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[VIDEO DOSSIER] Cina: ecco il più grande mattatoio di squali al mondo

Una associazione conservazionista ha svelato quello che, attualmente, è considerato il più grande mattatoio di squali al mondo.

Il macello si trova nella Cina del sud, ed è stato scoperto al termine di una investigazione durata quattro anni: potrebbe essere però soltanto una delle strutture che ancora si dedicano alla macellazione di questa specie in via di estinzione.

Sebbene sia, purtroppo, legale uccidere e “processare come cibo” alcuni squali, è illegale che la macellazione avvenga per le specie trovate all’interno del mattatoio – che ovviamente si muoveva nell’ombra e dietro una facciata del tutto innocente.

Il China Wenzhou Yueqing Marine Organisms Health Protection Foods Co. Ltd. uccide all’incirca 600 squali all’anno, che poi rivende per cifre che arrivano anche ai 31,000 dollari. Non solo: il mattatoio è anche parte di una elaborata rete di pescatori che si occupa di vendita degli animali in via di estinzione.

Gli investigatori giunti sul posto hanno scoperto che le pinne di squalo (per le quali si sta, lentamente ma inesorabilmente, giungendo al bando mondiale) venivano vendute ai ristoranti per essere utilizzate come ornamento di attrazione per i turisti. Altre pinne, naturalmente, venivano cucinate per il loro famoso “brodetto”.

Il prodotto più costoso è rappresentato dall’olio di fegato di squalo, utilizzato in una vasta gamma di prodotti di bellezza e supplementi alimentari venduti a livello internazionale “in contravvenzione con le regole del CITES e anche con le leggi nazionali cinesi”.

In un comunicato, l’associazione WildlifeRisk ha dichiarato: “Siamo stati in quel posto tre volte in tre anni, e in ciascuna occasione la quantità di macellazioni era indescrivibile. Risulta fuori dalla nostra comprensione come questi giganti del mare, perlopiù totalmente innocui, vengano macellati su larga scala per la vanità umana rappresentata da rossetti, creme per il viso, supplementi alimentari o zuppe. Crediamo fermamente che questo commercio debba finire, e deve finire subito, altrimenti questi animali finiranno con l’estinguersi”.

Secondo l’associazione, le tre specie di squalo maggiormente in pericolo includono gli squali balena, gli squali bianchi e gli squali elefante – tutte specie protette sia in Cina che a livello internazionale. Questo significa, naturalmente, che dar loro la caccia è assolutamente illegale senza uno specifico permesso fornito dal governo.

Nel caso di questo mattatoio il permesso non c’è, ma il profitto la fa da padrone.

In uno dei video sotto copertura prodotti dagli attivisti, il titolare del mattatoio spiega che uccidere queste tre specie permette la produzione annuale di 200 tonnellate di olio di squalo.

Vale comunque la pena precisare che la colpa della drastica diminuzione di questo superpredatore, senza il quale gli oceani sono letteralmente destinati a morire, non ricade solamente sulle spalle della Cina. Diverse nazioni europee rappresentano infatti gran parte degli acquirenti di olio di fegato di squalo, e lo stesso vale per gli Stati Uniti e il Canada.

I consumatori americani spendono, da soli, due miliardi e mezzo di dollari annuali in supplementi a base di olio di pesce. Ovviamente non sempre questi supplementi contengono olio di squalo, ma è anche provato che numerose aziende mascherano assai bene gli ingredienti dei loro prodotti e la loro provenienza.

Più di tutto, a danneggiare il mondo animale (non solo gli squali) e una completa e generalizzata ignoranza o mancanza di consapevolezza sul tema, ormai inescusabile nell’era dell’informazione in cui ci troviamo a vivere.

Per questo l’associazione si augura che l’investigazione condotta, di cui riportiamo un estratto nel video in chiusura di articolo, venga diffusa capillarmente: chiunque partecipi a questo scempio, anche a sua insaputa, è corresponsabile dell’estinzione della specie.

Ovviamente, al contempo sarebbe necessaria una assoluta trasparenza sulle etichette dei prodotti, in modo da aiutare i consumatori a scegliere consapevolmente.

Foto: fonte video.

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2 Commenti

  1. Non riesco a visionare il video… ma non importa; da molto tempo mi ripugna e ripudio TUTTO ciò che è “made” (in senso proprio) in China!
    VERGOGNA! Non vi spaccate la schiena per gli sfruttatori ricconi cinesi! meglio pulire i cessi nei bar del Bronx!!!

  2. che SCHIFO in tutti i sensi …….

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