutto ciò significa è che, per indignarsi per l’assassinio di Marius, un animale costretto alla prigionia contro la propria volontà dall’industria degli zoo, è necessario anche – per pura forza o per logica morale – indignarsi e opporsi implacabilmente anche all’assassino di centinaia di milioni di animali altrettanto innocenti, tenuti prigionieri contro la loro volontà dall’industria della carne e dei derivati. Non si può piangere per uno ma essere indifferenti agli altri senza commettere un grave errore morale, una ipocrisia che urla da ogni uovo o da ogni fetta di carne, su ogni scaffale di ogni supermercato e di ogni macellaio. Se questi “prodotti” (risultato deliberato della ragione stessa per cui l’industria della carne esiste) sono parte della dieta regolare di qualcuno è difficile comprendere come la morte di Marius possa, in fondo, avere un qualche significato, visto che ci si pone come partecipanti nell’assassinio di altri che soffrono allo stesso modo e le cui vite finiscono con violenza per una supposta “necessità” o per il business.
    Il caso di Marius è disperatamente triste. Ciò che è una follia, una assurdità è avere ancora zoo e parchi safari nel 21esimo secolo. Si dice che questi posti servano ad offrire educazione ai visitatori ma una infinità di studi prova, ancora e ancora di nuovo, che i visitatori trascorrono a malapena qualche momento a leggere e ad imparare. La maggior parte del tempo, in uno zoo, lo trascorrono a fissare e a indicare gli animali. Non imparano nulla, neppure che quello che hanno di fronte agli occhi, di cui ridono e che guardano a bocca aperta: animali fortemente traumatizzati e molto stressati dalla cattività e dalla folle routine di ogni giorno, identico nelle loro vite, costantemente in mostra di fronte ai turisti divertiti. In ogni caso, la conoscenza già accumulata grazie ai libri e ai documentari dimostra che non c’è necessità che gli animali vengano imprigionati in un ambiente del tutto innaturale semplicemente per soddisfare la curiosità che potremmo avere sulle loro abitudini, sulla loro dieta o sulla loro vita sessuale. Questo pruriginoso osservare le loro vita è una intrusione nella loro privacy, che dovrebbe essere espressa liberamente nel corso di esistenze che dovrebbero appartenere solo a loro, e non a noi.
    Gli zoo non sono soltanto anacronistici, retaggio di un passato di puro sfruttamento, ma anche un oltraggio morale da parte di una società non civilizzata che considera soddisfacente e persino divertente trascorrere un pomeriggio noioso in strette viuzze mentre osserva “gli animali buffi”.
    Ancora peggio sono i gestori e i manager degli zoo, molti dei quali hanno anche una formazione scientifica, nel loro sostenere che il benessere degli animali corrisponda al loro essere fatti prigionieri, al loro vivere la loro intera esistenza in ambienti ecologicamente poveri, e al loro morire di morte violenta quando sono “di troppo”.
    Il nocciolo della questione però non cambia per quell’immenso orrore globale chiamato allevamento intensivo, il cui scopo è sempre e solo distruggere vita dopo vita, i cui funzionari mutilano e distruggono con macchine perfezionate milioni di innocenti perché sono “in esubero”. Una tale crudeltà e ferocia, un macello così insensibile, non dovrebbe né persistere né esistere in nessuna società che si ammanti anche lontanamente dell’auto-definizione di “civile”.
    L’allevamento degli animali a fini produttivi, quel vizioso costrutto creato per soddisfare piaceri (e non necessità) del palato è anch’esso, in se stesso, uno zoo: è una esibizione, all’ennesima potenza, è la mente corrotta e vile dell’umanità nel suo esempio peggiore.
    Se piangete per Marius – e chiunque sia decente e gentile piangerà per lui – siate buoni, non fatelo mangiando un sandwich all’uovo che manderete giù con un sorso di latte.”

    Fonte: http://www.richarddeboo.com/the-mentality-that-murdered-marius-murders-millions-more

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    # FONTE DELL’ARTICOLO: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=729864833713800&set=a.307636049270016.78664.272208269479461&type=1

    # Infinitamente GRAZIE agli amici di All 4 Animals per l’amore che donano, non che “possiedono”.

    http://www.all4animals.it/2014/02/10/marius-la-baby-giraffa-uccisa-allo-zoo-e-macellata-di-fronte-ai-bambini-non-e-una-novita/?replytocom=22238#respond

  4. Grazie, grazie, grazie… un milione di volte.
    Grazie soprattutto per l’amore che donate, non che “avete”.

    E.

  5. certamente elisabetta, a tua disposizione.

  6. L’ho letto. E l’ho letto ad alta voce, non in silenzio. E non credo vi sia bisogno di aggiungere altre parole, altre sensazioni e sensibilità a quelle già espresse da voi.
    È un messaggio struggente e VERO, il vostro. È un grido di dolore per tutti gli animali sfruttati ed ammazzati e per noi, è anche per noi, quel grido di dolore.
    Con il vostro consenso chiedo di poter pubblicare per esteso quanto ho appena letto.
    Ed è ovvio che citerò la fonte.
    Quelle parole non possono essere ridotte ad un link. Devono essere sotto gli occhi, sotto il Cuore di tutti, nessuna sillaba esclusa.
    Per favore, se possibile.
    Grazie in ogni caso, amici cari.
    Grazie da me, una voce nelle voci, grazie da coloro ai quali continuamente, instancabilmente io “do in prestito” la mia voce.

    Eli

  7. Cara Elisabetta, crediamo che anche tu, come altri, apprezzerai questo: http://goo.gl/g6fnSI

  8. è un rito esoterico ,satanico ,quello che è stato commesso: sacrificio di una creatura di Dio innocente, sgozzamento ,presenza di bambini per plasmarli al male e presenza di telecamere per divulgare energia negativa . purtroppo queste cose esistono e sono più radicate di quanto si pensi. bisogna solo ritrovare la spiritualità e pregare molto

  9. Come si può portare i propri figli ad assistere a quel massacro?Spero che quei bambini abbiano provato schifo,che abbiano poi insultato i loro genitori.

  10. Ah, dimenticavo, credo che Hans Christian Andersen si stia rivoltando nella tomba… e che la Sirenetta stia vomitando. Come minimo.

  11. Certi esseri umani sono uno sputo. E basta.

  12. Estinzione umana! Non trovo altre soluzioni

  13. Caro Sergio, questa non è purtroppo la sola macchia della Danimarca (e non stiamo parlando del massacro di globicefali alle isole Far Oer): http://www.all4animals.it/2011/12/15/crudelta-animale-i-bordelli-animali-in-danimarca/

  14. Mi stupisco che i cittadini di Paesi cosi’ progrediti sconfinino con la barbarie nei confronti di animali innocenti usati come mangime per altri animali. Che poi il tutto vena effettuato di fronte a un “pubblico” anche di bambini mi lascia esterefatto.

  15. gente che reputa normale avere i bordelli con animali non penso abbia avuto molti problemi a fare questo tipo di spettacolo educativo (anche i bambini non mi sembrano troppo turbati),ma non dimentichiamo che poco tempo fa anche in italia abbiamo avuto notizia che un noto(quale non si è mai saputo)zoo italiano sembrava fare la stessa cosa quando gli animali erano troppi da sfamare…l’unica cosa differente che per fortuna non si facevano riprendere dalle scolaresche e famiglie in gita……lo schifo, la perversione è uguale in tutto il mondo purtroppo

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